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lunedì 6 giugno 2011

Referendum, a Menfi “muSIca per il SI”

Venerdì 10 giugno 2011, dalle ore 21, ci sarà un grande concerto per mobilitare il voto in vista dei referendum del 12 e 13 giugno.
Lo spettacolo avrà luogo presso il cortile di palazzo Pignatelli, in Piazza Vittorio Emanuele a Menfi.

Si esibiranno per noi numerosi gruppi live che hanno dato la loro disponibilità ad esibirsi in favore del tema “acqua pubblica“.
Sarà inoltre presente un Dj set che concluderà la serata fino a tarda notte! Sono previsti interventi dei giovani promotori dell’evento, dei sindaci della valle del belìce e del comitato acqua pubblica.

Saremo in diretta radiofonica ed in streaming web grazie a RFN su www.radiofutura.it !

Vi aspettiamo tutti per una serata all’insegna del divertimento e dell’informazione sui referendum.


 
Ascolta lo spot


Presentatore e direttore artistico: Piero Mangiaracina.

Artisti:
  • “Sicily Ska” - band dalla musica inedita e dalle sonorita' dei balcani, con testi in dialetto siciliano;
  • “Almanzil” - gruppo dalle musiche etnico-popolari;
  • "Gruppo di Facebook" - gruppo Rock con qualche cenno al Proge e al Pop Blues;
  • DJ "Hermano Loco".

    Comitati: Comitato per l'acqua pubblica del Belice.

    Sindaci: Michele Botta (Menfi), Vito Ferrantelli (Burgio), Franco Santoro (Santa Margherita Belice).

    venerdì 1 aprile 2011

    Referendum acqua, legittimo impedimento e nucleare 2011

    I referendum abrogativi del 2011 si terranno in Italia il 12 e 13 giugno 2011.

    I quattro quesiti referendari riguardano il legittimo impedimento, il decreto Ronchi e il ritorno all'energia nucleare. I referendum sul legittimo impedimento e sull'energia nucleare sono stati organizzati su iniziativa dell'Italia dei Valori e in parte su iniziativa di associazioni ambientaliste. Invece i quesiti sui servizi idrici derivano da un'iniziativa civica.




    Di seguito, vi presentiamo in maniera sintetica i quattro referendum abrogativi su cui saremo chiamati ad esprimerci ma prima una DOVEROSA ED IMPORTANTISSIMA PREMESSA:
    • è indispensabile ricordare che, per legge, affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto al voto (il cosiddetto quorum).
    • Essendo abrogativi, se volete ad esempio dire no al nucleare, OCCORRE VOTARE SI, ci raccomandiamo, sembra incoerente ma è cosi’, si dice SI all’abolizione del decreto-legge.

    Il primo quesito riguarda il “legittimo impedimento”, cioè l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula, ed è quello che ha le conseguenze politiche più rilevanti, dal momento che è stato indetto per abrogare la legge che porta il suo nome. A presentare il referendum è stato il partito dell’Italia dei Valori. Il quesito su cui saremo chiamati ad esprimerci è il seguente:
    • “Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?”.

      Il secondo quesito, particolarmente lungo e articolato, presentato sempre dall’Italia dei Valori, punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare. E’ il cosiddetto ‘referendum sul nucleare’, tema oggi giorno particolarmente scottante, dopo quanto accaduto a seguito del terremoto in Giappone. Il quesito su cui saremo tenuti ad esprimerci, in parte schematizzato, suona più o meno così:
      • “Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?”.

        Gli ultimi due quesiti si occupano della privatizzazione dell’acqua: uno in particolare riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Il testo del quesito è il seguente:
        • “Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

        Il quarto e ultimo quesito riguarda sempre la privatizzazione dell’acqua e in particolare la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene chiesta una parziale abrogazione della norma:
        • “Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito?”.