lunedì 3 marzo 2008

La piaga del lavoro nero

Le nuove iniziative per contrastare il lavoro nero!!!!

Il tema delle politiche del lavoro e della formazione ha assunto nell’Esecutivo Regionale una nuova rilevanza strategica, in linea con le istanze comunitarie in materia del mercato del lavoro. L’obiettivo è quello di migliorare strutture, offerta dei servizi e sistemi territoriali della formazione professionale, del lavoro e del terzo settore, mediante la realizzazione di nuovi dispositivi di intervento flessibili, integrati con misure di politica attiva dell’occupazione ed orientati a processi di sviluppo del territorio e delle risorse umane. In tale contesto la Regione Siciliana ha attuato una serie di servizi ed ha puntato sull’apprendimento permanente, assicurando nel contempo l’incentivazione a favore delle fasce deboli e la stabilità sociale, con l’applicazione di misure per la trasparenza e la legalità. Tra i provvedimenti di politica attiva figura l’apertura dei cantieri-servizi, a cui sono stati destinati 9 milioni di euro di risorse e la realizzazione di una serie di piccole e medie infrastrutture, mentre i cantieri già istituiti anni fa sono stati tramutati in veri e propri progetti formativi. Si è realizzato così un meccanismo che favorisce l’occupazione flessibile, con la certezza della realizzazione di opere pubbliche, ma nel rispetto delle risorse di bilancio di volta in volta disponibili. L’Assessorato inoltre ha incentivato lo snellimento delle procedure burocratiche per il pagamento dei contributi del settore artigiano e delle piccole e medie imprese che hanno assunto apprendisti, attraverso la revisione a campione dei rendiconti del Fondo Sociale Europeo. Le imprese interessate pertanto potranno presentare un’autodichiarazione, confortata dal parere di congruità di un professionista. Così come avviene già da tempo in Europa, esiste oggi un adeguato sistema di controlli sulle spese dichiarate, al fine di assicurarne la conformità rispetto alle norme comunitarie, nazionali e regionali, nonché per verificare la correttezza delle certificazioni e dei sistemi di contabilità adottati. A tal fine, l’Agenzia per l’Impiego rimette agli Ispettori Provinciali del Lavoro l’elenco delle imprese da sottoporre a verifiche a campione. Un cambio di rotta questo, attraverso cui, tramite il nuovo sistema di revisione, si potrà superare lo scarto ancora esistente tra la Sicilia ed il resto d’Italia e d’Europa. L’impegno della Regione, verso una politica che guarda costantemente alle esigenze del mercato del lavoro, consente di assecondare le esigenze di importanti settori produttivi come l’artigianato e la piccola e media imprese. L’apprendistato delle piccole e medie imprese rappresenta infatti un momento tipico di queste dinamiche, nonché una svolta sotto il profilo dell’azione amministrativa, l’attenzione dell’Assessorato è alta anche per ciò che riguarda le fasce più deboli e a rischio di emarginazione. Pertanto è stato siglato a Parigi un protocollo che punta all’inclusione dei queste categorie, mediante un accordo trilaterale sulla conciliazione lavoro/famiglia. In quest’alveo si è stipulata una convenzione tra Sicilia, Governo centrale italiano e Francia, finalizzata a scambi e cooperazione in materia di voucher di servizio. I “voucher” sono dei buoni spendibili per l’acquisizione di servizi di cura e assistenza alla persona, che in Sicilia avranno come beneficiari diretti donne e soggetti a rischio di esclusione sociale, gravati da carichi di cura, partecipanti ad azioni di formazione iniziale o permanente, di work experience, di inserimento al lavoro e creazione di attività finanziate nell’ambito della programmazione regionale, nazionale e comunitaria, residenti nei 15 distretti socio-sanitari in cui è prevista questa sperimentazione. Proprio nel 2008, infatti, dopo la complessa fase preparatoria , sarà disponibile il “voucher di conciliazione ALFA”. Si tratta di uno strumento già in via di sperimentazione in alcune regioni italiane ed attivo in molti paesi dell’Unione Europea, laddove, grazie all’introduzione del prezioso dispositivo di inclusione sociale, si è registrato un sostanziale incremento dell’occupazione regolare. Il progetto sperimentale è stato attivato nella nostra Regione da “Italia Lavoro Sicilia” e finanziato dal “Dipartimento Regionale Formazione professionale” attraverso il Fondo Sociale Europeo. Un quadro talmente interessante che Italia Lavoro Nazionale, a partire dall’esperienza pilota siciliana, è disposta a sostenerlo nel resto dello Stivale. Il voucher si attesta non solo come strumento di crescita dell’occupazione femminile, ma costituisce altresì un forte elemento di contrasto al lavoro nero nel settore dei servizi alla persona. L’Assessorato si è distinto anche nella lotta al precariato, dando ai lavoratori della pubblica amministrazione risposte concrete da oltre diciassette anni. Anche sul fronte della lotta al lavoro sommerso è stata condotta una forte azione di contrasto, sfociata nella “carta servizi”: una sorta di prontuario per debellare il lavoro nero. L’Esecutivo regionale infatti è intransigente sul versante della tutela dei diritti dei lavoratori e del rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza, per scongiurare gli infortuni o peggio ancora, le “morti bianche”.

martedì 12 febbraio 2008

La mia famiglia


Una foto memorabile....tutta la famiglia al completo manca solo Fabio

domenica 3 febbraio 2008

La solita Italia

Fatta la legge trovato l’inganno!!!!
L’articolo 3 della nostra carta costituzionale dispone che ”tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua o di religione”. La legge è uguale per tutti è una frase che entra nelle nostre teste sin da quando, appena piccoli, cominciamo a prendere coscienza dello stato sociale. Il nostro ordinamento prevede che il potere legislativo sia esercitato dal Parlamento e che la promulgazione delle leggi spetti al Presidente della Repubblica, che attesta l’approvazione del medesimo testo di legge da parte d’entrambe le Camere. La legge è uguale per tutti non perché non fa differenze ma perché non lascia alcun dubbio sulla propria interpretazione. La principale funzione della legge è quella di regolare il comportamento su uno specifico argomento che interessi la comunità. Purtroppo da un pò di anni non è più così: la società è disorientata e frustata da notevoli problemi. Il caos regna sovrano: infatti, non si riconosce più quali siano i diritti e quali siano i doveri che le leggi appropriate dovrebbero ben limitare. E questo perché? Le leggi sono troppe? Sono poco chiare? Sono ingiuste?....forse. Quello che vi posso assicurare è che una cosa di vitale importanza per la società è che ci siano leggi uguali per tutti perché da esse scaturiscono diritti per alcuni e doveri per altri. C’è un detto che cita: ”fatta la legge trovato l’inganno”. Infatti, una volta erano i cittadini, chiamati furbetti, che fra le maglie di quanto dettato dalle leggi trovavano il modo di travisarne il contenuto per aggirarle. Oggi non è più così perché all’ordinamento legislativo si è aggiunto un nuovo elemento, il “decreto d’attuazione”, strumento nato per dare puntuale attuazione alla legge. Spesso capita che la legge approvata non viene applicata proprio perché manca il decreto attuativo e così i diritti dei cittadini vengono meno e i doveri che ne scaturiscono non vengono rispettati. Conseguentemente, regna un caos legislativo già nelle more dell’emanazione. Questo è quello che accade in tutti i settori della società. Le leggi che sono state approvate nel 2005 sono state applicate dopo due anni. La cosa più sconvolgente è che enti, anche ministeriali, hanno la pretesa di regolare il settore cui sono interessati con proprie circolari sconvolgendo il contenuto delle leggi in materia. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno con una propria circolare ha stabilito che la notifica di una multa è valida anche se arriva dopo 150 giorni dall’accertamento dell’infrazione purchè la Pubblica Amministrazione abbia spedito il plico entro quei 150 giorni. Prima del 20 agosto, giorno di emanazione della suddetta circolare, se una multa veniva notificata a casa dopo 150 giorni, l’infrazione non era valida, a meno che nel frattempo il trasgressore non avesse cambiato residenza senza darne comunicazione al proprio Comune. Da adesso in poi chi riceve una notifica non deve guardare più la data dell’infrazione ma la data di affidamento del verbale di accertamento alle Poste; se i 150 giorni non sono stati rispettati il cittadino può fare ricorso e la multa verrà annullata. Come potete chiaramente capire il Dipartimento si è dato un potere legislativo che non gli spetta.
Anche nel settore finanziario accade la stessa identica cosa. Difatti, capita che i Dipartimenti del Ministero del Tesoro abbiano i loro metodi e la loro modulistica per applicare la legge; che l’Inpdap e l’Inps abbiano i lori metodi e la loro modulistica. Ma di cosa stiamo parlando? …Del DPR 180 del 1950 e successive modifiche. Lascio immaginare a voi cosa sia successo nei quasi 60 anni di applicazione di questa legge: di tutto e di più!! Anche perché, essendo l’unica legge di diritto al credito, è stata sempre ostacolata nella sua applicazione. In tempi recenti con la legge numero 80 del 14 maggio del 2005 ne è stata estesa l’efficacia sia ai pensionati che ai dipendenti delle aziende private. La modifica di legge ha previsto che i pensionati di tutte le categorie vengano anch’essi inseriti tra gli aventi diritto a questo tipo di credito per cui anche a loro è applicabile il DPR 180 del 1950. L’Inps con un proprio decreto ha posto dei paletti escludendo una moltitudine di categorie: ha utilizzato un sistema che stabilisce degli oneri a carico dei pensionati quali, ad esempio, quelli di recarsi presso le loro sedi facendo file interminabili; ha usato una modulistica propria ed ha applicato la legge a modo suo inserendo delle procedure per la riduzione della quota ceduta non rispettando gli articoli di legge che danno precise indicazioni in merito. Inoltre, ha anche fatto sì che i pensionati subiscano una doppia trattenuta sulla pensione per il recupero delle rate scadute che, a causa della lentezza dell’Ente, sta provocando notevoli disagi: pensate che su 700 euro di pensione trattengono al cliente 280 euro costringendolo a vivere con sole 420 euro.
Alla luce di quanto sopra detto, speriamo che un bel giorno qualche Governo sia esso di centro-destra o di centro-sinistra si accorga di quello che succede e ponga in essere delle norme che diano un freno a questo malgoverno che non dà certezze ma crea scompiglio, confusione e disagio nella società.

domenica 13 gennaio 2008

Mi presento



Salve,
sono Calogero Lanzarone, per tutti Lillo.

Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, ho deciso di disporre di questo potente mezzo di comunicazione per interfacciarmi con i cittadini di Menfi, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale.
Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione.
Credo quindi che sia un ottimo modo innanzitutto per farmi conoscere come persona, far conoscere le mie idee e le mie prospettive politiche.
Presto tornerò ad aggiornare e ad arricchire questa pagina con notizie e commenti su alcuni aspetti.

Spero di attrarre il vostro interesse e di avere un vostro civile riscontro.