venerdì 2 maggio 2008

Il vaffa lo becca Grillo!!!!!

La scoperta del reddito multimilionario del Beppe nazionale ha fatto infuriare più di un grillino. Ma lui non si scompone e rilancia le accuse: I giornalisti servi del potere mi attaccano!!!!!.
Chi di vaffa ferisce, di vaffa perisce. La pubblicazione online dei redditi degli italiani è un tornado che ha risucchiato un pò tutti ma in mezzo c'è finito soprattutto Beppe Grilo. I suoi 4milioni 272mila 591 euro dichiarati al fisco hanno suscitato qualche malumore tra i suoi fan. Per non parlare di come l'ha presa il comico genovese, che ha parlato di un favore fatto a ndrangheta, mafia, camorra e sacra corona unita. «Padoa Schioppa e Visco - scrive sul suo blog -, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere.

Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate.I grillini però non hanno gradito e si sono rivoltati. Perché se il blog è un mezzo per comunicare liberamente, non ci si deve aspettare solo complimenti. «Grillo, questa è una cazzata - ha scritto nel blog del comico Davide R.-. Tanto la mafia già sa tutto senza bisogno di elenchi pubblici. NOI possiamo sapere qualche cosa di più. Forse ti dà fastidio che ora si sappia che hai dichiarato quattro milioni di euro?». Stesso tono anche per Meri C. : «Grillo, ma che ca... dici? Era il più grande atto di democrazia mai visto in Italia. Credi che per individuare le loro vittime i rapitori vadano a consultare il sito dell'Agenzia? Se arrivate a questo punto siete proprio una fogna a ciel sereno». Qualcuno lamenta di essere stato censurato: «Ho scritto solo che Grillo è diventato una macchina per fare soldi alla faccia dei suoi sostenitori. Che c'è dicevo di male? È soltanto la verità». Qualcun altro è più arrabbiato: «Resta il fatto che il padrone guadagna oltre 4 milioni di euro all'anno e i grillini (suoi schiavi) pagano pure i V-Day!». Nedestranesinistra rincara: Ci vuole un minimo di coerenza. Se il problema principale dell'Italia è l'evasione fiscale, non ci si può tirare indietro davanti a queste politiche, per quanto invasive e sgradevoli. I conti dell'Italia non si sistemano facendo soltanto proteste vuote (e per fortuna che ci sono)in piazza!». Gianneddu Giannella va a rivangare quando Beppe Grillo chiedeva i soldi ai suoi fan lamentando miseria: «IO RIMANDEREI TUTTI VOI AL POST DI GRILLO DEL 21/2/08 TITOLO: Si può dare di più: "Io non ho mai chiesto niente a nessuno. Però ho sei figli, tutti a carico, e un V day alle spalle. Da quando si è saputo che a Bologna ci ho rimesso 80.000 euro ho perso il rispetto dei miei concittadini. Che figura ci faccio in giro? Sono la vergogna di Genova. Nessuno mi fa più un prestito e quando mia moglie mi manda a comprare il latte devo pagare in contanti! Se la libertà non ha prezzo, un V day comunque mi costa un casino. I miei parenti mi vogliono internare, non mi riconoscono più. Mettetevi una mano sul portafoglio e comprate il dvd del V day per finanziare il prossimo V Day del 25 aprile sulla libera informazione, la più importante. Chi vuole può riceverlo gratis (gratis, una parola che mi fa rabbrividire), ma dovrà fare i conti con la sua coscienza e con mio fratello. Che diventa matto! Beppe Grillo"».La risposta di Grillo? Tutta colpa dei giornalisti ovviamente (che però, caro Beppe, guadagnano una miseria, credici sulla parola. Quelli che incassano bene sono solo una manciata e i loro nomi e volti sono ben noti. Per tutti gli altri i tariffari sono online sul sito dell'Ordine che tu tanto critichi, pubblici da anni. Magari dagli un'occhiata...): «Oggi è il primo maggio e sono contento. Felice di essere attaccato dai giornali di regime. Dalle testate e dalle televisioni della Confindustria e di Testa d'Asfalto che per diffamarmi usano i loro servi. Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di tasse. [...] Libera informazione in libero Stato. V day every day». Ma come, l'altro giorno furioso e oggi strafelice? (Libero News)

martedì 22 aprile 2008

Travaglio e Gomez indicano l'elenco dei politici condannati!

Travaglio e Gomez indicano l'elenco dei condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio che verranno eletti in Parlamento (clicca qui per scaricare il file "Se li conosci li eviti")
Anzi, che sono già stati eletti dai segretari di partito.
Sono in tutto 100, con delle new entry meravigliose.
Personale di prim'ordine.
In altri Paesi, Finlandia o Stati Uniti ad esempio, sarebbe sufficiente proporre uno solo dei condannati presenti nella lista per perdere le elezioni.
Da noi è tutto il contrario.
Il condannato serve a vincerle le elezioni.
Porta i voti delle mafie, delle lobbies, degli evasori.
O, più semplicemente, la candidatura è il prezzo del silenzio.
L'Italia è la terra di Machiavelli.
Se il fine giustifica i mezzi, il condannato giustifica i voti.
I condannati con sentenza definitiva e i prescritti ricevono il premio per la loro buona condotta.
I condannati in primo o in secondo grado ottengono l'immunità parlamentare.Il Parlamento è una zona franca.
Nel senso che chi ci entra la fa franca.
Un luogo dove la legge non può arrivare.
L'Italia dei Valori è l'unica senza fedine sporche. Antonio Di Pietro è come la kriptonite per Testa d'Asfalto.
Presto queste 100 persone potranno sedersi in Parlamento.

venerdì 18 aprile 2008

Essere uomini può costare caro

Condannato per sguardi insistenti
Paolo Salvatore, trentenne di Lecco, dopo tre lunghi anni di processo, è stato condannato alla pena di dieci giorni di detenzione e al pagamento di una multa di quaranta euro. Quale è stata la condotta antigiuridica tenuta da quest’ultimo??!!??... aver guardato con troppa insistenza una bella donna che si trovava nello stesso scompartimento del treno.
A denunciare l’accaduto una signora 55enne che ha raccontato che il giorno prima, nello scompartimento del treno regionale Sondrio-Milano, il trentenne si era seduto vicino a lei un pò troppo vicino, dopo averle fatto spostare il cappotto. Mentre il giorno dopo, durante lo stesso tragitto, l’aveva guardata a lungo, sguardi ritenuti dalla diretta interessata, così insistenti e impertinenti da costituire una molestia.
Nonostante, l’uomo abbia tenuto una condotta impeccabile, tra i due infatti non ci sarebbe stato alcuno scambio di parole, né di complimenti né tentativi di corteggiamento, la donna ha ritenuto inopportuno e seccante il comportamento dell’uomo, tanto da decidere di rivolgersi alla polizia ferroviaria una volta scesa dal treno.
Dopo avere presentato regolare denuncia, alcuni agenti decidevano di seguire il giovane durante il viaggio verso Milano, non riscontrando nulla di strano nel suo modo di agire.
Nel corso del processo, l’imputato si è difeso sostenendo di non aver potuto fare a meno di guardarla, per la posizione in cui si trovava e per il posto occupato, ma il Giudice ha deciso ugualmente di condannarlo alla pena di dieci giorni di detenzione e al pagamento di una multa di quaranta euro, sanzione indultata.
Da domani, le centinaia di persone che ogni giorno viaggiano nei vagoni ferroviari cercheranno di non incrociare gli sguardi altrui concentrando i loro nella lettura del giornale o nell’ammirare le bellezze……paesaggistiche.

lunedì 31 marzo 2008

Compagni ....di bicchiere!!!!

La prudenza non è mai troppa!!!

La quarta sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza numero 12361 del 2008, ha accolto il ricorso di un uomo emiliano condannato, in precedenza, per omicidio colposo e lesioni gravi a seguito di un incidente.
Infatti, il conducente-ricorrente ubriaco procedeva con la sua auto, in piena notte, in un incrocio urbano alla folle velocità di 90 km orari entrando, pertanto, in collisione con un motorino sul quale si trovano due minorenni.
A causa dell’urto uno dei due minori moriva mentre l’altro subiva lesioni gravi.
I giudici di primo e secondo grado avevano (giustamente) attribuito la colpa dell’incidente esclusivamente al conduttore ubriaco.
Oggi, la Cassazione ha stravolto tale orientamento ritenendo che anche il “ciclomotorista doveva mettere in conto, nei limiti della normale prevedibilità, l’altrui condotta imprudente o negligente, e persino, imperita”.
E questo per mettersi in grado di porvi riparo evitando danni a se stesso e agli altri, tra i quali non vi è motivo di non ricomprendere anche il soggetto cui sia riferibile la condotta imprudente, negligente, imperita. Questa condotta va assunta particolarmente nelle aree di intersezione tra confluenti strade, essendo il punto ove più si addensano occasioni di conflitto tra utenti della strada.
La drammatica vicenda dovrà, ora, essere riesaminata dalla Corte di Appello di Bologna.

sabato 8 marzo 2008

Speriamo che la nostra amata Sicilia non abbia mai di questi problemi


Condannato il Comune di Napoli alla restituzione della tassa sullo smaltimento dei rifiuti!!



La tassa è una prestazione pecuniaria coattiva dovuta allo Stato o ad altri enti pubblici dai soli cittadini italiani e non che usufruiscono dei vari servizi a loro offerti. Una straordinaria sentenza che fa tremare le gambe alla massima autorità politica del Comune di Napoli e a tutta la sua amministrazione è stata emessa da un Giudice di Pace della 10° sezione civile del Tribunale. Il Comune partenopeo infatti, è stato condannato dal Giudice di Pace, Dottor Bressi, a rimborsare la tarsu ad un cittadino napoletano costretto per anni a vivere tra i rifiuti ed a pagare comunque la tassa. Il magistrato controllati i versamenti e valutate le gravi inadempienze dell’Ente ha ritenuto illegittima e negligente la condotta dell’amministrazione comunale, decidendo, pertanto, di condannare il sindaco Rosa Russo Iervolino a pagare la somma di 500,00 euro a titolo di rimborso e ripetizione della tassa sui rifiuti pagata inutilmente dal cittadino senza ricevere alcun servizio e 650 euro per spese legali. Questa sentenza rischia di affondare i già disastrati bilanci degli enti locali, oggi, infatti, nella sola Campania sono circa centomila i ricorsi contro i comuni inadempienti agli obblighi di raccolta e smaltimento rifiuti, sia per rimborso tarsu, che per risarcimento dei danni provocati dall’emergenza rifiuti. Le richieste di danni, presentate da singoli cittadini e da imprese, si riferiscono non solo a problemi di salute derivanti dall’emergenza ambientale, ma riguardano anche i mancati introiti per attività commerciali e turistiche, ed in molti casi i rimborsi per tasse pagate e le spese sostenute da interventi di bonifica.

giovedì 6 marzo 2008

Ultime novità in tema di multe

Non valide le multe elevate da vigili in borghese

Non sono valide le multe fatte da vigili in borghese o che fanno le contravvenzioni anche quando non sono in orario di servizio. La seconda sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza numero 5771, ha confermato l’annullamento, disposto dal Giudice di pace di Reggio Emilia, di una contravvenzione ricevuta da una donna per divieto di sosta da un vigile nel suo giorno libero. Il giudice, infatti, aveva ritenuto illegittima la multa rilevando che, in base al Codice della strada, gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale devono essere visibili a distanza mediante l’uso di appositi capi di vestiario o di uniforme, mentre nel caso di specie, la contravvenzione era stata accertata da un agente in abiti civili, fuori dal servizio di vigilanza e che si trovava a bordo della propria autovettura.
Contro tale decisione aveva presentato ricorso in Cassazione il Comune di Reggio Emilia, il quale sosteneva invece che gli agenti di polizia municipale sono sempre in servizio senza limiti di tempo quando svolgono altre funzioni indipendentemente dal fatto che indossino o meno l’uniforme. Di conseguenza, al momento dell’accertamento dell’infrazione in questione l’agente era legittimato alla redazione del verbale opposto in quanto rivestiva la qualifica di agente di polizia stradale e non aveva l’obbligo di indossare la divisa. Di diverso avviso la Suprema Corte che ha confermato il verdetto del Giudice di pace, osservando che il vigile al momento dell’infrazione contestata non rivestiva la qualifica di agente della Pg, come invece sostenuto dal Comune.
A seguito di suddetta sentenza, il Codacons, l’Associazione dei consumatori, ritiene che gli agenti non potrebbero fare imboscate, nascondersi dietro gli alberi o piazzare gli autovelox e poi andarsene a prendere un caffè. Dovrebbero, invece, essere visibili accanto all’autovelox ed in divisa. Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione riguardava un agente non in servizio, ma il Codacons sostiene che questo concetto si possa applicare anche ai vigili in borghese, nascosti dietro agli alberi o addirittura assenti. Pertanto, l’Associazione invita i consumatori multati da vigili fantasma a presentare ricorso al Giudice di pace competente.