lunedì 28 maggio 2012

Menfi: oltre 900 osservazioni contro il mega parco eolico

Comune di Menfi - Sono oltre 900 le osservazioni e le opposizioni presentate dai cittadini di Menfi per dire no al mega impianto eolico che l'azienda friel mapi vorrebbe costruire nei comuni di Menfi, Montevago e Castelvetrano.

Tra le osservazioni da inviare alla Regione siciliana anche quelle degli assessori e del sindaco Michele Botta: "con questa importante campagna di sensibilizzazione possiamo impedire l'avvio di un iter che è ancora nella sua fase embrionale, a differenza del caso biomasse in cui le carte sono venute fuori solo due anni dopo la presentazione del progetto al comune e il relativo via libera. Il nostro indirizzo sulle energie rinnovabili - conclude Botta - è quello della gestione diretta da parte del comune di impianti a servizio delle strutture comunali come già avvenuto per le scuole, il depuratore e come progettato per le piscine, la biblioteca comunale e i pozzi comunali, per i quali abbiamo previsto un mini impianto eolico a servizio degli stessi".

sabato 26 maggio 2012

A Sambuca di Sicilia e Santa Margherita Belice si lavora ad un progetto per produrre biomassa

Sei aziende di Sambuca di Sicilia e Santa Margherita Belice sono i partner del progetto relativo alla creazione ed allo sviluppo di una filiera agro-energetica in Sicilia per la produzione ed utilizzo di biomassa per energia rinnovabile nel territorio dei due Comuni.

Il progetto, che si struttura in sette azioni perfettamente integrate fra loro, nasce da una iniziativa di Stranaenergia che ha sviluppato una azione di concertazione tra i soggetti direttamente coinvolti in partnership e gli enti pubblici e privati del territorio con i quali, da diverso tempo, si sono intrapresi rapporti di fattiva collaborazione.

In altre parole, il progetto prevede sia lo studio e l'analisi del territorio, che l'applicazione sperimentale dei processi di ricerche effettuate nel settore e quindi delle nuove colture agricole a scopo energetico oltre che l'uso di nuove metodologie per la raccolta e lo smaltimento degli scarti delle attuali produzioni.

Potrà essere progettato e realizzato infine, un centro di trasformazione delle materie prime locali in energia elettrica e termica finalizzata ad usi locali con conseguente risparmio energetico ed economico nel territorio. I partner hanno già sviluppato una cosiddetta rete naturale ed in questa fase di progettazione si sono messi a disposizione, adoperandosi, ognuno per la propria competenza, per fare emergere esigenze e condividere varie competenze.

venerdì 25 maggio 2012

Perchè non regolamentare la politica?!?


La deontologia in generale afferma che fini e mezzi sono strettamenti dipendenti gli uni dagli altri, il che significa che un fine giusto sarà il risultato dell'utilizzo di giusti mezzi.

La deontologia professionale, invece, consiste nell’insieme delle regole comportamentali, il cosiddetto “codice etico“, che si riferisce in questo caso ad una determinata categoria professionale. 

Talune attività o professioni, a causa delle loro peculiari caratteristiche sociali, si pensi ai medici o agli avvocati, devono rispettare un determinato codice comportamentale, il cui scopo è impedire di ledere la dignità o la salute di chi è oggetto del loro operato.

La “deontologia politica”, altresì, consiste nell’attribuire ai politici delle …. …. delle … ma perché, i politici hanno un codice comportamentale da rispettare?!? No. Eppure dovrebbe essere una cosa scontata. 

Infatti, così come i professionisti appartenenti ai vari Ordini, che si impongono delle regole a cui sottostare, perché la politica non si regolamenta redigendo un proprio codice etico obbligatorio? 
Basterebbe questo per “filtrare” quei candidati eticamente e moralmente poco limpidi. Lo ritengo un atto dovuto in rispetto, non solo dei cittadini, ma anche delle istituzioni che essi stesso rappresentano e spesso infangano. In un periodo dove vengono meno certi valori questo, a parere mio, sarebbe sicuramente un bel modo per tentare di ristabilire quel giusto rapporto di fiducia tra cittadini e amministratori.

Per amor di cronaca và però sottolineato il vano tentativo portato avanti da Fli e IdV che, attraverso un emendamento (bocciato), hanno tentato di rendere obbligatorio il codice etico antimafia, prevedendo il blocco dell'erogazione del finanziamento pubblico a quei partiti che portano in parlamento corrotti e mafiosi. 

Un vero peccato perché sarebbe stato davvero bello avere una politica regolamentata.


Le definizioni di deontologia e deontologia professionale sono tratte da wikipedia. Non pervenuta quella di “deontologia politica”.

giovedì 24 maggio 2012

"Siamo tutti Pino Maniaci"

Pino Maniaci è una forza della natura, impossibile da contenere nel suo eloquio appassionato contro la mafia. Pino Maniaci è un’autorità, è più credibile delle istituzioni, al punto che nella sua Partinico i cittadini le denunce non le mandano alle forze dell’ordine, ma alla sua televisione. E al punto che il legislatore gli manda le delibere prima di approvarle, per farsi dire da lui se possono favorire la mafia. Pino Maniaci è anche un padre, preoccupato del coinvolgimento della sua famiglia (la moglie Patrizia e i tre figli Letizia, Giovanni e Simona) in quella che è un’avventura esaltante, ma anche un’attività che mette a rischio la loro incolumità.

Però Pino Maniaci è anche un uomo arrabbiato. Con le istituzioni, con la sua gente e con chi non si ribella. «La mafia non è un problema solo del sud, anzi. Almeno in Sicilia dobbiamo combattere solo Cosa nostra, qui avete a che fare con le mafie meridionali che si sono messe d’accordo con quelle dell’Est Europa. Ma non vi interessa. In Sicilia abbiamo avuto gli ultimi quattro presidenti della Regione e 30 dei 90 deputati dell’Assemblea regionale indagati per mafia. Siamo 5 milioni di cittadini e per colpa di 5 mila malavitosi la Sicilia è diventata terra di mafia. Io vorrei capire perché con tutto quello che succede non vi incazzate».

Lo switch off di giugno, però, potrebbe far sparire sia Telejato che Pino Maniaci. Ecco perchè le associazioni “Dieci e venticinque” e “Rita Atria” hanno scritto una lettera aperta al ministro delle Attività produttive, Corrado Passera, per chiedere il salvataggio di Telejato, la televisione di Partinico famosa per il suo tg e soprattutto per le battaglie del suo direttore Pino Maniaci. 
Le condizioni imposte dal bando di assegnazione delle frequenze sembrano infatti tagliare fuori Telejato dalla competizione. La piccola televisione del Palermitano rischia di essere una di quelle 50 emittenti siciliane che con lo switch off, ossia il passaggio dal sistema analogico a quello digitale terrestre, cesseranno definitivamente di trasmettere il prossimo 30 giugno.
“Tra pochi giorni, il 9 maggio – scrivono le due associazioni – ricorrerà il trentaquattresimo anniversario dell’uccisione mafiosa del giornalista Peppino Impastato. L’Italia intera si appresta a commemorare il coraggio di un giovane che, insieme ai suoi compagni, dai microfoni di “Radio Aut” denunciava senza paura gli interessi mafiosi, a Cinisi e oltreoceano, del boss Badalamenti. Senza omissioni o connivenze, con la sola arma della libertà e dell’ironia. Pagando la sua dedizione e il suo coraggio, con la vita. Oggi, a trentaquattro anni da quel 9 maggio 1978, molti altri cronisti e operatori dell’informazione seguono il suo esempio rischiando ogni giorno per poter svolgere a testa alta e schiena dritta il lavoro di giornalisti. Tra questi: Giuseppe Maniaci e la sua redazione di Telejato, emittente televisiva con sede a Partitico”.

Funerali di Stato per Placido Rizzotto. Napolitano: “La mafia è ancora pericolosa, ma finirà”.

Alle 10:00 nella Chiesa Madre di Corleone, si sono tenuti i funerali di Stato di Placido Rizzotto sindacalista ucciso dalla mafia 64 anni fa. Un evento speciale celebrato l'indomani della commemorazione della strage di Capaci per volere del Capo dello Stato con l'intenzione di creare un diretto collegamento tra i grandi della lotta alla mafia e il sindacalista eroe d'altri tempi. Presenti quindi in chiesa il Presidente Giorgio Napolitano, il Fondatore di Libera Don Luigi Ciotti, la Segretaria Generale della Cgil Susanna Camusso. Funerali solenni a Corleone chiesti e ottenuti grazie all'impegno di “Articolo21” e celebrati dall'Arcivescovo di Monreale Salvatore Di Cristina.

Migliaia di persone hanno voluto omaggiare il sindacalista, al quale, con più di mezzo secolo di ritardo, è stata restituita almeno la dignità di una sepoltura dopo una vita trascorsa per metà impegnata nella lotta alla mafia e per l’altra metà nelle viscere della terra.
Per permettere a tutti di seguire la cerimonia sono stati installati dei maxi schermo all'interno della Villa Comunale e in Piazza Falcone e Borsellino.

Difficile da credere ma è stato possibile recuperare le sue spoglie solo a settembre 2009 e avere la conferma del dna solo due anni dopo, ovvero a marzo scorso. Il nipote omonimo del sindacalista che da anni si batte per far riconoscere allo zio lo status di vittima di mafia, tempo fa aveva spiegato: “Il riconoscimento non ci interessa per gli eventuali benefici di legge concessi ai parenti delle vittime, che tra l'altro sarebbe poca cosa, ma per il suo valore simbolico e morale. Sarebbe un atto di giustizia per Rizzotto ma anche per le decine di sindacalisti uccisi come lui dalla mafia.”

"Il nostro nemico siamo noi stessi, con le nostre paure che ammazzano la speranza, con i nostri piccoli interessi, con i nostri egoismi!"
(Frase tratta dal film “Placido Rizzotto”)

Fonte: antimafiaduemila.com

A Menfi la mostra "La Madonna Ritrovata"

Verrà inaugurata a Menfi, domenica 27 maggio 2012 alle ore 17,00, presso il Palazzo Pignatelli la mostra dal titolo “La Madonna Ritrovata”.

La mostra, curata da Gioacchino Mistretta, mette in evidenza il monumentale gruppo scultoreo in legno policromo raffigurante la “Madonna e il peccatore”, realizzato nel 1891 dallo scultore Calogero Cardella (Girgenti 1884-1926) e recuperato dall’antica Chiesa Madre dopo il rovinoso terremoto del 1968, opera della piena maturità artistica di uno dei più grandi scultori agrigentini vissuto tra Ottocento e Novecento.

L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Menfi, dalla Parrocchia S. Antonio di Padova, da Legambiente Sicilia e da Salvalarte Sicilia, in occasione di “Salvalarte Belìce 2012” dal 25 maggio al 3 giugno 2012.




mercoledì 23 maggio 2012

In memoria di Giovanni Falcone

Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992)

"La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni." 
(Giovanni Falcone)


Ventesimo anniversario della strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

martedì 22 maggio 2012

Slow Food Day: Feudo Arancio e Slow Food Sciacca celebrano "Cantine Aperte"

Slow Food Day
Ricevo e pubblico dal Fiduciario di Slow Food Sciacca, Nicola Napoli, questo comunicato stampa: "Slow Food Day 2012 - Buono, Pulito e Giusto"


Comunicato Stampa

Cari Amici

Slow Food Day

Nei giorni 26 e 27 di Maggio la Condotta Slow Food di Sciacca organizza lo “Slow Food Day”, evento internazionale che viene celebrato in contemporanea in tutta Italia e nel resto del mondo e coordinato da Slow Food Italia.

Lo Slow Food Day è dedicato al mangiare meglio per il bene nostro e del pianeta nel segno di cibo e clima. Il cibo è al centro delle azioni da intraprendere per un futuro migliore: accanto alla tutela della biodiversità, al mantenimento degli ecosistemi e alla lotta ai cambiamenti climatici.


Il giorno 26 Maggio saremo presenti al Porto di Sciacca ed il giorno 27 presso le Cantine Feudo Arancio di Sambuca di Sicilia per Cantine Aperte e Presidi Slow Food. Vi invitiamo a seguire il link della pagina dell’evento in cui troverete tutte le utili indicazioni.

Vi segnaliamo che il giorno 27 presso le Cantine Feudo Arancio di Sambuca di Sicilia daremo vita ad una visita guidata e personalizzata con Andrea Pizzo (relazione esterne di Feudo Arancio), Nicola Napoli (Fiduciario Slow Food Sciacca) e Nino Bentivegna, entrambi curatori della guida Slow Wine di Slow Food. Vi ricordiamo che questa visita, con inizio alle ore 10.30 fino alle ore 12.00, è personalizzata per i Soci Slow Food e per tutti gli amici simpatizzanti.

Tesseramento Soci Slow Food Day & Family
In questa giornata sarà possibile associarsi a Slow Food con una speciale tessera al costo di € 25.00 anziché € 58.00, vi segnaliamo, inoltre, che è possibile associarsi anche con la tessera Family nata per tutte le famiglie. Con essa si possono associare contestualmente 2 persone (coniugi, conviventi..) ed avere in omaggio la tessera Slow Kids per ogni figlio fino a 13 anni di età. Tutto ciò con un unico pagamento di € 70.

Slow Sea Land
Vi ricordiamo che nei giorni 8, 9 e 10 Giugno Slow Food Italia insieme alla Regione siciliana, Comune di Mazara del Vallo, Distretto della Pesca, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero Affari Esteri, Ministero delle Politiche Agricole, organizza una vetrina espositiva per le produzioni di qualità tesa alla promozione di prodotti agroalimentari quali olio, vino, cereali, ortofrutta, agrumi etc., ma soprattutto è orientata alla valorizzazione del pescato di Sicilia e del Mediterraneo.

Rimani in contatto
Ti invitiamo a seguirci sul nuovo sito web www.slowfoodsciacca.it e su Facebook, Twitter, Youtube e Flickr.

lunedì 21 maggio 2012

"Inycon Menfi", la Regione Sicilia salda il debito dell'anno 2011

Il Comune di Menfi avrà, per la manifestazione «Inycon, Menfi ed il suo vino», dalla Regione Sicilia per l'anno 2011 la somma di € 88.064,63 (su un importo imponibile di € 257.984,57). Lo stabilisce un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana venerdì scorso.

Il decreto effettua la ripartizione della somma complessiva di € 7.821.354,62 da destinare a manifestazioni organizzate in diversi centri della Sicilia.

Ovviamente Menfi non è l'unico ente agrigentino che fruirà di questi finanziamenti. 
Ci sono, infatti, anche il Comune di Agrigento, per il teatro Pirandello, che si vedrà accreditare l'importo di 173.776 euro.
L'associazione A. C. Music 3 di Sciacca per la rassegna di spettacolo «Palcoscenico in cortile», l'associazione Il Sestante di Agrigento per la manifestazione «Il Mito» (€ 453.250 su un importo imponibile di € 1.295.000), il Comune di Casteltermini con la tradizionale «Sagra del Tataratà» (€ 26.206,81 su un imponibile di € 74.876,60), il Comune di San Biagio Platani con gli «Archi di Pasqua» (per un importo di € 39.929,75 su un imponibile di € 114.085) ed infine il Centro nazionale di Studi Pirandelliani (Agrigento) per l'omonimo convegno che si svolge ogni anno, per un importo di € 36 mila (su un imponibile di € 118.362).

Senza un Sud capace di crescere non ci sarà sviluppo in Italia

Pubblichiamo il «Manifesto per il Sud nella crescita dell'Italia» promosso dal presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa, Umberto Ranieri, e dal presidente della Fondazione Res, Carlo Trigilia, che verrà presentato a Roma alla Camera dei deputati alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

L'Italia sta affrontando la più seria crisi economica e sociale dal dopoguerra. Il governo Monti ha preso misure severe ma indispensabili per porre in sicurezza il Paese. Si lavora ora alla crescita, dopo lunghi anni di stagnazione che hanno visto l'Italia perdere posizioni tra i grandi Paesi avanzati. Al centro dell'attenzione vi sono soprattutto tre temi: liberalizzazioni e efficienza della pubblica amministrazione, nuova regolazione dei rapporti di lavoro, infrastrutture. Sono tutti obiettivi importanti per avviare la ripresa. Occorre però sottolineare con forza che non avremo una crescita solida e un'Italia più civile se non si affermerà nel Mezzogiorno uno sviluppo capace di auto-sostenersi. E' dunque importante che la svolta avviata dal nuovo governo nell'affrontare il problema del Sud si realizzi e si rafforzi in modo da farne un pilastro centrale di una strategia per la crescita del Paese che possa «valorizzare il potenziale di crescita inutilizzato del Mezzogiorno», come ha scritto il presidente Monti nel Documento di economia e finanza 2012. E' altresì importante che l'azione del governo sia sostenuta da una maggiore consapevolezza e da un maggior impegno su questo tema della classe dirigente del Paese e dei media, e che si avvii una discussione costruttiva al di là di logori stereotipi.
*** 
Più volte, a partire dagli anni successivi all'Unità, è stato sottolineato il legame tra Mezzogiorno e sviluppo complessivo dell'Italia. Oggi tale legame è diventato ancora più stretto per diversi motivi sui quali intendiamo attirare l'attenzione. Il processo di globalizzazione dell'economia, l'integrazione europea e l'ingresso nell'euro, con l'impossibilità di svalutare la moneta, hanno cambiato profondamente il quadro. Per poter competere più efficacemente nell'economia globalizzata, e per migliorare le condizioni dei lavoratori, è necessario abbassare al più presto il carico fiscale, che grava sulle imprese e sul lavoro, e potenziare infrastrutture e servizi collettivi. Ciò richiede che si abbassi il debito pubblico riducendo la spesa e migliorandone efficienza. La via maestra passa dalla crescita economica del Sud. Solo la crescita potrà consentire di far scendere progressivamente i trasferimenti a favore delle regioni meridionali, il cui importo annuo è vicino al costo degli interessi sul debito. Tali trasferimenti sono oggi necessari per permettere a tutti i cittadini italiani - del Nord e del Sud - l'accesso ai diritti fondamentali garantito dalla nostra Costituzione. Non si tratta certo di limitare la fruizione di beni come l'istruzione, la sanità, l'assistenza per i cittadini del Sud, ma di operare perché il costo di questi servizi possa essere ridotto rendendoli più efficienti, e soprattutto possa essere sempre più finanziato con risorse delle regioni meridionali attraverso uno sviluppo capace di auto-sostenersi. Se ciò non accadrà, si determineranno, anche per effetto della pesante crisi di questi ultimi anni, situazioni di ancor più grave disagio economico e sociale (i dati sull'occupazione giovanile e femminile offrono un quadro semplicemente inaccettabile). Ci sarà un'ulteriore spinta al processo di compenetrazione in corso tra criminalità organizzata e economie locali. Il Sud diventerà la base di un'economia criminale che tende a estendersi alle regioni settentrionali. Anche per questa via, dunque, il nodo del Mezzogiorno, rischia di condizionare pesantemente lo sviluppo di tutto il Paese. D'altra parte, occorre ricordare che il Sud costituisce oggi non solo un vincolo più stringente che nel passato, ma anche una nuova opportunità. Nelle regioni meridionali vi sono risorse locali sottoutilizzate che riguardano la collocazione logistica, il potenziale di risorse energetiche, il patrimonio culturale e ambientale, le conoscenze scientifiche radicate nelle università, il saper fare diffuso in agricoltura e in attività manifatturiere. I cambiamenti nei mercati accrescono ora il valore potenziale di queste risorse per lo sviluppo. L'uso efficace di questo patrimonio non solo segnerebbe una svolta per il Sud ma farebbe da volano alla crescita anche per il Nord. Non si tratta di chiedere trattamenti speciali e privilegi indulgendo a un rivendicazionismo deteriore - spesso brandito dalle classi dirigenti meridionali come alibi per il loro fallimento - ma a lungo assecondato per convenienze di parte anche dai Governi nazionali. Una nuova strategia per il Sud deve assumere come obiettivo imprescindibile la lotta contro ogni forma di assistenzialismo e di clientelismo, deve promuovere la formazione di classi dirigenti più sensibili all'interesse generale e deve porsi nel quadro di un disegno nazionale di sviluppo di tutto il Paese. La svolta per lo sviluppo del Sud può realizzarsi con finanziamenti sostenibili per i conti pubblici. Non si tratta di continuare a inseguire una generica industrializzazione a suon di incentivi tanto inutili e dannosi quanto costosi. Ciò che si richiede è un impegno costante e una strategia del governo nazionale finalizzata a orientare efficacemente le classi dirigenti - pubbliche e private - a innovare nei loro comportamenti. A differenza che nel passato, esse devono essere incoraggiate - con misure di promozione ma anche con sanzioni - a valorizzare quelle risorse locali che ci sono e che sono gravemente sottoutilizzate, non tanto per carenze di fondi, ma soprattutto per la difficoltà di realizzare beni e servizi collettivi che qualifichino l'ambiente economico e sociale.
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Il nuovo governo ha mostrato subito attenzione al problema del Sud nella crescita. Ha avviato un'innovativa riprogrammazione dei Fondi strutturali europei, non solo per accelerare la capacità di spesa, ma anche per migliorarne la qualità e l'efficacia, con la concentrazione su alcuni obiettivi (scuola e formazione, ferrovie, agenda digitale, occupazione, servizi di cura per bambini e anziani), con la maggiore responsabilizzazione delle strutture politico-amministrative centrali, con un orientamento ai risultati tramite obiettivi misurabili. Sono stati inoltre sbloccati i fondi nazionali (ex Fas) con rilevanti allocazioni di risorse su obiettivi infrastrutturali. Questi interventi si inseriscono nella definizione di una strategia del Sud che intende migliorare l'efficienza delle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno, ponendo però anche maggiore attenzione che nel passato alla qualità delle politiche ordinarie come fattore di sviluppo: sanità e assistenza, istruzione e formazione, giustizia e sicurezza. Chiediamo dunque che il governo proceda rapidamente a sviluppare e a dare attuazione concreta a questa strategia sia sul versante delle politiche ordinarie che su quello delle politiche di sviluppo dei territori. Per quel che riguarda gli interventi ordinari, la spending review, estesa a tutte le amministrazioni pubbliche, incluse quelle regionali, e all'uso dei trasferimenti, può essere un'occasione importante per affrontare energicamente e organicamente distorsioni nell'allocazione delle risorse che non solo gravano sulla finanza pubblica, ma finiscono per essere di ostacolo allo sviluppo perché creano aree di rendita politica e ostacolano la crescita di solide attività di mercato. Per quel che riguarda le politiche attive di promozione dello sviluppo e della coesione, è auspicabile che si rafforzi e si estenda la linea già avviata di riprogrammazione dei fondi strutturali europei e la loro integrazione con i fondi nazionali volta a qualificare l'ambiente economico e sociale. E' opportuno ridurre drasticamente il ricorso a incentivi nazionali e regionali a singoli operatori economici, che sono largamente inefficienti. Sono invece necessari interventi innovativi a sostegno delle città e dei territori che - attraverso una migliore dotazione di beni e servizi collettivi - promuovano la valorizzazione di risorse locali oggi cruciali: dall'agricoltura ai beni culturali e ambientali, dalle conoscenze scientifiche alle specializzazioni manifatturiere di qualità. Una strategia intelligente e sostenibile per le finanze pubbliche che ponga al centro la questione della valorizzazione delle risorse locali è oggi possibile. Essa va rapidamente messa in opera a vantaggio non solo del Sud ma di tutto il Paese.

Il manifesto è stato sottoscritto da Maria Luisa Averna, Arnaldo Bagnasco, Piero Bassetti, Aldo Bonomi, Carlo Borgomeo, Mauro Calise, Don Luigi Ciotti, Innocenzo Cipolletta, Biagio de Giovanni, Guglielmo Epifani, Adriano Giannola, Paolo Graziano, Giuseppe Guzzetti, Ivan Lo Bello, Alberto Meomartini, Savino Pezzotta, Giovanni Puglisi, Sergio Ristuccia, Michele Salvati, Maria Teresa Salvemini, Antonio Sellerio, Gianfranco Viesti, Massimo Villone, Marco Vitale.

sabato 19 maggio 2012

Sondaggi Politico Elettorali: intenzioni di voto Maggio 2012

Sondaggio Politico Elettorale, intenzioni di voto degli italiani. 18/5/2012


Domanda: Se alle prossime elezioni politiche si presentassero i seguenti partiti, a quale darebbe più probabilmente il suo voto?
Autore: SWG srl

Metodo di raccolta delle informazioni: sondaggio realizzato con tecnica mista computer assisted tramite interviste telefoniche CATI e online CAWI

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: 900 interviste; Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne (50.112.703 secondo fonte Istat 2010);

Data in cui è stato realizzato il sondaggio: Tra il 15/05/2012 ed il 17/05/2012

venerdì 18 maggio 2012

Che fine hanno fatto i fondi per la ricostruzione del Belice?

«Il governo è ancora in attesa del via libera della Regione Sicilia per utilizzare 105 milioni per la ricostruzione della Valle del Belice, ma l'assessore Armao e il governatore Lombardo vorrebbero dal governo nazionale la rassicurazione che questi soldi prelevati dai fondi Fas siano solo in… prestito».

Così il sindaco di Menfi, Michele Botta, commenta l'incontro svoltosi a Roma con il dirigente del Ministero delle Infrastrutture, presenti tutti i sindaci del coordinamento della Valle del Belice che da anni fanno i viaggi di pellegrinaggio nella capitale per mettere fine al capitolo della ricostruzione. Tutti i sindaci belicini si sono sorpresi nell'apprendere nella capitale di procedure burocratiche che rallentano l'assegnazione degli ultimi fondi stanziati per i Comuni della valle.

Dai dati forniti dal Ministero, infatti, la Regione Siciliana avrebbe speso circa 500 milioni di euro provenienti dai fondi Fas per spese correnti (i forestali, i lavoratori della Gesip di Palermo: circa 50 milioni per due mesi di stipendio e altro) e non per investimenti, per i quali sono destinate queste risorse. Inoltre la Sicilia ha ancora la possibilità di spendere circa 700 milioni di euro relativi alla programmazione 2000-2006 che però sono sospesi in attesa di risanare il Comune di Catania o altre spese correnti.

La presa di posizione dei sindaci belicini va nella direzione di sollecitare la Regione a prestare maggiore attenzione ad un territorio, come quello della Valle del Belìce, che ormai da troppo tempo è in attesa di completare la ricostruzione post-terremoto e che in questo caso non avrebbe mai immaginato che a Roma gli avrebbero detto che la questione dipendeva da Palermo e che è in Sicilia la soluzione ai loro problemi.