giovedì 3 giugno 2010

Un milione e mezzo a chi dà notizie sul boss Messina Denaro


Gli 007 offrono un milione e mezzo a chi dà notizie sul boss. Ma i magistrati puntano sulla rete che consente al padrino affari milionari e una latitanza sicura.

ll nome di Matteo Messina Denaro crea aggregazione nel trapanese. Compatta politici, mafiosi e imprenditori che si stringono attorno a questo boss di 48 anni. Lo proteggono in latitanza creando una barriera difficile da violare. Le forze dell'ordine lo ricercano dal 2 giugno 1993 perché accusato delle stragi di Roma e Firenze ma anche di centinaia di omicidi commessi fra gli anni Ottanta e Novanta in Sicilia. Oggi, in base alle inchieste che lo hanno coinvolto, si può dire con certezza che Messina Denaro è a capo di una delle più grosse holding europee: imprese e aziende che fatturano complessivamente centinaia di miliardi di euro e che sono intestate a prestanome, magari incensurati.
Ma i ricavi finiscono in tasca allo stragista che si è trasformato in uomo d'affari con la passione per la letteratura e la filosofia. Soldi che servono a creare anche consenso sociale, offrendo posti di lavoro in un territorio in cui la disoccupazione la fa da padrona.

In Cosa nostra è uno degli ultimi padrini di una certa caratura mafiosa rimasto ancora in libertà, un nome pesante che potrebbe sedere al vertice dell'organizzazione criminale e per questo sulla sua cattura si sono concentrati negli ultimi anni gli sforzi della magistratura e delle forze dell'ordine.
Quello che "L'espresso" può rivelare è che sulla testa del latitante il governo ha messo una taglia: una grossa ricompensa per chi lo farà arrestare. A svelarlo è un imprenditore siciliano di cui vogliamo tenere nascosta l'identità, il quale afferma di avere ricevuto nelle scorse settimane la visita di uomini dei servizi segreti che gli hanno offerto un milione e mezzo di euro in cambio di informazioni che possano portare alla cattura di Matteo Messina Denaro. Questo imprenditore che ha accettato di raccontare il retroscena coperto dal segreto di Stato (e di cui "L'espresso" ha trovato conferme da fonti qualificate) in passato è finito in manette perché ritenuto uno dei favoreggiatori del boss trapanese, oltre che un suo prestanome, ma adesso che ha scontato la pena ed è tornato libero, sostiene di non avere più alcun contatto con il ricercato. Di non poter essere d'aiuto.

Gli 007 hanno portato in giro un milione e mezzo in banconote dentro una valigetta e avrebbero bussato anche ad altre porte fra il Trapanese e l'Agrigentino, quasi tutte ad abitazioni di uomini che in qualche modo sono riconducibili alla rete di fiancheggiatori.

mercoledì 2 giugno 2010

Inycon, Menfi - Dal 25 al 27 giugno


Menfi celebra il suo prodotto principale, il suo mito per eccellenza, il "Vino" sangue della terra, energia di una città operosa e costruttiva che ha saputo puntare sul suo passato più arcaico al fine di dare forza al presente e pieno slancio al futuro.
Inycon si identifica come una festa all'insegna di quel Vino, mito senza tempo, che ogni anno, quasi allo scoccare del solstizio d'estate, rinnova e recupera identità e consapevolezza per una comunità civica legata fondamentalmente ad un territorio e ad una storia fatta di lavoro e di ricerca applicata.
Con Inycon, Menfi, dunque, trasforma il suo principale prodotto agricolo nel fulcro delle tradizioni locali; artigianato, musica, canti, danza, poesia, gastronomia, s'incontrano e intrecciano al fine di potenziare lo sviluppo socioculturale,ma anche turistico economico del territorio.

La quindicesima edizione della rassegna, promossa dal Comune di Menfi in collaborazione con le Cantine Settesoli, si svolgerà dal 25 al 27 giugno prossimi a Menfi.

In programma:
  • Il 26 giugno alle ore 21.30 il Teatro del Mare di Menfi ospiterà lo spettacolo "Quando ridere fa bene" con l'esilarante partecipazione dei comici di Zelig.
    Il ricavato sarà totalmente devoluto all'Associazione Vida a Pititinga Onlus.
    Ingresso a offerta libera minima 15€.
    Per info e prevendite: puntovendita@cantinesettesoli.it; info@capriccidivini.it, curtimarsala@libero.it.
  • wine tasting, degustazioni sotto le stelle, spettacoli, corsi di degustazione per amatori.
    Ogni sera alle 20 Wine Tasting tematici dedicati ai vini di mare, di lago e di collina della Strade del Vino Terre Sicane.
    Gli appuntamenti sono gratuiti e aperti al pubblico sino ad esautimento posti!

Altre informazioni e il programma completo di “Inycon, Vino. Mare. Menfi” a breve sul sito ufficiale www.inyconmenfi.com e sulla pagina facebook .

mercoledì 26 maggio 2010

Menfi: bandiera verde delle spiagge “a misura di bambino”


Menfi conquista la ‘bandiera verde’ dei pediatri italiani, la speciale classifica ideata dal Prof. Italo Farnetani, pediatra e professore di comunicazione scientifica all’Università di Milano Bicocca, che per il terzo anno ha realizzato un’indagine fra 115 pediatri, individuando 25 spiagge incontaminate e a tutta natura, ideali per i grandi ma anche per i loro bimbi. Solo a 20, fra le località indicate dai pediatri, sono state attribuite le ‘bandiere verdi che indicano le mete ideali per i bambini, come si legge nel numero in edicola di “OK Salute”, il mensile con la direzione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi.

Tra queste figura anche Porto Palo di Menfi, unica località della provincia, che per la prima volta nella storia conquista questo importante riconoscimento nazionale che fa il paio con la 14ma bandiera blu.

Questa classifica (il lavoro è partito nel 2008) privilegia l’ambiente incontaminato e naturale, il mare pulito e il paesaggio splendido “Per meritare il disco verde dei pediatri – ricorda il prof. Farnetani – le località prescelte dovevano rispettare alcuni parametri:

- spiagge di sabbia (non scogli, ciottoli o sassi),
- ampio arenile e ombrelloni distanziati; mare pulito con acqua bassa vicina alla riva;
- strutture ricettive non lontane dalle spiagge;
- pineta o macchia mediterranea nelle vicinanze per trovare rifugio dalla calura estiva”.

“L’assegnazione della bandiera verde – dichiara il Sindaco Botta – rappresenta una garanzia alle giovani famiglie di spiagge pulite e sicure e conferma l’impegno di questa amministrazione nei confronti dello sviluppo turistico della nostra fascia costiera”.

domenica 23 maggio 2010

Valle del Belice: Ok dalla Regione per la ricostruzione


"La Giunta regionale ha approvato il disegno di legge per la ricostruzione delle aree terremotate, avanzata dal Coordinamento dei sindaci sulla scorta degli indirizzi espressi dalla speciale commissione per i problemi della valle del Belìce: il governo regionale curerà la trasmissione del ddl al Consiglio dei ministri con l’auspicio che il Governo nazionale possa farlo proprio accelerando, così, l’iter legislativo".

Lo rende noto il sindaco di Menfi Michele Botta, vice coordinatore dei sindaci della valle del Belìce. “Il testo - spiega Botta - prevede le disposizioni volte al completamento della ricostruzione e si snoda in due soli articoli:

  • Il primo si interessa delle norme di accelerazione delle procedure d’esame e di approvazione, da parte delle competenti commissioni comunali, delle tante istanze di contributo ancora pendenti e per le quali necessita una copertura finanziaria di 300 milioni di euro.
  • Il secondo articolo, invece, è rivolto al completamento delle opere di urbanizzazione e delle altre opere pubbliche con risorse già individuate per 150 milioni di euro."

sabato 22 maggio 2010

Il deputato Giro risponde all'interpellanza illustrata da Marinello


Francesco Maria Giro (Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali) risponde all’interpellanza n. 2-00717, illustrata dall’onorevole Marinello concernente l’autorizzazione concessa dal Ministero dello sviluppo economico alla società San Leon energy per la ricerca di idrocarburi nel mare di Sciacca, Selinunte e Menfi.

Il deputato Giro risponde:
Riguardo alle richieste degli onorevoli interpellanti si riscontra quanto segue. La zona marina antistante le coste di Sciacca, Selinunte e Menfi è attualmente interessata solo da istanze, e non da autorizzazioni, di permesso di ricerca per idrocarburi presentate dalla società San Leon Energy e precisamente dalle istanze d 352 C.R.-SL, d 353 C.R.-SL e d 354 C.R.-SL. Si fa presente che, prima dell’eventuale conferimento dell’autorizzazione, tutte le istanze di permesso di ricerca di idrocarburi sono sottoposte all’esame della commissione idrocarburi e risorse minerarie, organo consultivo del Ministero dello sviluppo economico, e che solo successivamente vengono inoltrate all’esame del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, cui è demandata la definitiva verifica di compatibilità ambientale. Nel dettaglio, dette istanze sono state sottoposte all’esame della citata commissione che, nella seduta dell’11 dicembre 2009, ha espresso un parere favorevole all’accoglimento delle stesse. A seguito di tale parere, il Ministero dello sviluppo economico ha, comunque, invitato la società istante a presentare tutta la documentazione necessaria per la pronuncia di compatibilità ambientale presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Quest’ultima amministrazione ha comunicato lo stato dell’iter procedurale che riguarda le richieste della San Leon confermando che le attività per le quali è stata presentata istanza di VIA o di esclusione dalla stessa, prevedono solo prospezioni geofisiche con la tecnica dell’air-gun(generazione di potenti onde sonore che in mare viaggiano a velocità 4 volte più grande che nell'aria, arrivando a chilometri di distanza). La verifica di procedibilità delle istanze di cui sopra è ancora in corso presso il Ministero dell’ambiente che, una volta verificata la procedibilità delle stesse, provvederà ad inviare la relativa documentazione alla commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS per l’avvio dell’istruttoria tecnica. Pertanto si ribadisce che, allo stato attuale, in merito alle istanze della società San Leon non è stato ancora emanato un decreto di conferimento di permessi. La società San Leon non può quindi procedere alla perforazione di un pozzo, né all’allestimento di un qualunque impianto di estrazione, dal momento che l’esecuzione di tali operazioni sarà, eventualmente, possibile solo dopo aver ottenuto il conferimento del titolo e successivamente ai controlli di competenza del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e ad altre specifiche autorizzazioni dei competenti organi periferici dello stesso Ministero e delle altre amministrazioni interessate. Al riguardo, si fa presente che, anche in caso di conferimento del permesso e dell’esito positivo della conseguente attività di ricerca da parte della Società San Leon, la successiva eventuale messa in produzione di idrocarburi non avverrà in maniera automatica, ma solo al termine di un iter istruttorio di conferimento di un titolo minerario diverso dal permesso di ricerca denominato « concessione di coltivazione ». A maggior garanzia, l’attribuzione di detto titolo avverrebbe solo al termine di un nuovo procedimento istruttorio condotto da questo Ministero e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Infine, circa le capacità tecniche ed economiche della società San Leon, preme evidenziare che il Ministero dello sviluppo economico ha ultimamente provveduto, con decreto ministeriale del 26 aprile 2010 (disciplinare tecnico), ad emanare specifiche norme che fissano puntualmente i requisiti di idoneità tecnica ed economica cui devono rispondere le società che richiedono permessi di ricerca. Pertanto la società San Leon sarà, prima del rilascio dell’eventuale permesso di ricerca, assoggettata ad un ulteriore controllo specifico di conformità alle norme di detto decreto ministeriale.

martedì 18 maggio 2010

Convocazione Consiglio Comunale Urgente




Il Consiglio Comunale è convocato d’urgenza per il giorno 20 maggio, alle ore 19.00, presso il salone del bassorilievo Torre Federiciana in Piazza V. Emanuele.



Il punto all'ordine del giorno sarà:
  • ricerche petrolifere annunciate dalla società "San Leone Energy srl"

Ricerche di idrocarburi, avviata indagine al Comune di Menfi


Menfi, 17 maggio 2010

Il Sindaco di Menfi, Michele Botta, ha disposto un´indagine interna tesa a ricostruire la vicenda della "campagna di prospezioni geologiche per la ricerca di idrocarburi" e ad accertare eventuali responsabilità circa possibili inadempienze.

Questo atto segue il mandato assegnato la settimana scorsa all´ufficio ambiente del Comune di Menfi al fine di predisporre opposizioni, osservazioni, memorie, documenti e relazioni tecniche nei confronti dell´iniziativa della società "San Leon Energy Srl".

"Questa iniziativa imprenditoriale è una follia - dice Botta -. Vadano a fare ricerche a casa loro! Non permetteremo a nessuno di impadronirsi della risorsa più preziosa che abbiamo: il nostro mare ed il nostro territorio".


dott. Michele Botta
Sindaco di Menfi (Ag)

Palazzo Municipale - Piazza Vittorio Emanuele III
tel. 0925.70111 - fax 0925.70218
http://www.comune.menfi.ag.it

martedì 11 maggio 2010

Convocazione Consiglio Comunale

Il Consiglio Comunale è convocato per stasera 11 maggio 2010, alle ore 20,00, presso il salone del bassorilievo Torre Federiciana in Piazza V. Emanuele.

I punti all’ordine del giorno sono:

  • approvazione verbali sedute precedenti;
  • approvazione regolamento quadro delle consulte;
  • relazione Difensore Civico, attività svolta dal 01/04/09 al 31/03/10;
  • mozione a firma di n. 8 consiglieri;
  • interrogazioni.

Potete seguire la diretta su TRS a partire dalle ore 20,00.

Menfi riceve la 14ma Bandiera Blu

Menfi viene premiata con la quattordicesima bandiera blu d’Europa per il suo mare pulito e le sue splendide spiagge. La cerimonia di consegna dell’ambito riconoscimento europeo, assegnato dalla Fee (la Fondazione per l'educazione ambientale), si è svolta stamani a Roma, presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, dove il sindaco Michele Botta ha ricevuto il vessillo blu in rappresentanza della città del vino e del mare pulito. Per Menfi la bandiera blu di quest’anno è la tredicesima di fila: dopo la prima assegnazione nel 1992, infatti, dal 1998 il mare di Menfi viene premiato ogni anno ininterrottamente.

“Sono felice per questa ulteriore e rinnovata conferma della qualità ambientale per il nostro mare. Si tratta di un riconoscimento in ambito europeo – ha detto il sindaco - che non indica solo l'ottimo stato di salute delle acque marine della nostra costa, ma anche la qualità ambientale complessiva della zona e della sua completa vivibilità e premia lo sforzo di questa amministrazione indirizzato alla tutela dell’ambiente. Un altro elemento fondamentale per il rilancio del turismo e dello sviluppo economico del nostro territorio”.

venerdì 7 maggio 2010

"Bici-day", a Menfi la passeggiata più lunga d'Italia





"Bici-day", a Menfi la passeggiata più lunga d'Italia.


Il 9 maggio in tutto il Paese si svolgerà la prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta, un´iniziativa voluta dal Ministero dell´Ambiente per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile.

Tra i comuni aderenti c´è anche Menfi (AG) che ha organizzato "La passeggiata in bicicletta più lunga d'Italia" presso la pista Ciclabile comunale che collega il Centro Urbano con la frazione di Porto Palo. Per l´occasione saranno aperti al pubblico l´Istituzione Culturale Federico II, la Necropoli di Palazzo Pignatelli, la Chiesa Madre (Gregotti), la Chiesa di San Giuseppe, e la Torre di avvistamento del XVI sec. - Porto Palo.

"La Giornata nazionale della bicicletta - osserva il Ministro Prestigiacomo - è un´iniziativa che ho voluto condividere fortemente con i Comuni per sottolineare come una mobilità ecocompatibile, diversa, salutare non solo sia auspicabile ma anche realizzabile per contrastare l´inquinamento delle nostre città. Annuncio con orgoglio l´adesione di oltre 1200 Comuni. Un segnale importante che ci deve spingere a radicare nella vita di tutti i giorni degli italiani la `voglia di bicicletta´ già manifestatasi con il successo degli incentivi del Ministero. Tutti siamo chiamati a dare una mano alla tutela dell´ambiente: la Giornata è una preziosa occasione per farlo".

"Bici-day non rappresenta soltanto un´opportunità per fare del sano sport in armonia con l´ambiente - aggiunge il Sindaco Botta - ma anche l´opportunità di riappropriarci della nostra città e del nostro splendido territorio sfruttando la pista ciclabile che abbiamo voluto prolungare sino a Porto Palo. Inoltre, posso preannunciare sin d´ora che l´ufficio politiche comunitarie sta già lavorando al bando nazionale emanato dal Ministero dell´Ambiente per la realizzazione di progetti di bike sharing associati a sistemi di alimentazione mediante fonti rinnovabili e per il quale sarà importante aver già svolto attività di comunicazione e sensibilizzazione sulla mobilità alternativa".


Sul sito internet del Comune di Menfi (http://www.comune.menfi.ag.it/images/GIORNATA.pdf) è possibile consultare il programma della giornata, con inizio alle ore 10,00 presso "Cantine Settesoli" - piazzale ex stazione ferroviaria e arrivo a Porto Palo con degustazione prodotti tipici locali.

giovedì 6 maggio 2010

Sallusti: Le figuracce di D'Alema, una casa a 633mila lire



L'ordine dei giornalisti dovrebbe prendere provvedimenti contro Massimo D'Alema. A chiederlo è Alessandro Sallusti, il vicedirettore de Il Giornale, che martedì è stato protagonista a Ballarò di un vivace scambio polemico con il presidente del Copasir, Massimo D'Alema «Il problema non sono io - dice Sallusti - ma il giornalista D'Alema che ha detto delle cose per cui l'ordine dei giornalisti dovrebbe intervenire d'ufficio». Il vicedirettore de Il Giornale, ospite di Rai Due a «Il fatto del giorno», dice di «aspettarsi da D'Alema delle scuse sul piano personale» ma, aggiunge, che sotto altri profili, come quello della tutela legale, non si aspetta «nulla e non credo - dice - che farò nulla, perché io sono contrario alle querele e alle vie giudiziarie. Sul piano deontologico - ribadisce - vorrei però che l'ordine intervenisse».

Da il giornale.it
Sallusti si riferisce alla memorabile inchiesta giornalistica denominata «Affittopoli» (lodata da MicroMega fino al Washington Post), uno dei protagonisti di quello scandalo, Massimo D’Alema, dimostra di soffrire ancora per la campagna di stampa che lo costrinse ad abbandonare il suo immobile da 633mila lire al mese, di canone, a Trastevere.
Mai in 40 anni di carriera politica D’Alema aveva perso il controllo. Mai aveva urlato in quel modo. Mai s’era permesso di insultare pubblicamente un giornalista, in questo caso il nostro condirettore Alessandro Sallusti, che a Ballarò gli ha ricordato come proprio lui dovesse essere l’ultimo a fare la morale sulle case degli altri. Già, perché la storia della casa di D’Alema in via Musolino a Trastevere tanto chiara non è. È pacifico, perché mai sono arrivate smentite e mai sono state annunciate querele, che D’Alema ottenne quella casa usufruendo di una corsia preferenziale. Corsia che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. L’esponente dell’allora Pds riuscì nell’impresa di aggiudicarsi l’ambìto appartamento dell’Inpdap grazie alla presunta intercessione di potenti amici finiti nei guai per la mega inchiesta romana sui Palazzi d’oro. Questo almeno è quello che hanno rivelato all’epoca i protagonisti dell’affaire D’Alema: sindacalisti, dirigenti, coinquilini.
La storia che ancora oggi, a distanza di 15 anni, manda fuori dai gangheri l’ex premier ha inizio nel 1990, anno in cui D’Alema presenta la domanda per ottenere l’appartamento. Nel febbraio del ’91, così come raccontò al Giornale il 3 settembre del 1995 Piergiorgio Sarale, ex segretario confederale della Cgil torinese e membro del Cda degli Istituti di previdenza della direzione generale del Tesoro, durante una normale riunione dei componenti il Cda, tra le delibere da approvare ce n’era una nascosta fra le “varie”, quelle che di solito vengono approvate senza prestarci tanta attenzione. Era la famosa delibera riguardante l’appartamento di via Musolino con la quale si proponeva alla vecchia affittuaria di spostarsi in un nuovo appartamento e di saldare comodamente il debito in comode rate e a tasso zero. E così accadde. Sarale non si rese conto di nulla fino al giorno successivo, quando incontrò un sindacalista di Essere Sindacato, l’ala dura della Cgil che faceva capo a Fausto Bertinotti, che gli disse: «Ti porto i complimenti dei lavoratori e degli sfrattati. Bel socialista che sei... bel venduto». Alla replica piccata di Sarale, il militante duro e puro aggiunse: «Avete approvato quella delibera scandalosa per regalare la casa al compagno D’Alema e adesso caschi dalla nuvole?».
Non si trattava di un appartamento qualunque. La lista degli aspiranti affittuari era lunghissima. Una bella casa, con un canone d’affitto di 633mila lire al mese a due passi dal centro di Roma, non è occasione di tutti i giorni. D’Alema non se la fece sfuggire. Sarale non mosse più un dito e il perché lo spiegò lui stesso: «Ero impaurito. L’invito che ricevetti dai superiori fu quello di starmene zitto e buono (...). Pensare a D’Alema che soffia la casa a un lavoratore bisognoso di un tetto, mi dica lei, che ideale di sinistra è?».
Ma per volontà di chi quella “magica” delibera finì quel giorno fra le “varie” da approvare? Per capirlo basta rileggere le parole che l’ex direttore generale degli istituti di previdenza del Tesoro, Giovanni Grande, coinvolto nell’inchiesta romana sui Palazzi d’oro, fece ai pm nel 1992. Grande spiegò che a raccomandare l’inquilino più famoso d’Italia fu Mario Giovannini, ex Pci, stabile punto di riferimento del partito al Tesoro fin dal 1968 e anche lui coinvolto nell’inchiesta. «Un giorno - disse a verbale Grande - Giovannini mi ha portato Massimo D’Alema (...) per chiedere un appartamento, cosa che io gli ho fatto (...)». E ancora: «Giovannini è nel cda degli istituti dal 1969 (...). Chi l’ha voluto? Chi lo ha imposto? Chi lo ha tenuto per 30 anni? (...) Ho avuto la certezza che Giovannini operasse per conto del Pci-Pds (...). Le contribuzioni, tangenti, chiamatele come vi pare, che Giovannini ricavava dagli imprenditori, finivano in parte a Botteghe Oscure». Lo stesso Giovannini, sentito dai magistrati nel 1993, non nascose la circostanza: «Grande (...) avrà avuto il piacere per altre ragioni di conoscere l’onorevole D’Alema al quale è stato dato un appartamento, ma solo in seguito a un mio intervento».
Finita l’inchiesta del Giornale, mentre tutti gli altri vip, compreso Walter Veltroni, restano nei loro appartamenti previdenziali, D’Alema si presenta al Maurizio Costanzo Show e annuncia che lascerà l’appartamento. Se pochi giorni prima aveva affermato di non aver «goduto di un trattamento speciale o privilegiato», in tv cambia musica definendo «un’ingiustizia che alcuni possono pagare l’equo canone mentre altri, la maggioranza, devono accettare condizioni meno favorevoli».
Questa è la storia che fa infuriare D’Alema, e che tanti si erano dimenticati o non conoscevano perché tanto tempo è passato e perché anche su internet i dettagli erano praticamente irrintracciabili. Se adesso la storia della casa di D’Alema è accessibile a tutti, bisogna ringraziare soltanto lui. Ma non ditelo in giro sennò s’incazza.

lunedì 3 maggio 2010

Acqua pubblica, la Sicilia vota "Sì"


Dopo una breve, ma significativa e fallimentare, esperienza di semi-privatizzazione della gestione dell’acqua la Sicilia torna sui suoi passi. La finanziaria regionale, approvata dopo una maratona all’Assemblea Regionale Siciliana, contiene anche un emendamento del Pd, votato anche dal Pdl Sicilia, che azzera la precedente gestione privata o semiprivata.
Con 53 voti a favore e 25 contrari, l´Assemblea regionale siciliana ha approvato, l´articolo 50 della finanziaria regionale che prevede il ritorno alla gestione pubblica dell´acqua in Sicilia. La norma approvata blocca l´iter della gestione privata, impegnando la Regione a dotarsi entro un anno di un provvedimento che organizzi la gestione integrata del servizio, e fornisce alle amministrazioni locali i parametri necessari per le cessazioni delle convenzioni in atto con i gestori privati.

Esprime soddisfazione anche il Sindaco di Menfi Michele Botta, primo firmatario del ddl d´iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia - L´approvazione dell´articolo 50 della finanziaria è il successo dei Sindaci e dei cittadini che assieme in questi mesi si sono battuti per difendere un servizio pubblico essenziale che, laddove è stato privatizzato, è costato alle famiglie uno sproporzionato aumento della bolletta in cambio di un servizio a dir poco scarso".

Questa legge - conclude Botta - deve essere ancora rivista, disciplinando in maniera organica le tariffe per l´erogazione idrica, differenziando tra agricoltura, industria, commercio ed usi civili: ma è il segno tangibile che le istituzioni regionali hanno accolto le richieste dei cittadini, rispettando l´impegno preso con i Sindaci diversi mesi fa.