mercoledì 27 giugno 2012

Uscire dall'euro o salvarlo?

Salvare l'euro? Uscire dall'euro? Investire all'estero in Paesi non facenti parte della moneta unica? Tre punti di riflessione alla vigilia del 29 giugno, data in cui sarà in gioco l'Europa, e bisogna convincere i mercati «che sarà rafforzata la volontà di rendere la moneta unica indissolubile e irrevocabile».

E' la posizione di Mario Monti, presidente del Consiglio, in vista del vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno e a poche ore dal vertice propedeutico di ieri a Roma con Hollande e Rajoy che cercheranno di convincere la Merkel a rilanciare l'Ue, tramite misure "concrete" e a "lungo termine" sulla crescita. Monti ha poi aggiunto che è necessaria per il futuro dell'Unione «una piena unione bancaria e meccanismi per fare ponte con quei Paesi che rispettano gli impegni, ma scontano una certa diffidenza».  

Vediamo le posizioni sull'euro.
Se per la maggior parte degli economisti, banchieri e politici con la moneta unica c'è in gioco l'intera Europa, così non la pensa l'ex premier Silvio Berlusconi. L'Italia «fuori dall'euro non è una bestemmia», ha dichiarato Berlusconi al Wall Street Journal. La ricetta per il cavaliere è semplice: uscire dall' Eurozona «così da poter pensare a procedere con una svalutazione competitiva». Un ritorno alla moneta nazionale, dunque, un gesto azzardato ma che per Berlusconi avrebbe anche i suoi vantaggi, come ad esempio svalutare la valuta e incrementare la domanda dei beni prodotti. Un ritorno in campo ad hoc sul quale non si sono fatti attendere, come di consueto, i commenti di politici e non solo. In primis, la risposta risoluta contro la ricetta di Berlusconi è arrivata dal neo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: «L'euro va difeso fino in fondo e ci deve essere una determinazione, che attraversa tutta l'Europa, per sostenerlo». Anzi, la soluzione per riemergere dalla crisi per Squinzi è semplice, quasi ovvia: seguire la direzione degli altri Stati uniti d'Europa, con tutto quello che ne consegue, «coordinamento delle politiche fiscali, del welfare, investimenti strutturali e politica energetica, ma soprattutto, la creazione di una banca centrale europea con veri poteri di banca centrale». Contrario alla proposta di Berlusconi anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che la trova «francamente incomprensibile». E' «un disastro per la gente normale» invece per il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ma un «affarone» per quelli che hanno portato gli euro all'estero.

Ecco il punto. Chi ha portato i soldi all'estero? Cioè in Paesi che non hanno adottato l'euro come moneta nazionale? Uno dei Paesi che ha subìto forti pressioni è la corona danese scelta da parte degli investitori in cerca di un rifugio in Europa. Una pressione molto forte, provocata dall'attrazione degli investitori dal ridotto deficit di bilancio del Paese e dal surplus delle partite correnti. Attrazione che li porta a versare denaro in obbligazioni danesi, dove i tassi nell'ultimo mese sono stati tagliati due volte arrivando al minimo storico dello 0,45%. A rendere la situazione più complicata alla Banca centrale sono alcuni hedge funds, che stanno prendendo posizioni sulla corona danese come assicurazione contro un eventuale crollo dell'euro. Stessa situazione si sta verificando in Svizzera e nel Regno Unito. La Banca centrale svizzera ha intrapreso nuove misure per proteggere i suoi finanziatori da un'eventuale crisi dell'euro, rafforzando le difese della sua moneta contro i numerosi flussi degli speculatori. La sterlina, intanto, è ai suoi massimi pluriennali nei confronti della moneta unica, confermando il suo status di rifugio. In questi ultimi tempi, mentre in Italia si sta verificando la crisi del mattone, proprio a Londra e dintori non pochi italiani avrebbero acquistato appartamenti e ville.

Ma ci sono altri Paesi verso cui sono arrivati euro in cerca di rifugio. Sono stati definiti le "Nuove Tigri" europee: si tratta di Polonia e Turchia, due nazioni che, nonostante la crisi economica globale, si sono salvate dal disastro finanziario proprio perché fuori dall'euro. Secondo un articolo di William L. Watts su MarketWatch, questi due Paesi stanno entusiasmando gli osservatori per la loro "freschezza" economica: nonostante la disoccupazione elevata, le valute volatili e la dipendenza dagli investimenti esteri - elementi che potrebbero in futuro ritorcersi contro, soprattutto se la crisi dell'Eurozona andasse fuori binario - i bassi livelli di debito, l'espansione e il rafforzamento della classe media hanno permesso a Polonia e Turchia di risalire la propria economia.

Si pensi che, in controtendenza con le ripetute bocciature della maggior parte delle economie europee, Moody's l'latro ieri ha deciso di promuovere di un gradino il rating della Turchia, potenza economica emergente del Mediterraneo est, portandolo da Ba2 a Ba1. L'agenzia di rating, ha inoltre confermato la prospettiva positiva assegnata alla Turchia, che l'anno scorso ha registrato un ritmo di crescita dell'8,5%.

lunedì 25 giugno 2012

Agenzie di rating, si può ipotizzare un conflitto di interessi?

Italia bocciata. Tutto cominciò in una calda notte di giugno dello scorso anno, quando l'agenzia Moody's comunicò che l'Italia era sotto osservazione per un possibile taglio del rating: cosa realmente accaduta e che ha visto l'Italia perdere la "A" e retrocedere in "B", portare il governo Berlusconi alle dimissioni (causa spread) e la costituzione di un governo tecnico con Monti alla guida.

E' passato un anno che ha visto il nostro Paese precipitare sull'orlo del baratro, tirato poi per la giacca ma sempre in bilico, soggetto (assieme ad altri paesi del Vecchio Continente) a giudizi da parte delle agenzie di rating che hanno fatto arrabbiare tutta l'Europa.  

Ma chi sono i "padroni" delle agenzie di rating Usa? Si può ipotizzare un conflitto di interessi?  

Moody's ha una struttura piuttosto complessa. La maggioranza del capitale è in mano a un manipolo di grandi azionisti, tutti grandi gestori di fondi di investimento: i primi quattro azionisti controllano il 49% delle azioni. Il primo socio è la Berkshire Hathaway (19,1%), presieduta dal finanziere Warren Buffett, detto "l'oracolo di Omaha", uno degli uomini più ricchi del pianeta secondo Forbes. Seguono società di investimenti come Capital Research Global Investors (10,30%), Capital World Investors (10,03%) e Fidelity Management & Research (9,61%). Ognuno di questi azionisti controlla asset in ogni settore dell'industria e della finanza (inclusi bond stranieri) per centinaia di miliardi di dollari. A sua volta Moody's è una società quotata in Borsa (e quindi soggetta alle fluttuazioni provocate dai suoi stessi giudizi): nel 2009 ha avuto un fatturato di 1,8 miliardi di dollari con utili pre-tasse di 687 milioni.

Standard & Poor's, invece, fa parte del gruppo McGraw-Hill Companies, una public company quotata al Nyse attiva nell'editoria e nei servizi finanziari, che edita tra l'altro il settimanale Business Week. L'azionariato di McGraw-Hill è molto simile a quello di Moody's, anche se con un grado inferiore di concentrazione proprietaria: al primo posto c'è Capital World Investors (presente anche in Moody's) con il 7,69%, quindi T. Rowe Price Associates (6,67%), BlackRock Global Investors (4,39%) e un altro investitore presente in Moody's, ovvero Fidelity Management & Research (3,86%). Nel 2009 i Credit Market Services di S&P hanno fatturato 1,74 miliardi di dollari, contribuendo in maniera sostanziale al fatturato del gruppo McGraw-Hill, pari a 5,95 miliardi di dollari (con utili di 1,17 miliardi).

Diversa la situazione di Fitch, la terza agenzia a livello mondiale con circa il 16 % del mercato (laddove S&P e Moddy's ne hanno circa il 40 per cento a testa). Fitch - il cui giudizio spesso è "arbitro" nel caso di visioni contrastanti fra le altre due grandi agenzie - è controllata al 60% da una holding, la Fimalac, acronimo di Financiére Marc de Lacharriére, posseduta al 65,75% da una persona fisica, Marc Eugéne Charles Ladreit de Lacharriére, detto MLL. Finanziere, al tredicesimo posto fra gli uomini più ricchi di Francia con un patrimonio stimato in 1,1 miliardi di dollari, MLL è un ex banchiere, nato nel 1940 a Nizza, che nel 1991 crea la sua holding, la Fimalac, attraverso la quale acquisisce partecipazioni in molte società: tra le altre Credit Lyonnais, France Telecom, Air France, Renault, Canal Plus. Ha poi disinvestito per dedicarsi interamente ai servizi finanziari, tramite Fitch. Il restante 40% di Fitch è nelle mani del gruppo Hearst. Fitch Ratings nel 2009 ha avuto un fatturato di 683 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2010 il fatturato è passato a 115 milioni (+8% sullo stesso periodo del 2009).

E intanto l'Europarlamento si muove e stringe le maglie della regolazione delle agenzie di rating, "ridimensiona" i loro poteri, limita il fenomeno dell'"over-reliance" (ovvero l'eccesso di affidamento nei confronti dei rating delle agenzie), introduce un "calendario" prestabilito per i giudizi sui debiti sovrani, conferma la responsabilità civile per le valutazioni sbagliate e chiede alle Istituzioni europee di dare loro stesse una valutazione dei debiti sovrani. La prospettiva di costruire una agenzia pubblica europea è un'idea che, al momento, resta tale, anche se, a parole, ha ottenuto l'approvazione di molti parlamentari (la decisione è, però dei governi).

Le agenzie di rating sono sott'accusa da parecchio tempo, subiscono attacchi (a volte infondati) ma nulla è cambiato. In Italia è intervenuta anche la megistratura. Manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate: queste le accuse della procura di Trani nell'inchiesta contro le agenzie di rating Standard & Poor's e Moody's. Indagati, tre analisti di S&P (tra i quali anche Moritz Kraemer, responsabile per il debito europeo), uno di Moody's e i responsabili legali per l'Italia delle due agenzie.

A Moody'si contesta il reato di «manipolazione del mercato» per avere «elaborato e diffuso a mercato aperto» il 6 maggio 2010, «notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano». Nel report, secondo la procura, sarebbero stati espressi «giudizi da ritenersi falsi, infondati o comunque imprudenti secondo quanto asserito da altre agenzie di rating oltre che dalle supreme autorità nazionali». I tre analisti di S&P sono accusati anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 - anche a mercati aperti - notizie non corrette, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano».

Questo accadeva circa un anno fa, esattamente il 10 agosto del 2011. Da allora le agenzie di rating hanno continuato ad operare con bocciature sonore. L'ultima arriva dalla Procura della Corte dei conti del Lazio. Si ipotizza che le suddette agenzie di rating hanno causato un danno erariale nei confronti dello Stato italiano di ben 120 miliardi di euro.

Vito Li Causi sulle intimidazioni alla Fondazione Sgarbi

On. Vito Li Causi
Comunicato stampa

I danneggiamenti subiti dalla Fondazione Sgarbi a Salemi confermano quanto ancora sia lungo e difficile il percorso che dovrà portarci ad una società libera e rispettosa delle idee e delle iniziative altrui.

Esprimo la mia solidarietà personale e politica alla Fondazione. La violenza e gli atti intimidatori devono essere combattuti con la forza delle idee, l’autorevolezza delle regole e l’impegno politico.

Invito la Fondazione Sgarbi ad andare avanti nella sua azione culturale. Fermarsi oggi, dopo le intimidazioni subite, avrebbe il sapore di una sconfitta, non soltanto della stessa Fondazione ma di tutti i salemitani ed i trapanesi onesti. La risposta deve invece essere quella di una rinnovata volontà di presenza sul territorio perché è una battaglia di civiltà.

Si può anche non essere d’accordo con le iniziative della Fondazione ma il suo diritto di esprimersi è sacrosanto ed inviolabile, così come il sacrosanto diritto di ognuno di noi d’esprimere le proprie opinioni. L’Mpa trapanese si schiera dalla parte della libertà e dell’autonomia contro ogni forma di sopruso e di atto intimidatorio che intende bloccare i processi culturali e politici in atto sul nostro territorio.

On. Vito Li Causi

venerdì 22 giugno 2012

M5S Parma: "Caro sindaco, perchè non richiama anche Frateschi e Costa?"

Ricevo e pubblico il commento di Simone Rossi.

“E’ difficile far passare sotto silenzio una recente intervista del sindaco Pizzarotti nella quale questi si è dichiarato possibilista sulla riconferma a Sovrintendente del Teatro Regio di Mauro Meli che si sarebbe detto disponibile a rinunciare al compenso (dopo che per troppo tempo ha guadagnato 250.000 euro all’anno): “Diciamo che è una proposta interessante e che potrei valutarla. Devo tener conto che c’è un Festival che è già stato impostato, che abbiamo poco tempo. Anche in questo caso voglio pensare al bene della città”: una frase sconvolgente questa del sindaco, che ha dell’incredibile.

Caro Pizzarotti, capisco che in queste settimane lei sia molto confuso e non stia collezionando belle figure ma mi creda, il bene della città impone che questo management così fallimentare che ha ridotto il Teatro nelle condizioni che ben conosciamo venga allontanato, senza incertezze e senza mediazioni, come del resto diceva lei stesso in campagna elettorale quando lanciava ogni tipo di strali contro la gestione del Regio e contro lo stesso Meli. Anche il suo programma elettorale era chiaro: “La reggenza degli ultimi quindici anni del Regio, poco trasparente e molto dispendiosa, va sostituita”.

Ma evidentemente adesso ha cambiato opinione e non vuole rompere gli equilibri esistenti; ma allora mi permetto di darle un suggerimento: perché non richiama a fare il direttore generale Carlo Frateschi e alla presidenza di STT Andrea Costa? Suvvia, in fondo in fondo, a pensarci bene, quel terzetto che ha contribuito a produrre “solo” 850 milioni di euro non era poi così male… perché non ricomporlo in toto? Un’ultima domanda: non è che poi alla fine ci ripensa anche sull’inceneritore e si accorda con Iren “perché ormai l’Azienda ha già speso i soldi del cantiere”, magari riconfermando Villani alla vicepresidenza?

iMille

Inycon Menfi 2012: Al via la 17^ edizione

Inycon 2012 Vino.Mare.Menfi (Agrigento) - Tre giorni di incontri, degustazioni e spettacoli all’insegna del vino di qualità, vero protagonista del territorio. Da venerdì 22 a domenica 24 giugno a Menfi torna Inycon, la rassegna giunta alla 17\esima edizione, promossa dal Comune di Menfi in collaborazione con Settesoli, la Soat di Menfi e i main sponsor Unicredit ed Electrolux.

Inycon è un week-end alla scoperta del mondo di Bacco da vivere tra degustazioni di vino sotto le stelle, mostre, momenti di approfondimento, wine tasting ed ecotour alla scoperta di un territorio incontaminato. Obiettivo della manifestazione, sostenuta dall’assessorato regionale al Turismo che l’ha inserita nel cartellone dei grandi eventi, è quello di valorizzare il territorio della cittadina dal punto di vista vitivinicolo, turistico e imprenditoriale, promuovendo la Strada del Vino Terre Sicane e le cantine del comprensorio che vanta quattro Doc, 7 mila ettari di terreno vitato e il 40 per cento dell’export di tutta la produzione vinicola dell’isola.

Cuore dell’evento i tre grandi wine tasting in piazza Vittorio Emanuele III, quest’anno dedicati ai vini dell’estate. Le degustazioni saranno condotte da Fede&Tinto, conduttori di Decanter, su Radio Rai2 con la partecipazione della giornalista Veronika Crecelius, esperta di vini. La piazza principale di Menfi ospiterà un maxi wine bar sotto le stelle dove sarà possibile degustare ogni giorno (ticket di 5 euro), dalle 19 all’una di notte, le migliori etichette del territorio in abbinamento a formaggi siciliani mentre i cortili di via della Vittoria proporranno in degustazione vini e prodotti agroalimentari del territorio menfitano in collaborazione con il Centro commerciale naturale Inycon in centro e l’Unione dei commercianti di Menfi.

Quindici le cantine aderenti: Agareno, Barbera, Cellaro, Di Giovanna, Di Gregorio, Di Prima, Donnafugata, Lanzara, Azienda Agricola Montalbano, Pianadeicieli, Planeta, Rapitalà, Rizzuto, Settesoli e Stoccatello. I visitatori della rassegna potranno assaggiare anche le ricette casalinghe della tradizione menfitana proposte dalle signore di Menfi su iniziativa di Mandrarossa.

Anche a Casa Planeta, dalle 9 alle 24, degustazioni e vendita di vini e di prodotti tipici del territorio presso l’Enoteca della Strada del vino Terre Sicane.Vini ed eccellenze agroalimentari, insieme alle creazioni di artigianato del territorio, saranno esposti all’expo village, un itinerario espositivo che si snoderà tra piazza Vittorio Emanuele III, via Blandina e via Garibaldi.
In programma anche i corsi di analisi sensoriale del vino e lezioni di degustazione di olio presso l’Enoteca della Strada del vino Terre Sicane.

Tra le novità di questa edizione gli Eco Vineyard Tour, i tour alla scoperta del territorio a bordo di mezzi eco-compatibili. Deltaplani e aeromobili ultraleggeri faranno scoprire dall’alto la bellezza del territorio menfitano (prenotazioni all’Avioterranova Volo Club, 328 2688657 – 339 2804651), mentre in sella al cavallo ci si potrà immergere nella natura più selvaggia (prenotazioni al Centro ippico La Giara, 389 5845292). Infine, i bike tour porteranno alla scoperta delle cantine della Strada del Vino Terre Sicane, con momenti di degustazione e visite ai vigneti (prenotazioni al Coast2coast, 328 4561237).

Ad Inycon trova spazio l’arte. Planeta firma la quinta edizione del progetto espositivo ed editoriale “Viaggio in Sicilia. Progetto per l’Arte e il Territorio”. Nella chiesa di San Giovanni, invece, saranno esposti i ricami di Anna Maria Campo e i lavori artistici di Maria Giovanna e Doriana Ingrasciotta. Aperte al pubblico anche le mostre “Nel segno dell’arte: donazione Gallè – Upiglio”, “Cultura e arte” a cura dell’associazione culturale Odissea, “La Madonna ritrovata” coordinata da Gioacchino Mistretta e quella Malacologica allestita in piazza Vittorio Emanuele III.

Nelle notti di Inycon anche spettacoli e concerti gratuiti. La comicità di Giovanni Cacioppo, la voce del cantautore romano Max Gazzè e la musica della band Sicily Ska animeranno il palinsesto che andrà in scena ogni sera, alle ore 22.30, in piazza Vittorio Emanuele III. In programma anche la proiezione dei cortometraggi vincitori del concorso “Vino e giovani. Reason wine: idee per bere con gusto!”.

I concerti e gli spettacoli sono tutti gratuiti. Si chiude domenica, a mezzanotte, con lo spettacolo pirotecnico a tempo di musica.

Il programma completo sul sito www.inyconmenfi.it

giovedì 21 giugno 2012

Petrolio, rivoluzione americana: Grazie allo «shale oil», nel 2020, Usa autosufficienti per il 65%

Ci sarà una rivoluzione del petrolio, già è cominciata. E mi chiedo cosa comporterà per la Sicilia delle raffinerie. Sto parlando del cosiddetto petrolio non convenzionale.

Cos'è lo spiega l'analista Leonardo Maugeri, di origine siciliana, ex top manager dell'Eni ora ad Harvard: «Il petrolio non convenzionale, lo "Shale oil", è quello che si estrae in modo diverso o ha qualità differenti: le sabbie bituminose del Canada, il greggio "pesante" e "ultrapesante" del Venezuela, o adesso soprattutto il petrolio da scisti, cioè estratto dalle formazioni rocciose, fratturando la materia con acqua, sabbia o ceramica e agenti chimici proiettati con grande forza. Questa procedura avviata negli Stati Uniti può raggiungere quantità pari alla produzione di un grande Paese petrolifero come l'Iran».

Negli Stati Uniti l'estrazione del petrolio non convenzionale è già una realtà in Stati come il Texas e il North Dakota. Anche se la procedura è costosa la produzione resta conveniente se il prezzo del greggio regge tra i 50 e i 65 dollari. In sostanza entro il 2020 gli Stati Uniti dovrebbero essere autosufficienti per il 65% del loro fabbisogno e se si considera anche il Canada, il Venezuela e il Brasile tutto il Continente americano potrebbe non avere bisogno di importare petrolio dal resto del mondo.

Scrive il «Corriere economia» che questo farà crescere la produzione di polietilene perché favorita dalle nuove risorse di idrocarburi da scisto «e questo potrebbe avere effetti devastanti in Italia «perché gli Stati Uniti diventeranno un grandissimo esportatore di plastiche nel mondo che si aggiungerà alla concorrenza del Medio Oriente. L'effetto combinato della rinascita americana nella petrolchimica e nella raffinazione del greggio mette a rischio solo in Italia 8000 posti di lavoro diretti e 30 mila indiretti». Lo studio di Maugeri, inoltre, lancia un altro messaggio importante: «tutti continuano a sottostimare il fatto che nelle viscere del pianeta c’è ancora una quantità enorme di petrolio convenzionale e non. E i progressi della tecnologia stanno rendendo sempre più facile lo sfruttamento dei nuovi giacimenti e anche di quelli vecchi che si credevano in via di esaurimento».

La rivoluzione americana mette però a rischio le raffinerie europee che, con il metodo di estrazione convenzionale, resterebbero fuori dal mercato di massa. Per attenuare questo rischio la petrolchimica e la raffinazione petrolifera debbono andare incontro a processi di riconversione. Riguarda tutta l'Europa, ma l'Italia è particolarmente esposta, soprattutto la Sicilia dove c'è la più alta concentrazione di raffinerie d'Europa.

martedì 19 giugno 2012

La Giostra: Energie alternative e Valle del Belice su Trs

Questa sera (martedì 19 giugno 2012), alle ore 20.30, su Trs (Tele Radio Sciacca), una nuova puntata della trasmissione di approfondimento: “La Giostra”.

In questi mesi tante attività economiche hanno puntato sullo sfruttamento del territorio della Valle del Belice.
In alcuni casi con il pretesto dello sviluppo delle energie alternative, vedi l’eolico, ma anche il fotovoltaico o il biomasse, se non addirittura attraverso la ricerca petrolifera, sia nel mare che nella terra ferma.

Quindi la puntata di questa sera verte sui temi ambientali e soprattutto sulla visione industriale che molte società hanno per fare energia senza curarsi del nostro territorio.

Gli ospiti della puntata saranno:
  • Francesco Graffeo (Giornalista); 
  • Calogero Impastato (Sindaco di Montevago e Supersindaco dell’Unione dei Comuni Terre Sicane); 
  • Vito Clemente (Vice Presidente del Consiglio Comunale di Menfi); 
  • Paolo Campo (Rappresentante dei Comitati Cittadini); 
  • Alessandro Lagrassa (Presidente del CRESM di Gibellina);

lunedì 18 giugno 2012

Polemica Inycon: L'assessore Napoli risponde a Buscemi

Ricevo e pubblico dall'assessore al Bilancio del Comune di Menfi, Ignazio Napoli, la risposta al Consigliere Comunale Enzo Buscemi in merito alla questione relativa alla possibilità del dissesto finanziario, in cui potrebbe incappare il Comune a causa della manifestazione Inycon.

Ecco quanto scritto dall'assessore Napoli:

Il consigliere comunale Buscemi non ha chiari alcuni elementi e sarebbe opportuno che approfondisca la tematica dei fondi strutturali in quanto normati attraverso regolamenti comunitari che evidentemente non conosce o meglio non vuole conoscere diffondendo notizie errate.

 Il consigliere Buscemi afferma: “La Regione Sicilia ha comunicato, con il Decreto Assessoriale n. 241 del 30/05/2012 che “la linea operativa por fers 2007/2013 non presenta alcuna disponibilità finanziaria” chi opera nel settore delle manifestazioni pubbliche sa che la Regione non finanzierà manifestazioni come Inycon (escluse quelle assunte a titolarità tra le quali non rientra INYCON”.

La regione, invece, nel citato decreto afferma esattamente…………………:

CONSIDERATO che, al 30.06.2011, termine, per altro ordinatorio, previsto dalla l.r 2/02 per l'approvazione del predetto calendario, la linea operativa pofesr 2007/2013 non presentava alcuna disponibilità finanziaria e che conseguenzialmente si è ritenuto opportuno posticipare l'approvazione di detto calendario successivamente all'acquisizione delle necessarie risorse finanziarie, anche tramite storno da altre linee di intervento.

In sintesi solo dopo aver accertato la disponibilità finanziaria è possibile fare il calendario regionale e conseguentemente presentare le istanze di finanziamento, cosa ben diverse da quello che il consigliere Buscemi afferma.

Inoltre è vero il taglio c’è stato ma solo per le manifestazioni finanziate con la famosa tabella H (cioè quella dei raccomandati!), che sono solo quelle aiutate con fondi regionali e non comunitari inserita nel bilancio regionale e impugnata dal commissario dello stato. Tutte le altre, tra cui Inycon saranno finanziate con i fondi del po fesr attraverso la circolare di prossima pubblicazione (il Dott Marco Salerno direttore del dipartimento ha anticipato da notizie di stampa che verra' pubblicata la settimana prossima).

Quindi il consigliere Buscemi afferma cose non vere cambiando anche il tempo dei verbi ai documenti ufficiali della regione.

Se questa è la premessa c’è ben poco da discutere per il resto nelle sedi opportune discuteremo dei fatti o delle falsità.

Inycon, convegno del Rotaract Club Menfi sul vino

Rotaract Club Menfi Belice Carboj - Distretto 2110 Sicilia e Malta

Comunicato stampa
: Menfi – Inycon: il Rotaract c’è! 


Da venerdì 22 a domenica 24 giugno ritorna a Menfi Inycon, tre giorni di incontri, degustazioni e spettacoli, all’insegna del vino di qualità, vero protagonista del territorio.

Giunta alla sua diciassettesima edizione con l’obiettivo di valorizzare il territorio della cittadina dal punto di vista vitivinicolo, turistico ed imprenditoriale, la manifestazione non poteva non coinvolgere anche i giovani, che dell’imprenditoria siciliana devono essere il motore propulsivo, linfa nuova per spingere in avanti le eccellenze dei prodotti di questa terra.

Ed è con quest’intento che nella rassegna di Inycon ha voluto fare la sua parte il Rotaract Club Menfi Belice Carboj, gruppo di giovani che ha ben pensato di contribuire con un convegno di apertura alle tre giornate, proprio sui vini e sull’importanza che oggi riveste il far pubblicità attraverso modalità nuove e innovative di comunicazione.

Ecco il tema del convegno Sicily World Wine: “Pubblicizzazione del prodotto vino in Italia, all'Estero e sul DOC Sicilia”.

Tutto questo venerdì 22 giugno alle ore 18:00 presso i locali della Biblioteca Comunale a Menfi (Ag).

domenica 17 giugno 2012

Politica Siciliana Gattopardiana: "Cambiare tutto per non cambiare niente"

La celebre frase gattopardiana "Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente" sintetizza al meglio quello che accadrà nella Regione Sicilia: addio alla riduzione del numero dei parlamentari regionali, arrivederci, a chissà quando, all'abolizione delle province regionali in Sicilia e un augurio di "buona pensione" ai trenta neo-deputati regionali che ad ottobre matureranno in pieno il diritto di percepirla.

Le annunciate dimissioni del governatore, Raffaele Lombardo, che lascerà la guida dell'Isola, fra il 28 ed il 29 luglio prossimi, renderanno vane i voti dell'Assemblea regionale sulla abolizione delle province e sulla riduzione del numero dei parlamentari.

Inutile, infatti, diventerà anche il voto espresso dal senato che, in prima lettura, ha già approvato il ddl di riforma costituzionale dello Statuto siciliano che prevede la riduzine da 90 a 70 dei parlamentari siciliani. Alla Camera dei deputati il disegno di legge non è stato ancora neppure calendarizzato e ciò renderà inutile un eventuale voto nelle prossime settimane.
 La procedura "aggravata" indicata dall'art. 138 della Costituzione prescrive, infatti, che la revisione delle leggi "costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi". Per scongiurare poi il possibile referendum confermativo, l'approvazione in seconda lettura dovrebbe avvenire con una maggioranza di due terzi.

Le dimissioni del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, provocheranno l'interruzione della quindicesima legislatura dell'Ars (e quindi dell'iter di modifica dello Statuto) che si era aperta il 22 maggio del 2008. Il governatore, favorevole alla soppressione, non ha mai fatto mistero, invece, della sua contrarietà alla modifica dello Statuto per ridurre i parlamentari. Al voto la Sicilia andrà ad ottobre, periodo in cui maturerà il diritto alla pensione per i trenta deputati regionali eletti nella legislatura in scadenza, perchè saranno trascorsi 4 anni, 6 mesi e un giorno.

Comunque vadano le elezioni, per quei trenta sarà un successo. La Sicilia, invece, si  troverà a ricominciare da capo anche sulla riduzione delle province perchè sarà quasi impossibile procedere, entro il 31 dicembre, all'annunciato riassetto complessivo delle funzioni amministrative.

sabato 16 giugno 2012

Menfi, i primati tra mare e vino

Angelo Napoli
Bisogna risalire ancora la costa, attraversare la Valle dei Templi, che sono ogni volta una suggestione ed un'emozione che si ripete, quindi la lunga e un po' stretta strada piena di traffico del fine settimana ti porta nel mare più decorato d'Italia.
Quello di Menfi. Perché la raccolta di Bandiere blu che ha fatto questo angolo di Sicilia non ha paragoni: è l'unica località in Italia ad averla per 16 volte.

E Menfi ha costruito il suo lancio turistico nazionale ed internazionale proprio su queste bandiere. E sul vino, sulle cantine Settesoli.

Perché qua siamo nel regno del vino, quattromila soci per un brand famoso nel mondo, 300 milioni di fatturato. Non per niente la chiamano la Fiat del vino, magari pure assai più produttiva in Sicilia di quella Fiat ridotta ad uno stabilimento vuoto. Ma quel che preme scoprire è com'è che il mare di Menfi ha cambiato la storia di questo luogo.

Angelo Napoli è il presidente dell'Associazione per la gestione e fruizione della Foce del Belice ed ha le idee chiare sul tema. «Potere far leva su questi riconoscimenti ha fatto di Menfi un centro turistico di qualità. Qua continuano ad arrivare viaggiatori che cercano tutto ciò che sta intorno al mare pulito».

E' il turismo che riconosce il valore di un ambiente rispettato ed incontaminato. «Le nostre stime ci dicono che nell'ultimo periodo le presenze sono triplicate, - conferma Napoli - ma straordinarie sono anche le ricadute economiche sul territorio. Perché questa zona è diventata un po' come la Toscana, nel senso che molta gente viene qua a cercare casolari, rustici, vecchie masserie da acquistare, ristrutturare e sistemare per venirci a trascorrere anche parecchi mesi all'anno. C'è un tam tam, ma ci sono anche mezzi di promozione e di conoscenza diretta, anche nella Rete, che hanno portato in giro per l'Italia e per il mondo questa realtà che è produttiva dal punto di vista economico grazie all'industria del vino, ma che ha dimostrato di sapere trasformare in straordinario appeal anche le sue bellezze naturali ben conservate e valorizzate».

giovedì 14 giugno 2012

Tribunale di Sciacca: le dichiarazioni degli Avvocati

La notizia della possibilità, oggi assai concreta, del "salvataggio" del Tribunale di Sciacca è stata accolta con entusiasmo e quasi come la fine di un incubo. Se da un lato appare più che positivo l'esito del rapporto della Commissione presieduta dal capo dipartimento del ministero della Giustizia, Luigi Birritteri, dall'altro bisogna attendere che lo stesso sia recepito dal ministro Cancellieri.

Resta in sospeso la questione degli Uffici della Procura, del Gip e del Gup che, secondo il rapporto, dovrebbero fare riferimento ad Agrigento.

«È già un primo risultato - dichiara l'avvocato Filippo Marciante, componente del Direttivo nazionale dell'Uoa -, ma è chiaro che l'obiettivo finale rimane quello di mantenere integra la struttura giudiziaria saccense. Dobbiamo far emergere i parametri previsti nella legge delega, quei tre parametri che calzano in modo ideale con le caratteristiche del nostro territorio».

Moderatamente ottimista l'avvocato Serafino Mazzotta, componente il direttivo nazionale degli Ordini Forensi Minori: «Tirerò un sospiro di sollievo solo quando vedrò scritto sul decreto il Tribunale di Sciacca tra i cinque che si salvano dalla soppressione. Per adesso, anche se le notizie sono migliori delle precedenti, dobbiamo rimanere nel massino livello di allerta. Sono stati riconosciuti quei parametri relativi alle carenze infrastrutturali del territorio e alla presenza della criminalità organizzata, ma rimane da comprendere il significato del trasferimento ad Agrigento del Gip e del Gup».

Anche l'avvocato Giovanni Vaccaro, membro del Consiglio Nazionale Forense, esprime parole positive: «Non vi è dubbio che si tratta di un grosso passo avanti, ma adesso bisogna evidenziare al Ministro che sarebbe deleterio allontanare gli uffici della Procura dal territorio».