domenica 22 giugno 2008

Risultati elettorali MENFI LIBERA E DEMOCRATICA

MENFI LIBERA E DEMOCRATICA
Voti: 862 Percentuale: 10.167 %
Candidato Sindaco
BOTTA MICHELE

MISTRETTA ANTONINO
125
CORSENTINO ANTONINO
107
LANZARONE CALOGERO DETTO LILLO
91
GIARRAPUTO CALOGERO
78
GRAFFEO LUCIANO
77
BASSI LUIGINO DETTO GINO
68
GATTO RAIMONDO DETTO FRANCO
64
BUSCEMI GIUSEPPE MARIA
61
GIOVINCO ANTONINO
33
GAGLIANO BORSELLINO PIETRO
25
CIPOLLA BIAGIO
18
ERRANTE GIUSEPPE
18
ALESI GIUSEPPE
17
LANZARONE GIUSEPPE
16
FIRENZE SILVIA
15
SCEVOLA ANNA
14
MAUCERI GIUSEPPE
10
RUMORE PAOLO
7
MIRABILE ELISABETTA
5
ORSINI VINCENZO
3

venerdì 2 maggio 2008

Il vaffa lo becca Grillo!!!!!

La scoperta del reddito multimilionario del Beppe nazionale ha fatto infuriare più di un grillino. Ma lui non si scompone e rilancia le accuse: I giornalisti servi del potere mi attaccano!!!!!.
Chi di vaffa ferisce, di vaffa perisce. La pubblicazione online dei redditi degli italiani è un tornado che ha risucchiato un pò tutti ma in mezzo c'è finito soprattutto Beppe Grilo. I suoi 4milioni 272mila 591 euro dichiarati al fisco hanno suscitato qualche malumore tra i suoi fan. Per non parlare di come l'ha presa il comico genovese, che ha parlato di un favore fatto a ndrangheta, mafia, camorra e sacra corona unita. «Padoa Schioppa e Visco - scrive sul suo blog -, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere.

Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate.I grillini però non hanno gradito e si sono rivoltati. Perché se il blog è un mezzo per comunicare liberamente, non ci si deve aspettare solo complimenti. «Grillo, questa è una cazzata - ha scritto nel blog del comico Davide R.-. Tanto la mafia già sa tutto senza bisogno di elenchi pubblici. NOI possiamo sapere qualche cosa di più. Forse ti dà fastidio che ora si sappia che hai dichiarato quattro milioni di euro?». Stesso tono anche per Meri C. : «Grillo, ma che ca... dici? Era il più grande atto di democrazia mai visto in Italia. Credi che per individuare le loro vittime i rapitori vadano a consultare il sito dell'Agenzia? Se arrivate a questo punto siete proprio una fogna a ciel sereno». Qualcuno lamenta di essere stato censurato: «Ho scritto solo che Grillo è diventato una macchina per fare soldi alla faccia dei suoi sostenitori. Che c'è dicevo di male? È soltanto la verità». Qualcun altro è più arrabbiato: «Resta il fatto che il padrone guadagna oltre 4 milioni di euro all'anno e i grillini (suoi schiavi) pagano pure i V-Day!». Nedestranesinistra rincara: Ci vuole un minimo di coerenza. Se il problema principale dell'Italia è l'evasione fiscale, non ci si può tirare indietro davanti a queste politiche, per quanto invasive e sgradevoli. I conti dell'Italia non si sistemano facendo soltanto proteste vuote (e per fortuna che ci sono)in piazza!». Gianneddu Giannella va a rivangare quando Beppe Grillo chiedeva i soldi ai suoi fan lamentando miseria: «IO RIMANDEREI TUTTI VOI AL POST DI GRILLO DEL 21/2/08 TITOLO: Si può dare di più: "Io non ho mai chiesto niente a nessuno. Però ho sei figli, tutti a carico, e un V day alle spalle. Da quando si è saputo che a Bologna ci ho rimesso 80.000 euro ho perso il rispetto dei miei concittadini. Che figura ci faccio in giro? Sono la vergogna di Genova. Nessuno mi fa più un prestito e quando mia moglie mi manda a comprare il latte devo pagare in contanti! Se la libertà non ha prezzo, un V day comunque mi costa un casino. I miei parenti mi vogliono internare, non mi riconoscono più. Mettetevi una mano sul portafoglio e comprate il dvd del V day per finanziare il prossimo V Day del 25 aprile sulla libera informazione, la più importante. Chi vuole può riceverlo gratis (gratis, una parola che mi fa rabbrividire), ma dovrà fare i conti con la sua coscienza e con mio fratello. Che diventa matto! Beppe Grillo"».La risposta di Grillo? Tutta colpa dei giornalisti ovviamente (che però, caro Beppe, guadagnano una miseria, credici sulla parola. Quelli che incassano bene sono solo una manciata e i loro nomi e volti sono ben noti. Per tutti gli altri i tariffari sono online sul sito dell'Ordine che tu tanto critichi, pubblici da anni. Magari dagli un'occhiata...): «Oggi è il primo maggio e sono contento. Felice di essere attaccato dai giornali di regime. Dalle testate e dalle televisioni della Confindustria e di Testa d'Asfalto che per diffamarmi usano i loro servi. Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di tasse. [...] Libera informazione in libero Stato. V day every day». Ma come, l'altro giorno furioso e oggi strafelice? (Libero News)

martedì 22 aprile 2008

Travaglio e Gomez indicano l'elenco dei politici condannati!

Travaglio e Gomez indicano l'elenco dei condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio che verranno eletti in Parlamento (clicca qui per scaricare il file "Se li conosci li eviti")
Anzi, che sono già stati eletti dai segretari di partito.
Sono in tutto 100, con delle new entry meravigliose.
Personale di prim'ordine.
In altri Paesi, Finlandia o Stati Uniti ad esempio, sarebbe sufficiente proporre uno solo dei condannati presenti nella lista per perdere le elezioni.
Da noi è tutto il contrario.
Il condannato serve a vincerle le elezioni.
Porta i voti delle mafie, delle lobbies, degli evasori.
O, più semplicemente, la candidatura è il prezzo del silenzio.
L'Italia è la terra di Machiavelli.
Se il fine giustifica i mezzi, il condannato giustifica i voti.
I condannati con sentenza definitiva e i prescritti ricevono il premio per la loro buona condotta.
I condannati in primo o in secondo grado ottengono l'immunità parlamentare.Il Parlamento è una zona franca.
Nel senso che chi ci entra la fa franca.
Un luogo dove la legge non può arrivare.
L'Italia dei Valori è l'unica senza fedine sporche. Antonio Di Pietro è come la kriptonite per Testa d'Asfalto.
Presto queste 100 persone potranno sedersi in Parlamento.

venerdì 18 aprile 2008

Essere uomini può costare caro

Condannato per sguardi insistenti
Paolo Salvatore, trentenne di Lecco, dopo tre lunghi anni di processo, è stato condannato alla pena di dieci giorni di detenzione e al pagamento di una multa di quaranta euro. Quale è stata la condotta antigiuridica tenuta da quest’ultimo??!!??... aver guardato con troppa insistenza una bella donna che si trovava nello stesso scompartimento del treno.
A denunciare l’accaduto una signora 55enne che ha raccontato che il giorno prima, nello scompartimento del treno regionale Sondrio-Milano, il trentenne si era seduto vicino a lei un pò troppo vicino, dopo averle fatto spostare il cappotto. Mentre il giorno dopo, durante lo stesso tragitto, l’aveva guardata a lungo, sguardi ritenuti dalla diretta interessata, così insistenti e impertinenti da costituire una molestia.
Nonostante, l’uomo abbia tenuto una condotta impeccabile, tra i due infatti non ci sarebbe stato alcuno scambio di parole, né di complimenti né tentativi di corteggiamento, la donna ha ritenuto inopportuno e seccante il comportamento dell’uomo, tanto da decidere di rivolgersi alla polizia ferroviaria una volta scesa dal treno.
Dopo avere presentato regolare denuncia, alcuni agenti decidevano di seguire il giovane durante il viaggio verso Milano, non riscontrando nulla di strano nel suo modo di agire.
Nel corso del processo, l’imputato si è difeso sostenendo di non aver potuto fare a meno di guardarla, per la posizione in cui si trovava e per il posto occupato, ma il Giudice ha deciso ugualmente di condannarlo alla pena di dieci giorni di detenzione e al pagamento di una multa di quaranta euro, sanzione indultata.
Da domani, le centinaia di persone che ogni giorno viaggiano nei vagoni ferroviari cercheranno di non incrociare gli sguardi altrui concentrando i loro nella lettura del giornale o nell’ammirare le bellezze……paesaggistiche.

lunedì 31 marzo 2008

Compagni ....di bicchiere!!!!

La prudenza non è mai troppa!!!

La quarta sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza numero 12361 del 2008, ha accolto il ricorso di un uomo emiliano condannato, in precedenza, per omicidio colposo e lesioni gravi a seguito di un incidente.
Infatti, il conducente-ricorrente ubriaco procedeva con la sua auto, in piena notte, in un incrocio urbano alla folle velocità di 90 km orari entrando, pertanto, in collisione con un motorino sul quale si trovano due minorenni.
A causa dell’urto uno dei due minori moriva mentre l’altro subiva lesioni gravi.
I giudici di primo e secondo grado avevano (giustamente) attribuito la colpa dell’incidente esclusivamente al conduttore ubriaco.
Oggi, la Cassazione ha stravolto tale orientamento ritenendo che anche il “ciclomotorista doveva mettere in conto, nei limiti della normale prevedibilità, l’altrui condotta imprudente o negligente, e persino, imperita”.
E questo per mettersi in grado di porvi riparo evitando danni a se stesso e agli altri, tra i quali non vi è motivo di non ricomprendere anche il soggetto cui sia riferibile la condotta imprudente, negligente, imperita. Questa condotta va assunta particolarmente nelle aree di intersezione tra confluenti strade, essendo il punto ove più si addensano occasioni di conflitto tra utenti della strada.
La drammatica vicenda dovrà, ora, essere riesaminata dalla Corte di Appello di Bologna.

sabato 8 marzo 2008

Speriamo che la nostra amata Sicilia non abbia mai di questi problemi


Condannato il Comune di Napoli alla restituzione della tassa sullo smaltimento dei rifiuti!!



La tassa è una prestazione pecuniaria coattiva dovuta allo Stato o ad altri enti pubblici dai soli cittadini italiani e non che usufruiscono dei vari servizi a loro offerti. Una straordinaria sentenza che fa tremare le gambe alla massima autorità politica del Comune di Napoli e a tutta la sua amministrazione è stata emessa da un Giudice di Pace della 10° sezione civile del Tribunale. Il Comune partenopeo infatti, è stato condannato dal Giudice di Pace, Dottor Bressi, a rimborsare la tarsu ad un cittadino napoletano costretto per anni a vivere tra i rifiuti ed a pagare comunque la tassa. Il magistrato controllati i versamenti e valutate le gravi inadempienze dell’Ente ha ritenuto illegittima e negligente la condotta dell’amministrazione comunale, decidendo, pertanto, di condannare il sindaco Rosa Russo Iervolino a pagare la somma di 500,00 euro a titolo di rimborso e ripetizione della tassa sui rifiuti pagata inutilmente dal cittadino senza ricevere alcun servizio e 650 euro per spese legali. Questa sentenza rischia di affondare i già disastrati bilanci degli enti locali, oggi, infatti, nella sola Campania sono circa centomila i ricorsi contro i comuni inadempienti agli obblighi di raccolta e smaltimento rifiuti, sia per rimborso tarsu, che per risarcimento dei danni provocati dall’emergenza rifiuti. Le richieste di danni, presentate da singoli cittadini e da imprese, si riferiscono non solo a problemi di salute derivanti dall’emergenza ambientale, ma riguardano anche i mancati introiti per attività commerciali e turistiche, ed in molti casi i rimborsi per tasse pagate e le spese sostenute da interventi di bonifica.

giovedì 6 marzo 2008

Ultime novità in tema di multe

Non valide le multe elevate da vigili in borghese

Non sono valide le multe fatte da vigili in borghese o che fanno le contravvenzioni anche quando non sono in orario di servizio. La seconda sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza numero 5771, ha confermato l’annullamento, disposto dal Giudice di pace di Reggio Emilia, di una contravvenzione ricevuta da una donna per divieto di sosta da un vigile nel suo giorno libero. Il giudice, infatti, aveva ritenuto illegittima la multa rilevando che, in base al Codice della strada, gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale devono essere visibili a distanza mediante l’uso di appositi capi di vestiario o di uniforme, mentre nel caso di specie, la contravvenzione era stata accertata da un agente in abiti civili, fuori dal servizio di vigilanza e che si trovava a bordo della propria autovettura.
Contro tale decisione aveva presentato ricorso in Cassazione il Comune di Reggio Emilia, il quale sosteneva invece che gli agenti di polizia municipale sono sempre in servizio senza limiti di tempo quando svolgono altre funzioni indipendentemente dal fatto che indossino o meno l’uniforme. Di conseguenza, al momento dell’accertamento dell’infrazione in questione l’agente era legittimato alla redazione del verbale opposto in quanto rivestiva la qualifica di agente di polizia stradale e non aveva l’obbligo di indossare la divisa. Di diverso avviso la Suprema Corte che ha confermato il verdetto del Giudice di pace, osservando che il vigile al momento dell’infrazione contestata non rivestiva la qualifica di agente della Pg, come invece sostenuto dal Comune.
A seguito di suddetta sentenza, il Codacons, l’Associazione dei consumatori, ritiene che gli agenti non potrebbero fare imboscate, nascondersi dietro gli alberi o piazzare gli autovelox e poi andarsene a prendere un caffè. Dovrebbero, invece, essere visibili accanto all’autovelox ed in divisa. Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione riguardava un agente non in servizio, ma il Codacons sostiene che questo concetto si possa applicare anche ai vigili in borghese, nascosti dietro agli alberi o addirittura assenti. Pertanto, l’Associazione invita i consumatori multati da vigili fantasma a presentare ricorso al Giudice di pace competente.

lunedì 3 marzo 2008

La piaga del lavoro nero

Le nuove iniziative per contrastare il lavoro nero!!!!

Il tema delle politiche del lavoro e della formazione ha assunto nell’Esecutivo Regionale una nuova rilevanza strategica, in linea con le istanze comunitarie in materia del mercato del lavoro. L’obiettivo è quello di migliorare strutture, offerta dei servizi e sistemi territoriali della formazione professionale, del lavoro e del terzo settore, mediante la realizzazione di nuovi dispositivi di intervento flessibili, integrati con misure di politica attiva dell’occupazione ed orientati a processi di sviluppo del territorio e delle risorse umane. In tale contesto la Regione Siciliana ha attuato una serie di servizi ed ha puntato sull’apprendimento permanente, assicurando nel contempo l’incentivazione a favore delle fasce deboli e la stabilità sociale, con l’applicazione di misure per la trasparenza e la legalità. Tra i provvedimenti di politica attiva figura l’apertura dei cantieri-servizi, a cui sono stati destinati 9 milioni di euro di risorse e la realizzazione di una serie di piccole e medie infrastrutture, mentre i cantieri già istituiti anni fa sono stati tramutati in veri e propri progetti formativi. Si è realizzato così un meccanismo che favorisce l’occupazione flessibile, con la certezza della realizzazione di opere pubbliche, ma nel rispetto delle risorse di bilancio di volta in volta disponibili. L’Assessorato inoltre ha incentivato lo snellimento delle procedure burocratiche per il pagamento dei contributi del settore artigiano e delle piccole e medie imprese che hanno assunto apprendisti, attraverso la revisione a campione dei rendiconti del Fondo Sociale Europeo. Le imprese interessate pertanto potranno presentare un’autodichiarazione, confortata dal parere di congruità di un professionista. Così come avviene già da tempo in Europa, esiste oggi un adeguato sistema di controlli sulle spese dichiarate, al fine di assicurarne la conformità rispetto alle norme comunitarie, nazionali e regionali, nonché per verificare la correttezza delle certificazioni e dei sistemi di contabilità adottati. A tal fine, l’Agenzia per l’Impiego rimette agli Ispettori Provinciali del Lavoro l’elenco delle imprese da sottoporre a verifiche a campione. Un cambio di rotta questo, attraverso cui, tramite il nuovo sistema di revisione, si potrà superare lo scarto ancora esistente tra la Sicilia ed il resto d’Italia e d’Europa. L’impegno della Regione, verso una politica che guarda costantemente alle esigenze del mercato del lavoro, consente di assecondare le esigenze di importanti settori produttivi come l’artigianato e la piccola e media imprese. L’apprendistato delle piccole e medie imprese rappresenta infatti un momento tipico di queste dinamiche, nonché una svolta sotto il profilo dell’azione amministrativa, l’attenzione dell’Assessorato è alta anche per ciò che riguarda le fasce più deboli e a rischio di emarginazione. Pertanto è stato siglato a Parigi un protocollo che punta all’inclusione dei queste categorie, mediante un accordo trilaterale sulla conciliazione lavoro/famiglia. In quest’alveo si è stipulata una convenzione tra Sicilia, Governo centrale italiano e Francia, finalizzata a scambi e cooperazione in materia di voucher di servizio. I “voucher” sono dei buoni spendibili per l’acquisizione di servizi di cura e assistenza alla persona, che in Sicilia avranno come beneficiari diretti donne e soggetti a rischio di esclusione sociale, gravati da carichi di cura, partecipanti ad azioni di formazione iniziale o permanente, di work experience, di inserimento al lavoro e creazione di attività finanziate nell’ambito della programmazione regionale, nazionale e comunitaria, residenti nei 15 distretti socio-sanitari in cui è prevista questa sperimentazione. Proprio nel 2008, infatti, dopo la complessa fase preparatoria , sarà disponibile il “voucher di conciliazione ALFA”. Si tratta di uno strumento già in via di sperimentazione in alcune regioni italiane ed attivo in molti paesi dell’Unione Europea, laddove, grazie all’introduzione del prezioso dispositivo di inclusione sociale, si è registrato un sostanziale incremento dell’occupazione regolare. Il progetto sperimentale è stato attivato nella nostra Regione da “Italia Lavoro Sicilia” e finanziato dal “Dipartimento Regionale Formazione professionale” attraverso il Fondo Sociale Europeo. Un quadro talmente interessante che Italia Lavoro Nazionale, a partire dall’esperienza pilota siciliana, è disposta a sostenerlo nel resto dello Stivale. Il voucher si attesta non solo come strumento di crescita dell’occupazione femminile, ma costituisce altresì un forte elemento di contrasto al lavoro nero nel settore dei servizi alla persona. L’Assessorato si è distinto anche nella lotta al precariato, dando ai lavoratori della pubblica amministrazione risposte concrete da oltre diciassette anni. Anche sul fronte della lotta al lavoro sommerso è stata condotta una forte azione di contrasto, sfociata nella “carta servizi”: una sorta di prontuario per debellare il lavoro nero. L’Esecutivo regionale infatti è intransigente sul versante della tutela dei diritti dei lavoratori e del rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza, per scongiurare gli infortuni o peggio ancora, le “morti bianche”.

martedì 12 febbraio 2008

La mia famiglia


Una foto memorabile....tutta la famiglia al completo manca solo Fabio

domenica 3 febbraio 2008

La solita Italia

Fatta la legge trovato l’inganno!!!!
L’articolo 3 della nostra carta costituzionale dispone che ”tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua o di religione”. La legge è uguale per tutti è una frase che entra nelle nostre teste sin da quando, appena piccoli, cominciamo a prendere coscienza dello stato sociale. Il nostro ordinamento prevede che il potere legislativo sia esercitato dal Parlamento e che la promulgazione delle leggi spetti al Presidente della Repubblica, che attesta l’approvazione del medesimo testo di legge da parte d’entrambe le Camere. La legge è uguale per tutti non perché non fa differenze ma perché non lascia alcun dubbio sulla propria interpretazione. La principale funzione della legge è quella di regolare il comportamento su uno specifico argomento che interessi la comunità. Purtroppo da un pò di anni non è più così: la società è disorientata e frustata da notevoli problemi. Il caos regna sovrano: infatti, non si riconosce più quali siano i diritti e quali siano i doveri che le leggi appropriate dovrebbero ben limitare. E questo perché? Le leggi sono troppe? Sono poco chiare? Sono ingiuste?....forse. Quello che vi posso assicurare è che una cosa di vitale importanza per la società è che ci siano leggi uguali per tutti perché da esse scaturiscono diritti per alcuni e doveri per altri. C’è un detto che cita: ”fatta la legge trovato l’inganno”. Infatti, una volta erano i cittadini, chiamati furbetti, che fra le maglie di quanto dettato dalle leggi trovavano il modo di travisarne il contenuto per aggirarle. Oggi non è più così perché all’ordinamento legislativo si è aggiunto un nuovo elemento, il “decreto d’attuazione”, strumento nato per dare puntuale attuazione alla legge. Spesso capita che la legge approvata non viene applicata proprio perché manca il decreto attuativo e così i diritti dei cittadini vengono meno e i doveri che ne scaturiscono non vengono rispettati. Conseguentemente, regna un caos legislativo già nelle more dell’emanazione. Questo è quello che accade in tutti i settori della società. Le leggi che sono state approvate nel 2005 sono state applicate dopo due anni. La cosa più sconvolgente è che enti, anche ministeriali, hanno la pretesa di regolare il settore cui sono interessati con proprie circolari sconvolgendo il contenuto delle leggi in materia. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con una propria circolare ha stabilito che la notifica di una multa è valida anche se arriva dopo 150 giorni dall’accertamento dell’infrazione purchè la Pubblica Amministrazione abbia spedito il plico entro quei 150 giorni. Prima del 20 agosto, giorno di emanazione della suddetta circolare, se una multa veniva notificata a casa dopo 150 giorni, l’infrazione non era valida, a meno che nel frattempo il trasgressore non avesse cambiato residenza senza darne comunicazione al proprio Comune. Da adesso in poi chi riceve una notifica non deve guardare più la data dell’infrazione ma la data di affidamento del verbale di accertamento alle Poste; se i 150 giorni non sono stati rispettati il cittadino può fare ricorso e la multa verrà annullata. Come potete chiaramente capire il Dipartimento si è dato un potere legislativo che non gli spetta.
Anche nel settore finanziario accade la stessa identica cosa. Difatti, capita che i Dipartimenti del Ministero del Tesoro abbiano i loro metodi e la loro modulistica per applicare la legge; che l’Inpdap e l’Inps abbiano i lori metodi e la loro modulistica. Ma di cosa stiamo parlando? …Del DPR 180 del 1950 e successive modifiche. Lascio immaginare a voi cosa sia successo nei quasi 60 anni di applicazione di questa legge: di tutto e di più!! Anche perché, essendo l’unica legge di diritto al credito, è stata sempre ostacolata nella sua applicazione. In tempi recenti con la legge numero 80 del 14 maggio del 2005 ne è stata estesa l’efficacia sia ai pensionati che ai dipendenti delle aziende private. La modifica di legge ha previsto che i pensionati di tutte le categorie vengano anch’essi inseriti tra gli aventi diritto a questo tipo di credito per cui anche a loro è applicabile il DPR 180 del 1950. L’Inps con un proprio decreto ha posto dei paletti escludendo una moltitudine di categorie: ha utilizzato un sistema che stabilisce degli oneri a carico dei pensionati quali, ad esempio, quelli di recarsi presso le loro sedi facendo file interminabili; ha usato una modulistica propria ed ha applicato la legge a modo suo inserendo delle procedure per la riduzione della quota ceduta non rispettando gli articoli di legge che danno precise indicazioni in merito. Inoltre, ha anche fatto sì che i pensionati subiscano una doppia trattenuta sulla pensione per il recupero delle rate scadute che, a causa della lentezza dell’Ente, sta provocando notevoli disagi: pensate che su 700 euro di pensione trattengono al cliente 280 euro costringendolo a vivere con sole 420 euro.
Alla luce di quanto sopra detto, speriamo che un bel giorno qualche Governo sia esso di centro-destra o di centro-sinistra si accorga di quello che succede e ponga in essere delle norme che diano un freno a questo malgoverno che non dà certezze ma crea scompiglio, confusione e disagio nella società.