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mercoledì 25 aprile 2012

Sonia Alfano eletta presidente della commissione antimafia UE

  • Un codice penale europeo; 
  • una strategia giudiziaria e repressiva antimafia comune; 
  • l'associazione per delinquere di stampo mafioso inserita nelle legislazione dei 27 Paesi membri; 
  • il regime carcerario del 41 bis accolto dai Paesi Ue;
  • una norma comunitaria contro riciclaggio e autoriciglaggio. 

Sono questi alcuni degli obiettivi della Commissione antimafia europea (Cirm) istituita lo scorso 14 marzo e di cui è stata eletta presidente, per acclamazione del Parlamento di Strasburgo, Sonia Alfano, che ieri ha incontrato a Palermo il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, il pm della Dda Nino Di Matteo e il Procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato. Le procure siciliane rappresentano la testa d'ariete della lotta alla mafia. E l'Italia - con la sua legislazione contro Cosa nostra e una consolidata esperienza giuridica e giudiziaria - ha finito, come ha spiegato il procuratore Scarpinato, "ha svolto una funzione di alfabetizzazione primaria nei confronti del resto dell'Unione europea". Insomma, va esportato il "modello italiano" per combattere una criminalità organizzata sempre più transnazionale. «Ma per vincere la guerra - ha sottolineato il pm Di Matteo - è più che mai necessario recidere il rapporto, ai vari livelli, tra mafia e politica. Per questo è necessario che il nostro Paese firmi la Convenzione di Strasburgo approvata nel 1999 per combattere la corruzione».

Tema davvero scottante quello della corruzione che - ha precisato Sonia Alfano - "incide per 120 miliardi euro sull'economia legale e l'Italia incide per la metà: 60 miliardi di euro. Per questo motivo è nostra intenzione avere incontri costanti con gli investigatori e con gli organismi europei che si occupano di crimine organizzato come Eurojust, Europol, Interpol. Occorre uno scambio di informazioni continuo per elaborare una strategia vincente".
Per Scarpinato l'Italia da capitale mondiale della mafia dopo gli anni '80 sia diventata la capitale mondiale dell'antimafia. "Non a caso - ha aggiunto - nel 2001 l'Onu ha scelto Palermo come luogo per la sottoscrizione della Convenzione internazionale contro il crimine organizzato". "Bisogna muoversi per ridurre le aree di impunità di cui sono sempre alla ricerca le organizzazioni criminali - ha detto Ingroia - e la nascita della Cirm costituisce una solida base di partenza per la lotta europea e mondiale alla criminalità mafiosa".

giovedì 12 gennaio 2012

Menfi, presentazione “Mafia SpA”

Sabato 14 gennaio, alle ore 17.00, sarà presentato, presso la Biblioteca Comunale in Piazza Vittorio Emanuele, l’ultimo libro di Benny Calasanzio “Mafia SpA. Tutti gli affari della più grande impresa italiana.”. L’evento e stato oragnizzato dall’associazione civica “Menfi Vive”, con la collaborazione dell’associazione “Genitori e Figli” di Menfi, l’Istituzione Culturale “Federico II” e l’associazione nazionale “Etica e Politica”.

Oltre all’autore Benny Calasanzio saranno presenti:
  •  Sonia Alfano, europarlamentare e presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia;
  •  Salvatore Vella, magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Palermo applicato a Marsala;
  • Ignazio Cutrò, testimone di giustizia;
  • Chicco Alfano, figlio del giornalista Beppe Alfano, ucciso dalla mafia nel 1993.
In un paese in piena crisi economica, con lo spauracchio di affondare e di vivere la stessa situazione di Grecia e Argentina, c’è una sola azienda che può vantare utili da capogiro e un trend in costante cresita: si tratta di Mafia Spa. Non ne troverete la sede. Non ne riceverete le telefonate pubblicitarie. Non ne guarderete gli spot in televisione. Non ne osserverete le scalate bancarie. O almeno, non ancora.

Benny Calasanzio, in anteprima esclusiva, snocciola cifre e dati dai rapporti 2011 della Dia, di Legambiente, Sos Impresa e altri documenti inediti: numeri impressionanti per la loro mole di centinaia di miliardi di euro e perché costruiti sul sangue innocente di cittadini comuni. Scoprirete che mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita sono ramificate in tutta la penisola. Scoprirete che la banda della Magliana esiste ancora. E scoprirete che i dati forniti dal Ministero degli Interni non sembrano collimare con la realtà di un’Italia ancora strozzata da vili criminali.

Ecco il link dell’evento su facebook http://www.facebook.com/events/148061638639279/