Il boss latitante Matteo Messina Denaro avrebbe assistito il 9 maggio scorso, sugli spalti dello stadio Renzo Barbera, all'incontro di calcio tra il Palermo e la Sampdoria, decisivo per l'accesso alla Champions League. La presenza dell'erede di Riina e Provenzano, con tanto di maglia rosa nero, era legata a un summit di mafia che si sarebbe svolto proprio quel giorno per pianificare le strategie di Cosa Nostra.
A raccontare il retroscena che ha dell'incredibile ai carabinieri del Ros, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Repubblica, sarebbe stata la stessa fonte che ha lanciato l'allarme circa il pericolo di nuovi attentati alla squadra mobile e al palazzo di giustizia di Palermo. Le indicazioni raccolte in carcere dai carabinieri sono adesso al vaglio dei magistrati della direzione distrettuale antimafia Marcello Viola, Lia Sava e Francesco Del Bene, nonché del procuratore aggiunto Antonio Ingroia, che dovranno valutare l'attendibilità della fonte e cercare riscontri al suo racconto.
Secondo questa ricostruzione Messina Denaro era contrario al ritorno alla strategia delle bombe. Ma i boss palermitani insistevano, e del nuovo corso mafioso si sarebbe dovuto discutere in un'altra riunione. Ai "no" di Messina Denaro, i fautori della linea dura avrebbero risposto rilanciando: "Dovremmo fare due attentati in ogni provincia".
fonte: ansa.it
Menfi [Agrigento - Sicilia]. Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, ho deciso di disporre di questo potente mezzo di comunicazione per interfacciarmi con tutti i cittadini. Grazie a questa piattaforma web farò conoscere le mie idee, le mie prospettive politiche e mi confronterò, in maniera costruttiva, con tutti gli elettori del Comune di Menfi.
martedì 27 luglio 2010
domenica 25 luglio 2010
Bp perforerà nel mare libico. I pozzi a 500 km dalla Sicilia
La compagnia britannica, responsabile della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico, annuncia l'avvio delle trivellazioni "entro le prossime settimane". Un accordo con Tripoli consente cinque nuovi impianti.
Pozzi di petrolio nel Mediterraneo, a poche centinaia di chilometri dalle coste della Sicilia, di Lampedusa e di Pallenteria. E a trivellare sarà la British Petroleum, la compagnia responsabile della "marea nera" che sta devastando il Golfo del Messico.
E' stata la stessa Bp ad annunciare che "entro le prossime settimane" inizierà una nuova perforazione al largo delle coste libiche, nel Golfo della Sirte. Un portavoce della compagnia, David Nicholas, ha ricordato che in virtù di un accordo con Tripoli siglato nel 2007 la compagnia ha ottenuto l'autorizzazione ad effettuare cinque perforazioni nel Golfo della Sirte. "Non le abbiamo ancora calendarizzate", ha aggiunto, precisando che ogni perforazione necessita di "sei mesi o più".
Le nuove perforazioni avranno luogo a una profondità di circa 5.700 piedi (1.700 metri), leggermente superiore a quella della Deepwater Horizon, la piattaforma situata al largo delle coste della Louisiana, la cui esplosione lo scorso 20 aprile ha causato la gigantesca marea nera che infesta il Golfo del Messico.
Fonte: Repubblica.it
Pozzi di petrolio nel Mediterraneo, a poche centinaia di chilometri dalle coste della Sicilia, di Lampedusa e di Pallenteria. E a trivellare sarà la British Petroleum, la compagnia responsabile della "marea nera" che sta devastando il Golfo del Messico.
E' stata la stessa Bp ad annunciare che "entro le prossime settimane" inizierà una nuova perforazione al largo delle coste libiche, nel Golfo della Sirte. Un portavoce della compagnia, David Nicholas, ha ricordato che in virtù di un accordo con Tripoli siglato nel 2007 la compagnia ha ottenuto l'autorizzazione ad effettuare cinque perforazioni nel Golfo della Sirte. "Non le abbiamo ancora calendarizzate", ha aggiunto, precisando che ogni perforazione necessita di "sei mesi o più".
Le nuove perforazioni avranno luogo a una profondità di circa 5.700 piedi (1.700 metri), leggermente superiore a quella della Deepwater Horizon, la piattaforma situata al largo delle coste della Louisiana, la cui esplosione lo scorso 20 aprile ha causato la gigantesca marea nera che infesta il Golfo del Messico.
Fonte: Repubblica.it
mercoledì 21 luglio 2010
Menfi, Porto Turistico: si lavora sui fondali
Comincia a muovere i primi passi il porto turistico di Menfi: a Porto Palo, infatti, sono in corso le opere d´indagine geologica sui fondali dello scalo, anche al fine di valutarne il livello di insabbiamento e lo strato d´argilla. "Si tratta di importanti lavori preliminari d´indagine per la realizzazione del Porto turistico - dichiara il Sindaco Michele Botta - al termine dei quali si potrà passare alla definizione del progetto definitivo".
Circa un anno fa, infatti, il Sindaco Botta aveva convocato la conferenza dei servizi che approvava il progetto preliminare. Da allora è seguita una lunga procedura burocratica che ha visto l´amministrazione comunale ricercare anche la ulteriore copertura finanziaria per l´opera, intercettando fondi speciali stanziati dalla Banca europea degli investimenti (Bei) e dal Fondo europeo per gli investimenti (Fei).
"Siamo fiduciosi - conclude il Sindaco Botta - perché stiamo lavorando quotidianamente e silenziosamente sul Porto in piena sinergia con la Marina di Menfi s.p.a. e i primi risultati ci danno ragione".
Circa un anno fa, infatti, il Sindaco Botta aveva convocato la conferenza dei servizi che approvava il progetto preliminare. Da allora è seguita una lunga procedura burocratica che ha visto l´amministrazione comunale ricercare anche la ulteriore copertura finanziaria per l´opera, intercettando fondi speciali stanziati dalla Banca europea degli investimenti (Bei) e dal Fondo europeo per gli investimenti (Fei).
"Siamo fiduciosi - conclude il Sindaco Botta - perché stiamo lavorando quotidianamente e silenziosamente sul Porto in piena sinergia con la Marina di Menfi s.p.a. e i primi risultati ci danno ragione".
lunedì 5 luglio 2010
Grigoli: le trame tra mafia e politica
'Francesco Regina (di Alcamo, poi eletto deputato all'Ars nelle file dell'Udc. ndr) alle elezioni regionali del 2006 venne nel mio ufficio e chiese voti'.
Lo ha detto oggi Giuseppe Grigoli (gestore del marchio Despar per Palermo, Trapani ed Agrigento e per questo soprannominato il “re dei supermercati), imputato di associazione mafiosa, assieme al superlatitante Matteo Messina Denaro (di cui sarebbe il braccio destro economico-finanziario) dinanzi ai giudici del tribunale di Marsala. «Regina venne a trovarmi in compagnia di un fratello di Totò Cuffaro», ha aggiunto Grigoli, che non ha saputo indicare il nome del congiunto dell'ex governatore. «Era un tipo chinotto (tarchiato ndr)».
Grigoli ha riferito al collegio giudicante di aver risposto a Regina e al fratello del presidente Cuffaro di essersi già «impegnato a sostenere la candidatura di Vincenzo Lo Re». Parlando sempre di rapporti con esponenti politici l'imputato ha detto di aver incontrato una volta a Palermo il governatore Cuffaro e di aver ricevuto da questi la proposta «di inserire nel mio gruppo (commerciale, ndr) prodotti vinicoli della sua famiglia».
L’ex deputato regionale Francesco Regina venne eletto nel 2006 all’Ars con la lista ‘Aquilone’ del governatore Cuffaro. Nel settembre del 2008, non rieletto, fu chiamato dall’assessore Pippo Gianni a ricoprire l’incarico di capo della segretaria tecnica dell’assessorato regionale all’Industria. Sempre nel 2008 è stato nominato – incarico che mantiene tutt’oggi – assessore al Territorio della Provincia regionale di Trapani. A nominarlo fu il presidente Mimmo Turano, pure lui ex deputato regionale dell’Udc.
Lo ha detto oggi Giuseppe Grigoli (gestore del marchio Despar per Palermo, Trapani ed Agrigento e per questo soprannominato il “re dei supermercati), imputato di associazione mafiosa, assieme al superlatitante Matteo Messina Denaro (di cui sarebbe il braccio destro economico-finanziario) dinanzi ai giudici del tribunale di Marsala. «Regina venne a trovarmi in compagnia di un fratello di Totò Cuffaro», ha aggiunto Grigoli, che non ha saputo indicare il nome del congiunto dell'ex governatore. «Era un tipo chinotto (tarchiato ndr)».
Grigoli ha riferito al collegio giudicante di aver risposto a Regina e al fratello del presidente Cuffaro di essersi già «impegnato a sostenere la candidatura di Vincenzo Lo Re». Parlando sempre di rapporti con esponenti politici l'imputato ha detto di aver incontrato una volta a Palermo il governatore Cuffaro e di aver ricevuto da questi la proposta «di inserire nel mio gruppo (commerciale, ndr) prodotti vinicoli della sua famiglia».
L’ex deputato regionale Francesco Regina venne eletto nel 2006 all’Ars con la lista ‘Aquilone’ del governatore Cuffaro. Nel settembre del 2008, non rieletto, fu chiamato dall’assessore Pippo Gianni a ricoprire l’incarico di capo della segretaria tecnica dell’assessorato regionale all’Industria. Sempre nel 2008 è stato nominato – incarico che mantiene tutt’oggi – assessore al Territorio della Provincia regionale di Trapani. A nominarlo fu il presidente Mimmo Turano, pure lui ex deputato regionale dell’Udc.
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venerdì 2 luglio 2010
Giulietto Chiesa: io, Di Pietro e quei soldi

Antonio Di Pietro? «E’ un uomo di potere, ma soprattutto è una persona sleale e scorretta, che usa il finanziamento pubblico per assicurarsi il controllo totale del suo partito, e quindi per conservare e incrementare il suo ruolo nella scena politica italiana».
Giulietto Chiesa, 70 anni a settembre, è stato eletto all’Europarlamento nel 2004 proprio nella lista capeggiata da Di Pietro, in un’alleanza di breve durata tra l’ex pm e Achille Occhetto. Chiesa, appunto, era candidato “in quota” a Occhetto e fu eletto a Strasburgo dopo la rinuncia dell’ex segretario del Pds. Il divorzio politico, poi, divenne una sanguinosa questione di soldi e di finanziamento pubblico che Di Pietro «si prese per intero», lasciando a secco l’altra componente, che lo portò in tribunale.
Ora che Di Pietro è indagato proprio per una presunta appropriazione non lecita di rimborsi elettorali, Piovonorane ha chiesto a Chiesa di raccontare la sua versione e i suoi ricordi di quel 2004.
Iniziamo da quando lei divenne europarlamentare con l’Italia dei Valori.
«Per la precisione, era una lista di coalizione tra Antonio Di Pietro e Achille Occhetto. Io fui chiamato appunto da Occhetto, che mi propose di candidarmi. Poi ebbi un colloquio con Di Pietrò e tutto sembrò andare bene».
In che senso?
«Io posi una questione per me dirimente, quella del pacifismo e dell’opposizione alla guerra in Iraq. Spiegai a Di Pietro le mie posizioni in merito, e lui mi rispose che non era ferratissimo sul tema ma si fidava di me, insomma non c’erano problemi. Così accettai la candidatura».
E poi?
«La lista andò male, meno del due per cento. Con due eletti, ovviamente Di Pietro e Occhetto. L’ex segretario del Pds però scelse di restare senatore e si dimise. Quindi gli subentrai io, primo dei non eletti».
E con Di Pietro?
«All’inizio ci fu una separazione consensuale, morbida. Insomma, avevamo capito subito che l’alleanza tra lui e Occhetto non aveva funzionato in termini di voti e quindi conveniva a tutti andare per la propria strada. Da una parte lui, con l’Italia dei Valori, dall’altra parte noi – diciamo – “occhettiani”, che ci chiamavamo Il Cantiere. Ma, ripeto, all’inizio non litigammo. Anzi, Di Pietro mi chiese di iscrivermi al gruppo liberal-democratico, per fargli avere più peso, e io accettai, anche se ero un po’ perplesso».
Giulietto Chiesa, 70 anni a settembre, è stato eletto all’Europarlamento nel 2004 proprio nella lista capeggiata da Di Pietro, in un’alleanza di breve durata tra l’ex pm e Achille Occhetto. Chiesa, appunto, era candidato “in quota” a Occhetto e fu eletto a Strasburgo dopo la rinuncia dell’ex segretario del Pds. Il divorzio politico, poi, divenne una sanguinosa questione di soldi e di finanziamento pubblico che Di Pietro «si prese per intero», lasciando a secco l’altra componente, che lo portò in tribunale.
Ora che Di Pietro è indagato proprio per una presunta appropriazione non lecita di rimborsi elettorali, Piovonorane ha chiesto a Chiesa di raccontare la sua versione e i suoi ricordi di quel 2004.
Iniziamo da quando lei divenne europarlamentare con l’Italia dei Valori.
«Per la precisione, era una lista di coalizione tra Antonio Di Pietro e Achille Occhetto. Io fui chiamato appunto da Occhetto, che mi propose di candidarmi. Poi ebbi un colloquio con Di Pietrò e tutto sembrò andare bene».
In che senso?
«Io posi una questione per me dirimente, quella del pacifismo e dell’opposizione alla guerra in Iraq. Spiegai a Di Pietro le mie posizioni in merito, e lui mi rispose che non era ferratissimo sul tema ma si fidava di me, insomma non c’erano problemi. Così accettai la candidatura».
E poi?
«La lista andò male, meno del due per cento. Con due eletti, ovviamente Di Pietro e Occhetto. L’ex segretario del Pds però scelse di restare senatore e si dimise. Quindi gli subentrai io, primo dei non eletti».
E con Di Pietro?
«All’inizio ci fu una separazione consensuale, morbida. Insomma, avevamo capito subito che l’alleanza tra lui e Occhetto non aveva funzionato in termini di voti e quindi conveniva a tutti andare per la propria strada. Da una parte lui, con l’Italia dei Valori, dall’altra parte noi – diciamo – “occhettiani”, che ci chiamavamo Il Cantiere. Ma, ripeto, all’inizio non litigammo. Anzi, Di Pietro mi chiese di iscrivermi al gruppo liberal-democratico, per fargli avere più peso, e io accettai, anche se ero un po’ perplesso».
giovedì 24 giugno 2010
“Inycon, Vino, Mare, Menfi”
Tre giorni alla scoperta del mondo di Bacco, di un mare incontaminato e di un territorio unico e suggestivo. Un week end da vivere tra degustazioni di vino sotto le stelle, mostre, incontri, corsi di assaggio di vino e olio e wine tour alla scoperta delle cantine del territorio. Oltre al vino, Inycon darà spazio anche a spettacoli, esibizioni di artisti e gruppi musicali.
Vino, mare, Menfi.. Inycon vi aspetta! (mappa Menfi)
martedì 22 giugno 2010
Figlio mio, ti spiego Cosa Nostra
In un film indipendente i familiari delle vittime raccontano chi erano le persone uccise per il loro impegno contro la mafia. Diretto da Ruggero Gabbai, il lungometraggio è stato realizzato per la Fondazione Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della criminalità organizzata. La narrazione di Io ricordo (questo il titolo) prende il via dal 23 maggio del 2002, decimo anniversario della morte di Giovanni Falcone con un padre, (Gianfranco Jannuzzo) che spiega al figlio che quel giorno compie 10 anni, chi era il giudice antimafia. Il film (prodotto da Indiana production) è stato realizzato anche con il sostegno economico dei cittadini che condividono i progetti della Fondazione ed è stato proiettato all'Onu a New York in occasione del decennale della Convenzione di Palermo e dei Protocolli aggiuntivi sulla lotta al crimine organizzato del 2000.
Il Ministero dei Beni Culturali ha assegnato a "Io Ricordo" un riconoscimento come «Progetto speciale».
sabato 19 giugno 2010
Regione, nessun taglio previsto in Sicilia

Mentre nel resto d'Italia e in Parlarmento si assiste ad un sostanzioso ridimensionamento dei costi, nell'Isola sembra muoversi poco o nulla.
Al Parlamento sono in arrivo dei tagli, in Sicilia niente. Risultato: dalle nostre parti la politica continua a costare tanto, anzi troppo. Accade, così, che decine di parlamentari Ars intaschino laute indennità aggiuntive, oppure che i dirigenti generali della Regione sfiorino in alcuni casi 170 mila euro lordi annui. Tutto ciò mentre un vento di austerity soffia persino nella culla dei privilegi, vale a dire il Parlamento nazionale: qui, infatti, i presidenti di Camera e Senato (rispettivamente Gianfranco Fini e Renato Schifani) hanno annunciato misure di riduzione della spesa soprattutto per il trattamento economico dei parlamentari e del personale.
In Sicilia, invece, poco o nulla. Certo, è di questi giorni l’iniziativa del presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che ha annunciato il divieto di cumulo dell'indennità parlamentare e della pensione per gli ex deputati regionali eletti in altri parlamenti: a conti fatti, si risparmierà circa un milione di euro all’anno. Ma è una goccia in un oceano di privilegi. Circa settanta su novanta deputati dell’Ars, ad esempio, al già lauto stipendio (11 mila euro netti al mese) sommano indennità aggiuntive che gli derivano da altre cariche sempre all’interno del Parlamento più antico del mondo. I presidenti delle dieci commissioni intascano pure 3.316 euro lordi (e quella Statuto, guidata da Alessandro Aricò, ha un record negativo di una decina di sedute in un anno), i loro vice 829 euro, il segretario 414. Ognuno dei due vicepresidente dell’Ars gode di un’indennità aggiuntiva mensile di oltre 5 mila euro lordi, mentre i tre questori si “accontentano” di circa 4.700 euro ciascuno ed i segretari del Consiglio di presidenza hanno un bonus che sfiora i 3.500 euro.
Cosa dire poi dei deputati- assessori? Nel Lombardo ter sono cinque (Cimino, Bufardeci, Gentile, Leanza e Di Mauro) con indennità extra di circa 2.600 euro al mese.
Al Parlamento sono in arrivo dei tagli, in Sicilia niente. Risultato: dalle nostre parti la politica continua a costare tanto, anzi troppo. Accade, così, che decine di parlamentari Ars intaschino laute indennità aggiuntive, oppure che i dirigenti generali della Regione sfiorino in alcuni casi 170 mila euro lordi annui. Tutto ciò mentre un vento di austerity soffia persino nella culla dei privilegi, vale a dire il Parlamento nazionale: qui, infatti, i presidenti di Camera e Senato (rispettivamente Gianfranco Fini e Renato Schifani) hanno annunciato misure di riduzione della spesa soprattutto per il trattamento economico dei parlamentari e del personale.
In Sicilia, invece, poco o nulla. Certo, è di questi giorni l’iniziativa del presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che ha annunciato il divieto di cumulo dell'indennità parlamentare e della pensione per gli ex deputati regionali eletti in altri parlamenti: a conti fatti, si risparmierà circa un milione di euro all’anno. Ma è una goccia in un oceano di privilegi. Circa settanta su novanta deputati dell’Ars, ad esempio, al già lauto stipendio (11 mila euro netti al mese) sommano indennità aggiuntive che gli derivano da altre cariche sempre all’interno del Parlamento più antico del mondo. I presidenti delle dieci commissioni intascano pure 3.316 euro lordi (e quella Statuto, guidata da Alessandro Aricò, ha un record negativo di una decina di sedute in un anno), i loro vice 829 euro, il segretario 414. Ognuno dei due vicepresidente dell’Ars gode di un’indennità aggiuntiva mensile di oltre 5 mila euro lordi, mentre i tre questori si “accontentano” di circa 4.700 euro ciascuno ed i segretari del Consiglio di presidenza hanno un bonus che sfiora i 3.500 euro.
Cosa dire poi dei deputati- assessori? Nel Lombardo ter sono cinque (Cimino, Bufardeci, Gentile, Leanza e Di Mauro) con indennità extra di circa 2.600 euro al mese.
lunedì 14 giugno 2010
Al termine i lavori sulla Menfi-lido Fiori
Menfi, riutilizzo acque depurate in agricoltura: al termine i lavori sulla Menfi-lido FioriSono in fase di ultimazione lungo la strada Menfi - lido Fiori i lavori per la costruzione della condotta che assicurerà agli agricoltori menfitani il riutilizzo delle acque reflue depurate.
Il lungo tratto stradale che porta a una delle località balneari più importanti della città del vino e del mare pulito è stato interessato dalla costruzione delle opere per il fissaggio e d´interconnessione con la rete irrigua al servizio del sub-comprensorio "quota 80" gestito dal Consorzio di Bonifica 3 di Agrigento, Ente con il quale il Comune di Menfi ha stipulato la convenzione per lo scarico con finalità di riutilizzo delle acque reflue depurate per usi irrigui.
"Sono contento che i lavori lungo la strada per Lido Fiori siano già in fase di completamento, così da evitare disagi ai nostri turisti - dichiara il sindaco Botta -. Inoltre, appena l´impianto sarà in funzione, avremo realizzato un duplice contributo in favore dei cittadini: da un lato, offrire più acqua per l´irrigazione delle campagne; dall´altro, perseguire l´obiettivo della tutela ambientale attraverso la conservazione, il risparmio, il riutilizzo e il riciclo delle risorse idriche".
sabato 12 giugno 2010
Inycon 2010, il programma
Torna a Menfi l’appuntamento con Inycon, la più antica manifestazione siciliana dedicata al vino di qualità prodotto nel distretto delle “Terre Sicane”, territorio che vanta il 40% dell’export di tutta la produzione vinicola dell’isola.
La 15\esima edizione della rassegna, promossa dal Comune di Menfi e da Settesoli, in collaborazione con la Soat di Menfi e la Strada del Vino Terre Sicane, si svolgerà da venerdì 25 a domenica 27 giugno prossimi.
"Vino. Mare. Menfi", questo è il filo conduttore della prossima edizione, la cui organizzazione è stata affidata all'agenzia Feedback di Palermo. L'evento, il cui format è stato rinnovato e arricchito, punta a internazionalizzare il patrimonio enogastronomico, culturale e paesaggistico del territorio di Menfi, caratterizzato da suggestivi vigneti che lambiscono spiagge incontaminate e un mare cristallino.
Novità dell'edizione 2010 sarà l’organizzazione di tre grandi wine tasting sul tema del “bere bene low cost” dedicati ai vini di collina, di mare e di lago prodotti nelle Terre Sicane, condotti da Veronika Crecelius, corrispondente di Weinwirtshaft e Marco Sabellico del Gambero Rosso.
La rassegna comprende un convegno sul tema dell'ecosostenibilità delle moderne aziende vitivinicole, mostre, degustazioni di vino sotto le stelle, mini corsi di assaggio di vino e di olio, wine tour tra le cantine della Strada del Vino Terre Sicane e happy hour cene d'autore presso "Casa Planeta".
Oltre al vino, Inycon darà spazio allo spettacolo d’arte dedicato al solstizio d'estate "Il Passo del Tempo", ideato e diretto dal regista Francesco Bondì oltre ad esibizioni di artisti e gruppi musicali.
Infine, lo show a braccetto con la solidarietà per l'iniziativa "Quando ridere fa bene 3”, kermesse di musica, cabaret, con comici di Zelig e cantanti dell'ultima edizione di X Factor, insieme per sostenere la onlus "Vida a Pititinga".
Clicca qui per il programma dell'edizione 2010 di Inycon, Vino, Mare, Menfi.
domenica 6 giugno 2010
Settesoli Click & Wine
Primo Concorso Fotografico "Settesoli" Cantine Settesoli, la piu' grande azienda siciliana promuove il primo concorso fotografico "Settesoli" Click & Wine". Il concorso e' completamente gratuito, aperto a tutti i fotografi amatoriali, residenti in Italia.
Questo concorso on line è rivolto a tutti gli amanti del vino che riescono ad esprimere attraverso una foto un messaggio che racchiude il significato di Settesoli ed il rapporto con i consumatori.
- Fotografa uno o più vini Settesoli
- Invia la foto tramite il sito http://settesoli.altervista.org/
- Vinci un weekend per due nelle campagne di Menfi durante la vendemmia a mare
Se non vuoi mandare le foto, puoi votare e partecipare all'estrazione di una fornitura di vini Settesoli.
sabato 5 giugno 2010
Ambiente, Menfi festeggia la giornata dell’ambiente con l’estensione della raccolta porta a porta

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata mondiale dell'ambiente, il World enviroment day, istituita dall'Onu per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull'Ambiente Umano del 1972, nel corso della quale prese forma il Programma ambiente delle Nazioni Unite, l'Unep.

Anche l´amministrazione comunale di Menfi ha aderito all´edizione 2010 della GIORNATA MONDIALE DELL´AMBIENTE illustrando stamane, durante una conferenza stampa congiunta con Sogeir ATO AG1, la presentazione dell´estensione della raccolta differenziata "porta a porta" sull´intero centro urbano che partirà a fine mese. In merito, sono in fase di distribuzione i kit comprendenti un contenitore marrone da 25 litri per la raccolta dell´umido, uno giallo da 50 litri per carta e cartone e, per chi ha lo spazio, un altro marrone da 120 litri per vetro, plastica e alluminio.
Inoltre, sarà consegnata alle famiglie menfitane l´Eco-card, che servirà per l´ottenimento di un bonus in Euro, che sarà erogato dalla So.ge.i.r. e che contribuirà all´abbattimento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani.
Per il Sindaco, "è importante lavorare tutti insieme per migliorarci, a partire dai piccoli gesti: ridurre l´utilizzo e la dispersione di sacchetti di plastica, promuovere la raccolta differenziata, piantare un alberello magari. Le possibilità sono infinite".
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