Vista l'estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, ho deciso di disporre di questo potente mezzo di comunicazione per interfacciarmi con i cittadini di Menfi, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale. Credo quindi che sia un ottimo modo sia per farmi conoscere come persona ma anche per far conoscere le mie idee e le mie prospettive politiche.

lunedì 31 marzo 2008

Compagni ....di bicchiere!!!!

La prudenza non è mai troppa!!!

La quarta sezione penale della Suprema Corte, con la sentenza numero 12361 del 2008, ha accolto il ricorso di un uomo emiliano condannato, in precedenza, per omicidio colposo e lesioni gravi a seguito di un incidente.
Infatti, il conducente-ricorrente ubriaco procedeva con la sua auto, in piena notte, in un incrocio urbano alla folle velocità di 90 km orari entrando, pertanto, in collisione con un motorino sul quale si trovano due minorenni.
A causa dell’urto uno dei due minori moriva mentre l’altro subiva lesioni gravi.
I giudici di primo e secondo grado avevano (giustamente) attribuito la colpa dell’incidente esclusivamente al conduttore ubriaco.
Oggi, la Cassazione ha stravolto tale orientamento ritenendo che anche il “ciclomotorista doveva mettere in conto, nei limiti della normale prevedibilità, l’altrui condotta imprudente o negligente, e persino, imperita”.
E questo per mettersi in grado di porvi riparo evitando danni a se stesso e agli altri, tra i quali non vi è motivo di non ricomprendere anche il soggetto cui sia riferibile la condotta imprudente, negligente, imperita. Questa condotta va assunta particolarmente nelle aree di intersezione tra confluenti strade, essendo il punto ove più si addensano occasioni di conflitto tra utenti della strada.
La drammatica vicenda dovrà, ora, essere riesaminata dalla Corte di Appello di Bologna.

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sabato 29 marzo 2008

I miei quattro compari














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sabato 8 marzo 2008

Speriamo che la nostra amata Sicilia non abbia mai di questi problemi


Condannato il Comune di Napoli alla restituzione della tassa sullo smaltimento dei rifiuti!!



La tassa è una prestazione pecuniaria coattiva dovuta allo Stato o ad altri enti pubblici dai soli cittadini italiani e non che usufruiscono dei vari servizi a loro offerti. Una straordinaria sentenza che fa tremare le gambe alla massima autorità politica del Comune di Napoli e a tutta la sua amministrazione è stata emessa da un Giudice di Pace della 10° sezione civile del Tribunale. Il Comune partenopeo infatti, è stato condannato dal Giudice di Pace, Dottor Bressi, a rimborsare la tarsu ad un cittadino napoletano costretto per anni a vivere tra i rifiuti ed a pagare comunque la tassa. Il magistrato controllati i versamenti e valutate le gravi inadempienze dell’Ente ha ritenuto illegittima e negligente la condotta dell’amministrazione comunale, decidendo, pertanto, di condannare il sindaco Rosa Russo Iervolino a pagare la somma di 500,00 euro a titolo di rimborso e ripetizione della tassa sui rifiuti pagata inutilmente dal cittadino senza ricevere alcun servizio e 650 euro per spese legali. Questa sentenza rischia di affondare i già disastrati bilanci degli enti locali, oggi, infatti, nella sola Campania sono circa centomila i ricorsi contro i comuni inadempienti agli obblighi di raccolta e smaltimento rifiuti, sia per rimborso tarsu, che per risarcimento dei danni provocati dall’emergenza rifiuti. Le richieste di danni, presentate da singoli cittadini e da imprese, si riferiscono non solo a problemi di salute derivanti dall’emergenza ambientale, ma riguardano anche i mancati introiti per attività commerciali e turistiche, ed in molti casi i rimborsi per tasse pagate e le spese sostenute da interventi di bonifica.

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giovedì 6 marzo 2008

Ultime novità in tema di multe

Non valide le multe elevate da vigili in borghese

Non sono valide le multe fatte da vigili in borghese o che fanno le contravvenzioni anche quando non sono in orario di servizio. La seconda sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza numero 5771, ha confermato l’annullamento, disposto dal Giudice di pace di Reggio Emilia, di una contravvenzione ricevuta da una donna per divieto di sosta da un vigile nel suo giorno libero. Il giudice, infatti, aveva ritenuto illegittima la multa rilevando che, in base al Codice della strada, gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale devono essere visibili a distanza mediante l’uso di appositi capi di vestiario o di uniforme, mentre nel caso di specie, la contravvenzione era stata accertata da un agente in abiti civili, fuori dal servizio di vigilanza e che si trovava a bordo della propria autovettura.
Contro tale decisione aveva presentato ricorso in Cassazione il Comune di Reggio Emilia, il quale sosteneva invece che gli agenti di polizia municipale sono sempre in servizio senza limiti di tempo quando svolgono altre funzioni indipendentemente dal fatto che indossino o meno l’uniforme. Di conseguenza, al momento dell’accertamento dell’infrazione in questione l’agente era legittimato alla redazione del verbale opposto in quanto rivestiva la qualifica di agente di polizia stradale e non aveva l’obbligo di indossare la divisa. Di diverso avviso la Suprema Corte che ha confermato il verdetto del Giudice di pace, osservando che il vigile al momento dell’infrazione contestata non rivestiva la qualifica di agente della Pg, come invece sostenuto dal Comune.
A seguito di suddetta sentenza, il Codacons, l’Associazione dei consumatori, ritiene che gli agenti non potrebbero fare imboscate, nascondersi dietro gli alberi o piazzare gli autovelox e poi andarsene a prendere un caffè. Dovrebbero, invece, essere visibili accanto all’autovelox ed in divisa. Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione riguardava un agente non in servizio, ma il Codacons sostiene che questo concetto si possa applicare anche ai vigili in borghese, nascosti dietro agli alberi o addirittura assenti. Pertanto, l’Associazione invita i consumatori multati da vigili fantasma a presentare ricorso al Giudice di pace competente.

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lunedì 3 marzo 2008

La piaga del lavoro nero

Le nuove iniziative per contrastare il lavoro nero!!!!

Il tema delle politiche del lavoro e della formazione ha assunto nell’Esecutivo Regionale una nuova rilevanza strategica, in linea con le istanze comunitarie in materia del mercato del lavoro. L’obiettivo è quello di migliorare strutture, offerta dei servizi e sistemi territoriali della formazione professionale, del lavoro e del terzo settore, mediante la realizzazione di nuovi dispositivi di intervento flessibili, integrati con misure di politica attiva dell’occupazione ed orientati a processi di sviluppo del territorio e delle risorse umane. In tale contesto la Regione Siciliana ha attuato una serie di servizi ed ha puntato sull’apprendimento permanente, assicurando nel contempo l’incentivazione a favore delle fasce deboli e la stabilità sociale, con l’applicazione di misure per la trasparenza e la legalità. Tra i provvedimenti di politica attiva figura l’apertura dei cantieri-servizi, a cui sono stati destinati 9 milioni di euro di risorse e la realizzazione di una serie di piccole e medie infrastrutture, mentre i cantieri già istituiti anni fa sono stati tramutati in veri e propri progetti formativi. Si è realizzato così un meccanismo che favorisce l’occupazione flessibile, con la certezza della realizzazione di opere pubbliche, ma nel rispetto delle risorse di bilancio di volta in volta disponibili. L’Assessorato inoltre ha incentivato lo snellimento delle procedure burocratiche per il pagamento dei contributi del settore artigiano e delle piccole e medie imprese che hanno assunto apprendisti, attraverso la revisione a campione dei rendiconti del Fondo Sociale Europeo. Le imprese interessate pertanto potranno presentare un’autodichiarazione, confortata dal parere di congruità di un professionista. Così come avviene già da tempo in Europa, esiste oggi un adeguato sistema di controlli sulle spese dichiarate, al fine di assicurarne la conformità rispetto alle norme comunitarie, nazionali e regionali, nonché per verificare la correttezza delle certificazioni e dei sistemi di contabilità adottati. A tal fine, l’Agenzia per l’Impiego rimette agli Ispettori Provinciali del Lavoro l’elenco delle imprese da sottoporre a verifiche a campione. Un cambio di rotta questo, attraverso cui, tramite il nuovo sistema di revisione, si potrà superare lo scarto ancora esistente tra la Sicilia ed il resto d’Italia e d’Europa. L’impegno della Regione, verso una politica che guarda costantemente alle esigenze del mercato del lavoro, consente di assecondare le esigenze di importanti settori produttivi come l’artigianato e la piccola e media imprese. L’apprendistato delle piccole e medie imprese rappresenta infatti un momento tipico di queste dinamiche, nonché una svolta sotto il profilo dell’azione amministrativa, l’attenzione dell’Assessorato è alta anche per ciò che riguarda le fasce più deboli e a rischio di emarginazione. Pertanto è stato siglato a Parigi un protocollo che punta all’inclusione dei queste categorie, mediante un accordo trilaterale sulla conciliazione lavoro/famiglia. In quest’alveo si è stipulata una convenzione tra Sicilia, Governo centrale italiano e Francia, finalizzata a scambi e cooperazione in materia di voucher di servizio. I “voucher” sono dei buoni spendibili per l’acquisizione di servizi di cura e assistenza alla persona, che in Sicilia avranno come beneficiari diretti donne e soggetti a rischio di esclusione sociale, gravati da carichi di cura, partecipanti ad azioni di formazione iniziale o permanente, di work experience, di inserimento al lavoro e creazione di attività finanziate nell’ambito della programmazione regionale, nazionale e comunitaria, residenti nei 15 distretti socio-sanitari in cui è prevista questa sperimentazione. Proprio nel 2008, infatti, dopo la complessa fase preparatoria , sarà disponibile il “voucher di conciliazione ALFA”. Si tratta di uno strumento già in via di sperimentazione in alcune regioni italiane ed attivo in molti paesi dell’Unione Europea, laddove, grazie all’introduzione del prezioso dispositivo di inclusione sociale, si è registrato un sostanziale incremento dell’occupazione regolare. Il progetto sperimentale è stato attivato nella nostra Regione da “Italia Lavoro Sicilia” e finanziato dal “Dipartimento Regionale Formazione professionale” attraverso il Fondo Sociale Europeo. Un quadro talmente interessante che Italia Lavoro Nazionale, a partire dall’esperienza pilota siciliana, è disposta a sostenerlo nel resto dello Stivale. Il voucher si attesta non solo come strumento di crescita dell’occupazione femminile, ma costituisce altresì un forte elemento di contrasto al lavoro nero nel settore dei servizi alla persona. L’Assessorato si è distinto anche nella lotta al precariato, dando ai lavoratori della pubblica amministrazione risposte concrete da oltre diciassette anni. Anche sul fronte della lotta al lavoro sommerso è stata condotta una forte azione di contrasto, sfociata nella “carta servizi”: una sorta di prontuario per debellare il lavoro nero. L’Esecutivo regionale infatti è intransigente sul versante della tutela dei diritti dei lavoratori e del rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza, per scongiurare gli infortuni o peggio ancora, le “morti bianche”.

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