A Menfi le logge massoniche stanno condizionando le scelte politiche.
In una trasmissione di approfondimento giornalistico, condotta in studio dal giornalista Toni Fisco sull'emittente Tele Radio Sciacca, uno dei due ospiti in studio, il consigliere comunale dell'Udc Giuseppe Romano ha dichiarato che il Comune di Menfi è in mano alla massoneria. Romano nel corso della trasmissione ha dichiarato: “Ed è noto, anche dalle cronache giornalistiche, che a Menfi ci sono logge massoniche che pensano di poter gestire la cosa pubblica appartenendo più o meno ad un determinato gruppo o ad una determinata loggia".
Il sindaco di Menfi, dott. Michele Botta risponde agli attacchi e dirama un comunicato:
“Le gravi affermazioni circa la mancanza di libertà nelle scelte politico-amministrative che si sono evidenziate nel servizio giornalistico curato dal dott. Fisco a seguito delle dichiarazioni del consigliere comunale Romano, offendono gravemente l’immagine della città di Menfi e la democraticità delle scelte dei cittadini e dei loro rappresentanti istituzionali. Agli onesti cittadini di Menfi preannuncio che l’immagine e l’onorabilità della nostra città verrà tutelata in tutte le sedi competenti.
Per quanto mi riguarda, posso affermare, senza tema di smentita, di non appartenere a nessuna loggia massonica nè tantomeno di averne subito alcuna influenza.
Le trattative politiche, piaccia o no, sono avvenute sempre alla luce del sole presso sedi istituzionali ed alla presenza dei rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti. Ribadisco che non sono intenzionato a subire alcuna pressione esterna nè tantomeno minacce di nessun genere.
La mia interezza morale è al di sopra di ogni sospetto e non può essere infangata da inverosimili azioni di dossieraggio".
Menfi [Agrigento - Sicilia]. Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, ho deciso di disporre di questo potente mezzo di comunicazione per interfacciarmi con tutti i cittadini. Grazie a questa piattaforma web farò conoscere le mie idee, le mie prospettive politiche e mi confronterò, in maniera costruttiva, con tutti gli elettori del Comune di Menfi.
mercoledì 13 ottobre 2010
martedì 12 ottobre 2010
Menfi: Convocazione Consiglio Comunale del 14 ottobre 2010
Il Consiglio Comunale è convocato in sessione ordinaria per il giorno 14/10/2010 – ore 20,00 presso il salone del bassorilievo Torre Federiciana Piazza V. Emanuele.
Potete seguire la diretta su RMK.
Si avverte che, ai sensi dell’art.30 della L.R. 06/03/1986, N° 9, sostituito dall’art.21 della L.R. 26/93, la mancanza del numero legale comporta la sospensione di un’ora della seduta.
Se anche alla ripresa dei lavori dovesse venir meno il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo, alla stessa ora della prima convocazione e con il medesimo ordine del giorno, senza ulteriore avviso di convocazione.
L’elenco degli argomenti da trattare è il seguente:
ORDINE DEL GIORNO:
1. Approvazione verbali sedute precedenti;
2. Approvazione Regolamento per l’alienazione dei beni immobili comunali;
3. Approvazione piano di localizzazione dei punti ottimali di vendita di giornali, quotidiano e periodici;
4. Integrazione regolamento per il funzionamento delle commissioni consiliari;
5. Collegio dei Revisori dei Conti. Presa atto ordinanza TAR Sicilia Sez. III Palermo n. 117/10 su ricorso n. 131/10 (Li Petri A./ Comune di Menfi). Annullamento d’ufficio deliberazione consiliare n. 29/09;
6. Riconoscimento debito nei confronti della ditta Migliore Soluzioni Informatiche – Migliore s.r.l. con sede in Menfi, per il servizio di realizzazione e fornitura del cablaggio in entrambe le nuove sedi comunali di Palazzo Pignatelli e Torre Federiciana;
7. Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento parcella Avv. Gagliano Leonardo per difesa dipendente procedimento penale n. 1566/05 R.G.N.R. Avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca;
8. Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento parcella Avv. Carmen Luisa Pendola; Vertenza Serra Antonino c/Comune di Menfi,
9. Interrogazioni.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
( Antonino Buscemi)
Potete seguire la diretta su RMK.
Si avverte che, ai sensi dell’art.30 della L.R. 06/03/1986, N° 9, sostituito dall’art.21 della L.R. 26/93, la mancanza del numero legale comporta la sospensione di un’ora della seduta.
Se anche alla ripresa dei lavori dovesse venir meno il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo, alla stessa ora della prima convocazione e con il medesimo ordine del giorno, senza ulteriore avviso di convocazione.
L’elenco degli argomenti da trattare è il seguente:
ORDINE DEL GIORNO:
1. Approvazione verbali sedute precedenti;
2. Approvazione Regolamento per l’alienazione dei beni immobili comunali;
3. Approvazione piano di localizzazione dei punti ottimali di vendita di giornali, quotidiano e periodici;
4. Integrazione regolamento per il funzionamento delle commissioni consiliari;
5. Collegio dei Revisori dei Conti. Presa atto ordinanza TAR Sicilia Sez. III Palermo n. 117/10 su ricorso n. 131/10 (Li Petri A./ Comune di Menfi). Annullamento d’ufficio deliberazione consiliare n. 29/09;
6. Riconoscimento debito nei confronti della ditta Migliore Soluzioni Informatiche – Migliore s.r.l. con sede in Menfi, per il servizio di realizzazione e fornitura del cablaggio in entrambe le nuove sedi comunali di Palazzo Pignatelli e Torre Federiciana;
7. Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento parcella Avv. Gagliano Leonardo per difesa dipendente procedimento penale n. 1566/05 R.G.N.R. Avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca;
8. Riconoscimento debito fuori bilancio per pagamento parcella Avv. Carmen Luisa Pendola; Vertenza Serra Antonino c/Comune di Menfi,
9. Interrogazioni.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
( Antonino Buscemi)
sabato 9 ottobre 2010
“La mafia a un passo dai termovalorizzatori”
Termovalorizzatori in Sicilia, l’ultimo affare di Cosa nostra. Una torta da sei miliardi di euro.
E' quanto emerge dall'ultima relazione della commissione parlamentare sulle ecomafie. Il documento tratteggia un'inquietante mappature degli interssi dei clan nel ciclo dei rifiuti.
Criminalità organizzata e rifiuti. Tradotto: gli interessi di Cosa nostra nel ciclo della monnezza. E’ questa la novità che si legge nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie presentato oggi a Palermo. Un focus inpressionate sulla situazione siciliana che ilfattoquotidiano.it ha visionato in anteprima. Tutto parte dal cosidetto Piano di ciclo dei rifiuti per la Sicilia. Questo il nome del progetto firmato nel 2002 dall’allora governatore e commissiraio all’emergenza per la spazzatura Salvatore Cuffaro. La soluzione individuata dalla giunta regionale prevedeva la costruzione di quattro termovalorizzatori. Uno a Palermo (Bellolampo), uno ad Augusta, uno a Casteltermini-Castelfranco e a Paternò. Per un giro d’affari complessivo di 6 miliardi di euro. Denaro pubblico, ovviamente, in parte provenienti dai fondi europei. In realtà, per il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Roberto Scarpinato, il progetto si traduce in “una cooperazione tra mafiosi, politici, professionisti e imprenditori anche non siciliani”.
Nelle oltre quattrocento pagine del documento, la commissione, presieduta dall’avvocato Gaetano Pecorella, senatore del Pdl, rivela come la mafia avesse già messo le mani sull’affare miliardario, approfittando del suo ruolo dominante nel sistema dei rifiuti. Un patto denunciato dal successore di Cuffaro, Raffaele Lombardo, durante la seduta dell’assemblea regionale siciliana del 13 aprile 2010. Il governatore aveva da pochi giorni emanato la legge regionale n. 9 2010, che di fatto esclude la costruzione di inceneritori.
La storia oscura dei termovalorizzatori isolani parte da una ordinanza del 5 agosto 2002 . Salvatore Cuffaro, commissario delegato per l’emergenza rifiuti, approva un “avviso pubblico per la stipula di convenzioni per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, prodotti dalla regione siciliana, al netto della raccolta differenziata”. Il documento viene pubblicato il 9 agosto 2002 sulla Gazzetta ufficiale della regione siciliana. Il 15 novembre dello stesso anno interviene la Commissione delle Comunità europee che trasmette alle autorità italiane una lettera di richiesta di informazioni su quanto fatto dal governo regionale. L’Europa contesta alla regione di avere seguito una strada dai livelli di trasparenza insoddisfacenti, in violazione delle direttive Cee. Eppure, si legge nel documento, “il 17 giugno 2003, Cuffaro stipula quattro convenzioni per la realizzazione degli inceneritori, rispettivamente con la Tifeo energia ambiente scpa, la Palermo energia ambiente scpa, la Sicil power spa e la Platani energia ambiente scpa”. Società mai coinvolte in procedimenti giudiziari.
lunedì 4 ottobre 2010
Menfi: la Soat incontra giorno 6 Ottobre

La Soat di Menfi, unitamente all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Agrigento, organizza per il giorno 6 ottobre 2010 alle ore 17:00 c/o la Fondazione Inycon in Via Palminteri, 1 a Menfi un incontro di presentazione della Misura 112 “Insediamento dei giovani agricoltori”, Misura 114 “Utilizzo dei servizi di consulenza in agricoltura e silvicoltura”. Saranno, inoltre, esposte le norme regionali sulla Condizionalità: norme e applicazioni.
Locandina dell’iniziativa in oggetto.
giovedì 30 settembre 2010
Di Pietro ed il suo linguaggio
Alla fine Berlusconi ce l'ha fatta: ha ottenuto 342 voti di fiducia.
L'Aula della Camera ha infatti confermato la fiducia al governo. I no sono stati 275 e tre gli astenuti. Determinanti sono stati i 33 voti dei finiani e i 4 dell'Mpa.
Di Futuro e Libertà il "no" alla fiducia al governo Berlusconi è arrivato dal deputato Fabio Granata che spiega così il suo voto contrario: - "Ho votato contro la fiducia come reazione simbolica agli attacchi vergognosi a cui, in questi mesi, è stato sottoposto il presidente Fini sul piano politico e personale. Mi riconosco e condivido pienamente le posizioni del gruppo Futuro e Libertà per l’Italia, così come espresse oggi in aula dal capogruppo Bocchino. Il nostro gruppo parlamentare, anche attraverso l’asse strategico con l’Mpa, ha dimostrato di essere tassello indispensabile per la governabilità".
Ma a far scalpore in aula non è stato il no di Granata di Fli (convocato per questo motivo dal presidente della Camera nell'ufficio di Montecitorio subito dopo) nè tantomeno l'astensione di un esponente del Mpa, Aurelio Misiti ma il discorso dell'On. Antonio Di Pietro.
Il leader dell'Idv inizia così il suo commento: "Lei non è un presidente del Consiglio, ma uno stupratore della democrazia". Una frase che ha spinto il presidente della Camera Gianfranco Fini a richiamare l'ex pm: "Onorevole Di Pietro, la prego di usare un linguaggio consono a quest'Aula". Di Pietro è andato avanti con le accuse di aver prodotto con il suo governo soltanto "leggi ad personam in difesa dei suoi interessi e per sfuggire alla giustizia, assieme alla sua cricca". Il suo intervento con il passare del tempo diventa sempre più acceso, ci manca poco e rischia quasi di sfociare nel turpiloquio.
In varie occasioni costringe il Presidente della Camera Fini ad intervenire e a richiamarlo all'ordine: «La prego di usare termini che siano consoni al luogo in cui si trova, è ammessa ogni espressione non può essere tollerata l’ingiuria».
Io credo che ci sia modo e modo di esprimere il proprio pensiero, la si può dire in maniera offensiva così da passare sicuramente dalla parte del torto, e in maniera più garbata, la sostanza rimane sempre la solita, ma la forma cambia.
Giudicate voi se l'intervento dell'On. Di Pietro rientra o no nei ranghi della dialettica civile.
L'Aula della Camera ha infatti confermato la fiducia al governo. I no sono stati 275 e tre gli astenuti. Determinanti sono stati i 33 voti dei finiani e i 4 dell'Mpa.
Di Futuro e Libertà il "no" alla fiducia al governo Berlusconi è arrivato dal deputato Fabio Granata che spiega così il suo voto contrario: - "Ho votato contro la fiducia come reazione simbolica agli attacchi vergognosi a cui, in questi mesi, è stato sottoposto il presidente Fini sul piano politico e personale. Mi riconosco e condivido pienamente le posizioni del gruppo Futuro e Libertà per l’Italia, così come espresse oggi in aula dal capogruppo Bocchino. Il nostro gruppo parlamentare, anche attraverso l’asse strategico con l’Mpa, ha dimostrato di essere tassello indispensabile per la governabilità".
Ma a far scalpore in aula non è stato il no di Granata di Fli (convocato per questo motivo dal presidente della Camera nell'ufficio di Montecitorio subito dopo) nè tantomeno l'astensione di un esponente del Mpa, Aurelio Misiti ma il discorso dell'On. Antonio Di Pietro.
Il leader dell'Idv inizia così il suo commento: "Lei non è un presidente del Consiglio, ma uno stupratore della democrazia". Una frase che ha spinto il presidente della Camera Gianfranco Fini a richiamare l'ex pm: "Onorevole Di Pietro, la prego di usare un linguaggio consono a quest'Aula". Di Pietro è andato avanti con le accuse di aver prodotto con il suo governo soltanto "leggi ad personam in difesa dei suoi interessi e per sfuggire alla giustizia, assieme alla sua cricca". Il suo intervento con il passare del tempo diventa sempre più acceso, ci manca poco e rischia quasi di sfociare nel turpiloquio.
In varie occasioni costringe il Presidente della Camera Fini ad intervenire e a richiamarlo all'ordine: «La prego di usare termini che siano consoni al luogo in cui si trova, è ammessa ogni espressione non può essere tollerata l’ingiuria».
Io credo che ci sia modo e modo di esprimere il proprio pensiero, la si può dire in maniera offensiva così da passare sicuramente dalla parte del torto, e in maniera più garbata, la sostanza rimane sempre la solita, ma la forma cambia.
Giudicate voi se l'intervento dell'On. Di Pietro rientra o no nei ranghi della dialettica civile.
lunedì 27 settembre 2010
Scarcerato Michele Aiello, l'imprenditore-amico di Bernardo Provenzano

Una notizia che sa di beffa! L’imprenditore Michele Aiello, ex titolare della clinica Santa Teresa di Bagheria e condannato a 15 anni e mezzo per mafia, esce dal carcere.
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha infatti accolto la richiesta avanzata dai legali di Aiello, i quali ritengono che le sue condizioni di salute siano incompatibili con il regime carcerario.
L’ex manager è già libero da 1 mese, infatti ha lasciato il carcere di Opera dove scontava la sua detenzione e per lui ci sarà solo l’obbligo di firma tre volte a settimana presso il commissariato più il divieto di lasciare l’Italia.
In attesa della sentenza della Cassazione, sono così tutti liberi i protagonisti dell’inchiesta giudiziaria che aveva fatto luce su una rete di personaggi volta a passare informazioni, in merito ad indagini in corso, a boss mafiosi.
Tra essi ricordiamo i nomi di Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia ed oggi senatore, Giorgio Riolo dei Ros e Giuseppe Ciuro ex maresciallo della Dia.
Unica nota positiva è il fatto che lo Stato gli ha confiscato beni per 800 milioni di euro.
Il provvedimento, nato dagli accertamenti patrimoniali del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, riguarda il polo oncologico di eccellenza ”Villa Santa Teresa”, a Bagheria (Pa); otto imprese edili: la Costruzioni s.r.l., la Edilcontrol s.r.l., la A.t.i. (Alte Tecnologie Ingegneristiche) group s.r.l., la S.el.da s.r.l., l’E.m.a.r s.r.l., la Edil costruzioni s.r.l., la Tuttedil s.r.l. e la Edil maf s.n.c. di Aiello Francesca & c.. Confiscate inoltre sei imprese del settore sanitario – la Radiosystems protection s.r.l.; la Villa Santa Teresa – diagnostica per immagini e radioterapia s.r.l.; l’Italsystems s.r.l.; il Centro di medicina nucleare S. Gaetano s.r.l.; l’A.t.m. (alte tecnologie medicali) s.r.l e Villa Santa Teresa group s.p.a.-; la societa’ che gestisce la squadra di calcio di Bagheria (Pa); la ”Servizi & Sistemi s.r.l.”, operante nel settore informatico; due stabilimenti industriali di circa 6.000 metri quadrati; un impianto di calcestruzzi; quattro edifici adibiti ad uffici; 14 appartamenti a Bagheria e tre ville ad Aspra, Santa Flavia e Ficarazzi (Pa).
E ancora il provvedimento riguarda 22 magazzini; 22 terreni edificabili, 24 auto; 22 veicoli industriali; 2 imbarcazioni da diporto; 145 “rapporti bancari”, cioè denaro contante, per 250 milioni di euro in contanti e due polizze vita.
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha infatti accolto la richiesta avanzata dai legali di Aiello, i quali ritengono che le sue condizioni di salute siano incompatibili con il regime carcerario.
L’ex manager è già libero da 1 mese, infatti ha lasciato il carcere di Opera dove scontava la sua detenzione e per lui ci sarà solo l’obbligo di firma tre volte a settimana presso il commissariato più il divieto di lasciare l’Italia.
In attesa della sentenza della Cassazione, sono così tutti liberi i protagonisti dell’inchiesta giudiziaria che aveva fatto luce su una rete di personaggi volta a passare informazioni, in merito ad indagini in corso, a boss mafiosi.
Tra essi ricordiamo i nomi di Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia ed oggi senatore, Giorgio Riolo dei Ros e Giuseppe Ciuro ex maresciallo della Dia.
Unica nota positiva è il fatto che lo Stato gli ha confiscato beni per 800 milioni di euro.
Il provvedimento, nato dagli accertamenti patrimoniali del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo, riguarda il polo oncologico di eccellenza ”Villa Santa Teresa”, a Bagheria (Pa); otto imprese edili: la Costruzioni s.r.l., la Edilcontrol s.r.l., la A.t.i. (Alte Tecnologie Ingegneristiche) group s.r.l., la S.el.da s.r.l., l’E.m.a.r s.r.l., la Edil costruzioni s.r.l., la Tuttedil s.r.l. e la Edil maf s.n.c. di Aiello Francesca & c.. Confiscate inoltre sei imprese del settore sanitario – la Radiosystems protection s.r.l.; la Villa Santa Teresa – diagnostica per immagini e radioterapia s.r.l.; l’Italsystems s.r.l.; il Centro di medicina nucleare S. Gaetano s.r.l.; l’A.t.m. (alte tecnologie medicali) s.r.l e Villa Santa Teresa group s.p.a.-; la societa’ che gestisce la squadra di calcio di Bagheria (Pa); la ”Servizi & Sistemi s.r.l.”, operante nel settore informatico; due stabilimenti industriali di circa 6.000 metri quadrati; un impianto di calcestruzzi; quattro edifici adibiti ad uffici; 14 appartamenti a Bagheria e tre ville ad Aspra, Santa Flavia e Ficarazzi (Pa).
E ancora il provvedimento riguarda 22 magazzini; 22 terreni edificabili, 24 auto; 22 veicoli industriali; 2 imbarcazioni da diporto; 145 “rapporti bancari”, cioè denaro contante, per 250 milioni di euro in contanti e due polizze vita.
giovedì 23 settembre 2010
Le 14 lettere di Matteo Messina Denaro

C’è un politico che Bernardo Provenzano ha “messo a disposizione” di Matteo Messina Denaro. C’è un prete che continua a mandare saluti a Matteo Messina Denaro e gli scrive: “Se hai bisogno della benedizione di Gesù Cristo sai dove e come trovarmi”. C’è un imprenditore che è pronto a intestarsi alcune quote di una società per fare grandi affari in provincia di Trapani. C’è un “amico”, che era devoto a Francesco Messina Denaro, e adesso è al servizio del figlio. C’è un tipografo che ha appena stampato un nuovo documento al nuovo leader carismatico di Cosa nostra, il trapanese Matteo Messina Denaro.
Ci sono cinque, e chissà quanti altri, insospettabili che da 16 anni proteggono la latitanza dell’ultimo depositario dei segreti di Totò Riina e Bernardo Provenzano. Quei cinque sono citati, con grande rispetto, da Messina Denaro nelle sue lettere: senza nomi, naturalmente, ma con diversi particolari che dicono della immutata capacità di infiltrazione di Cosa nostra nella società legale (o presunta tale).
Bisogna leggerle con attenzione le lettere di Matteo Messina Denaro: quelle che sono state sequestrate nel corso degli ultimi anni sono 14.
- Sette, ritrovate dalla polizia nel covo di Bernardo Provenzano, a Corleone, l’11 aprile 2006.
- Due, sequestrate nel covo di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, a Giardinello, durante il blitz fatto dalla squadra mobile di Palermo il 5 novembre 2007.
- Cinque lettere sono state invece consegnate al Sisde, il servizio segreto civile, dall’ex sindaco di Castelvetrano, Antonino Vaccarino, pure lui in contatto epistolare col latitante, fra il 2004 e il 2005.
Eccole, di seguito, le 14 lettere scritte da Matteo Messina Denaro. Leggerle è importante per capire cosa è diventata oggi Cosa nostra. Il padrino che ha voluto le stragi di Firenze, Roma e Milano sostiene di essere investito di una “causa”: “Se io fossi nato due secoli fa, con lo stesso vissuto di oggi già gli avrei fatto una rivoluzione a questo stato italiano e l’avrei anche vinta”. Però, poi, le parole che seguono non sono proprio da Che Guevara: “In Italia da circa 15 anni c’è stato un golpe bianco tinto di rosso attuato da alcuni magistrati con pezzi della politica ed ancora oggi si vive su quest’onda”. Questa l’ho già sentita, e ho lo sensazione di sapere anche dove.
Le lettere di Messina Denaro, alias Alessio, a Bernardo Provenzano
1-10-2003
1-2-2004
25-5-2004
30-9-2004
6-2-2005
30-9-2005
21-1-2006
I due capimafia discutono soprattutto di una questione economica che vedeva contrapposti i clan di Trapani (legati a Messina Denaro) e quelli di Agrigento (legati la latitante Giuseppe Falsone). Le lettere fanno riferimento alla figura di un insospettabile imprenditore del settore della grande distribuzione, Giuseppe Grigoli. Per chi vuole approfondire l’argomento, ecco la memoria depositata dalla Procura di Palermo al tribunale che si è trovato a dover giudicare la posizione di Grigoli:
Memoria della Procura
Le lettere di Alessio a Vaccarino, alias Svetonio
1-10-2004
1-2-2005
22-5-2005
30-9-2005
28-6-2006
Le lettere di Alessio a
Salvatore Lo Piccolo
Sandro Lo Piccolo
Fonte: I pezzi mancanti
Ci sono cinque, e chissà quanti altri, insospettabili che da 16 anni proteggono la latitanza dell’ultimo depositario dei segreti di Totò Riina e Bernardo Provenzano. Quei cinque sono citati, con grande rispetto, da Messina Denaro nelle sue lettere: senza nomi, naturalmente, ma con diversi particolari che dicono della immutata capacità di infiltrazione di Cosa nostra nella società legale (o presunta tale).
Bisogna leggerle con attenzione le lettere di Matteo Messina Denaro: quelle che sono state sequestrate nel corso degli ultimi anni sono 14.
- Sette, ritrovate dalla polizia nel covo di Bernardo Provenzano, a Corleone, l’11 aprile 2006.
- Due, sequestrate nel covo di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, a Giardinello, durante il blitz fatto dalla squadra mobile di Palermo il 5 novembre 2007.
- Cinque lettere sono state invece consegnate al Sisde, il servizio segreto civile, dall’ex sindaco di Castelvetrano, Antonino Vaccarino, pure lui in contatto epistolare col latitante, fra il 2004 e il 2005.
Eccole, di seguito, le 14 lettere scritte da Matteo Messina Denaro. Leggerle è importante per capire cosa è diventata oggi Cosa nostra. Il padrino che ha voluto le stragi di Firenze, Roma e Milano sostiene di essere investito di una “causa”: “Se io fossi nato due secoli fa, con lo stesso vissuto di oggi già gli avrei fatto una rivoluzione a questo stato italiano e l’avrei anche vinta”. Però, poi, le parole che seguono non sono proprio da Che Guevara: “In Italia da circa 15 anni c’è stato un golpe bianco tinto di rosso attuato da alcuni magistrati con pezzi della politica ed ancora oggi si vive su quest’onda”. Questa l’ho già sentita, e ho lo sensazione di sapere anche dove.
Le lettere di Messina Denaro, alias Alessio, a Bernardo Provenzano
1-10-2003
1-2-2004
25-5-2004
30-9-2004
6-2-2005
30-9-2005
21-1-2006
I due capimafia discutono soprattutto di una questione economica che vedeva contrapposti i clan di Trapani (legati a Messina Denaro) e quelli di Agrigento (legati la latitante Giuseppe Falsone). Le lettere fanno riferimento alla figura di un insospettabile imprenditore del settore della grande distribuzione, Giuseppe Grigoli. Per chi vuole approfondire l’argomento, ecco la memoria depositata dalla Procura di Palermo al tribunale che si è trovato a dover giudicare la posizione di Grigoli:
Memoria della Procura
Le lettere di Alessio a Vaccarino, alias Svetonio
1-10-2004
1-2-2005
22-5-2005
30-9-2005
28-6-2006
Le lettere di Alessio a
Salvatore Lo Piccolo
Sandro Lo Piccolo
Fonte: I pezzi mancanti
martedì 21 settembre 2010
Menfi: il sindaco azzera la giunta
Alla vigilia della presentazione del nuovo governo regionale in Sicilia, che nasce dopo la frattura tra il governatore Raffaele Lombardo e il gruppo dei "ribelli" del Pdl legati a Gianfranco Micciché, il sindaco di Menfi, Michele Botta (Pdl) ha azzerato la sua giunta.
"In coerenza con quanto dichiarato nell'ultimo consiglio comunale, intendo instaurare un nuovo clima di intesa nel rapporto tra i diversi attori auspicando il ritorno ad una fattiva e costruttiva collaborazione che veda coinvolti tutti gli uomini di buona volontà che hanno a cuore le sorti della Città.
Nessuna città può sostenere un lungo periodo di instabilità politica perché l'incertezza condiziona negativamente l'attività amministrativa dell'ente e rischia di farci arrivare impreparati alle grandi sfide che ci aspettano nei prossimi anni.
Ho ritenuto opportuno revocare gli incarichi assessoriali ed avviare un confronto con tutte le rappresentanze politiche presenti in consiglio comunale per dare alla città un'amministrazione che dovrà caratterizzarsi per: stabilità, efficenza e qualità. Un'amministrazione che sia sostenuta da una maggioranza coesa e determinata.
Credo che questa mia richiesta non possa passare inascoltata non solo da chi ha abbracciato il Programma Elettorale, ma anche da chi ha condiviso e condivide con me le Grandi Tematiche per il futuro della città."
IL SINDACO
dott. Michele Botta
"In coerenza con quanto dichiarato nell'ultimo consiglio comunale, intendo instaurare un nuovo clima di intesa nel rapporto tra i diversi attori auspicando il ritorno ad una fattiva e costruttiva collaborazione che veda coinvolti tutti gli uomini di buona volontà che hanno a cuore le sorti della Città.
Nessuna città può sostenere un lungo periodo di instabilità politica perché l'incertezza condiziona negativamente l'attività amministrativa dell'ente e rischia di farci arrivare impreparati alle grandi sfide che ci aspettano nei prossimi anni.
Ho ritenuto opportuno revocare gli incarichi assessoriali ed avviare un confronto con tutte le rappresentanze politiche presenti in consiglio comunale per dare alla città un'amministrazione che dovrà caratterizzarsi per: stabilità, efficenza e qualità. Un'amministrazione che sia sostenuta da una maggioranza coesa e determinata.
Credo che questa mia richiesta non possa passare inascoltata non solo da chi ha abbracciato il Programma Elettorale, ma anche da chi ha condiviso e condivide con me le Grandi Tematiche per il futuro della città."
IL SINDACO
dott. Michele Botta
lunedì 20 settembre 2010
Assistenza Domiciliare
Dopo il bando emesso lo scorso agosto dall’Amministrazione comunale di Menfi per il bonus bebè, se ne aggiunge un altro a livello distrettuale che amplia la platea delle persone bisognose da aiutare.
È quanto rende noto il Sindaco di Menfi, Michele Botta, che annuncia l'attivazione del nuovo servizio di Assistenza Domiciliare per Anziani e anche per Disabili che sarà attivato nell’ambito della legge 328 in tutti i comuni appartenenti al Distretto Socio-Sanitario AG 7 con capofila Sciacca.
Al fine di beneficiare del Servizio Assistenza Domiciliare per Anziani e Disabili, i cittadini residenti nel territorio del Distretto Socio-Sanitario AG 7 che versano in situazioni di temporanea o permanente difficoltà per mancanza di adeguato supporto familiare e/o in condizioni di parziale o totale non autosufficienza potranno presentare istanza dal 20 Settembre al 15 Ottobre 2010.
La domanda va inoltrata presso l' Ufficio Servizi Sociali del Comune. I documenti da allegare all’istanza sono:
1. Attestazione I.S.E. in corso di validità riferita al reddito prodotto nell’anno 2009;
2. Certificazione medica attestante le condizioni di salute;
3. Certificazione di invalidità se riconosciuta dagli Uffici competenti;
4. Fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità;
5. Eventuale altra documentazione ritenuta utile.
Maggiori informazioni potranno essere fornite dal personale dell’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Menfi.
È quanto rende noto il Sindaco di Menfi, Michele Botta, che annuncia l'attivazione del nuovo servizio di Assistenza Domiciliare per Anziani e anche per Disabili che sarà attivato nell’ambito della legge 328 in tutti i comuni appartenenti al Distretto Socio-Sanitario AG 7 con capofila Sciacca.
Al fine di beneficiare del Servizio Assistenza Domiciliare per Anziani e Disabili, i cittadini residenti nel territorio del Distretto Socio-Sanitario AG 7 che versano in situazioni di temporanea o permanente difficoltà per mancanza di adeguato supporto familiare e/o in condizioni di parziale o totale non autosufficienza potranno presentare istanza dal 20 Settembre al 15 Ottobre 2010.
La domanda va inoltrata presso l' Ufficio Servizi Sociali del Comune. I documenti da allegare all’istanza sono:
1. Attestazione I.S.E. in corso di validità riferita al reddito prodotto nell’anno 2009;
2. Certificazione medica attestante le condizioni di salute;
3. Certificazione di invalidità se riconosciuta dagli Uffici competenti;
4. Fotocopia del documento di riconoscimento in corso di validità;
5. Eventuale altra documentazione ritenuta utile.
Maggiori informazioni potranno essere fornite dal personale dell’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Menfi.
Ikea cerca dipendenti per Catania
La raccolta dei curriculum per il primo punto vendita di Ikea di Catania sarà effettuata unicamente attraverso il sito Internet di Ikea Italia (www.ikea.it/jobcatania).
Lo ha reso noto la stessa azienda, sottolineando la sua volontà che l'apertura a marzo 2011 del punto vendita, il primo in Sicilia, "rappresenti una vera occasione di sviluppo e di crescita per il territorio".
"L'impegno di Ikea - sottolinea una nota - sarà quello di individuare nel numero delle candidature ricevute quelle competenze che possano rispondere alle necessità professionali di una realtà della grande distribuzione in continua crescita come Ikea".
La raccolta delle candidature si chiuderà il prossimo 10 ottobre e sarà seguita da una fase di analisi dei curricula e dalle prime selezioni. Il contatto con i candidati e le relative selezioni avverranno nei mesi successivi.
Lo ha reso noto la stessa azienda, sottolineando la sua volontà che l'apertura a marzo 2011 del punto vendita, il primo in Sicilia, "rappresenti una vera occasione di sviluppo e di crescita per il territorio".
"L'impegno di Ikea - sottolinea una nota - sarà quello di individuare nel numero delle candidature ricevute quelle competenze che possano rispondere alle necessità professionali di una realtà della grande distribuzione in continua crescita come Ikea".
La raccolta delle candidature si chiuderà il prossimo 10 ottobre e sarà seguita da una fase di analisi dei curricula e dalle prime selezioni. Il contatto con i candidati e le relative selezioni avverranno nei mesi successivi.
mercoledì 15 settembre 2010
Menfi: Progetto "Tetti Fotovoltaici"
Sabato 18 settembre alle ore 10,30 si terrà un incontro al centro civico per esplicare il bando "1000 tetti fotovoltaici" per la realizzazione gratuita di impianti fotovoltaici di potenza di 3 KWp nel territorio del Comune di Menfi.
Leggi il bando Progetto Tetti Fotovoltaici
Per ulteriori informazioni sul progetto, visita il sito del Comune di Menfi.
Leggi il bando Progetto Tetti Fotovoltaici
Per ulteriori informazioni sul progetto, visita il sito del Comune di Menfi.
venerdì 10 settembre 2010
"Dalla Sicilia in lambretta", via al sedicesimo raduno
Il Menfi beach resort sarà la cornice del 16esimo raduno regionale di lambrette, organizzato dal Lambretta Club Sicilia, e patrocinato dai Comuni di Menfi, Sciacca e Santa Margherita Belice.
La manifestazione, oltre a riunire numerosi lambrettisti provenienti da tutta la Sicilia è anche un momento culturale; infatti saranno fatte delle escursioni nelle Terre dei Sicani con l’intento di conoscere e apprezzare le bellezze di questi luoghi.
L'evento si svolgerà dal 10 al 12 settembre.
Programma della Manifestazione.
Itinerario turistico-culturale: "I luoghi del Gattopardo"
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